Il decalogo Monti


Il decalogo Monti

Se falliamo, soffriremo tutti molto più di ora

Sobrietà e trasparenza nella cosa pubblica

Se sosterrete il difficilissimo tentativo su scelte e obiettivi di fondo, che se non fosse tanto difficile immagino non mi farebbe trovare oggi qui a parlarvi, riscatteremo il Paese e ridaremo fiducia nelle sue istituzioni. Sono le ultime parole che il presidente del Consiglio Mario Monti ha pronunciato oggi nel suo discorso di quasi un’ora avviato alle 13 e 10 davanti ai senatori della Repubblica. Ringraziando il presidente del Senato Schifani e le forze politiche e riconoscendo a Silvio Berlusconi l’impegno per aver agevolato la successione, ecco in sintesi cos’ha detto il neo premier . Non avrò la supponenza del tecnico che viene a mostrare la sua superiorità rispetto al politico. Voglio contribuire, rispettosamente e con umiltà, a riconciliare i cittadini alla politica e a risanare il Paese. Non ci sono vincoli europei che ci impongono qualcosa, Non c’è un loro e un noi: l’Europa siamo noi. E’ dall’Italia stessa che vengono le ricette per uscire dalla crisi che sentiamo in questi giorni, ricette che da tempo sono state evidenziate dagli analisti di casa nostra. E il nostro Paese è sottoposto alla prova più difficile dal dopoguerra. Monti ha anche ricordato che tra gli interessi dei nostri partners europei non c’è certo un’Italia forte e ha detto che gli investitori stranieri detengono quasi la metà del nostro debito pubblico. Per questo dobbiamo far leva sul rigore di bilancio, su crescita ed equità. Nello scorso ventennio si è fatto molto per ridurre il debito pubblico, però aumentando le tasse più che riducendo le spese. Ora l’arresto della crescita ha vanificato tali risultati e non saremo credibili se non cresceremo. Cosa fare per crescere è noto a tutti gli studi italiani, il problema è attuare la ricetta facilitando la nascita di nuove imprese, migliorando i servizi, favorendo l’ingresso nel lavoro di giovani e donne che rappresentano due risorse sprecate. Se avremo più equità, i provvedimenti necessari saranno più accettabili. Ma se falliremo, gli effetti della crisi si faranno sentire per tutti a condizioni ben più dure delle attuali e in misura maggiore per le fasce più deboli. L’Italia sente la crisi molto più degli altri, ha proseguito Monti: quando il momento difficile finirà, secondo l’Unione Europea, il nostro PIL sarà di 4 punti e mezzo più basso rispetto all’inizio del momento difficile, mentre il resto dell’area euro avrà recuperato il gap. Tra il 2001 e il 2007 il nostro PIL è cresciuto del 6,7% contro la media europea del 12 e quello tedesco dell’8,3%. E questa crisi ha colpito più duramente i giovani italiani: tra i 15 e i 24 anni i nostri disoccupati sono il 7,6% mentre la media UE è del 5%. Monti ha indicato l’esistenza di una questione meridionale e di una settentrionale (legata quest’ultima anche a problemi di bassa natalità). Se ho deciso di assumere in una prima fase l’interim degli affari regionali– ha spiegato Montiè per sottolineare l’impegno verso il cambiamento duraturo delle condizioni di lavoro dei giovani. Il mio programma è diviso in due parti: 1) emergenza e 2) ampliamento delle opportunità di lavoro nella coesione sociale e territoriale. Ci sarà piena attuazione alle manovre adottate la scorsa estate valutando se serviranno correttivi. Serve poi un’urgente manovra fiscale ed è ineludibile l’esigenza di contenere i costi della politica e di tutti gli amministratori pubblici. Chi gestisce la cosa pubblica dovrà operare con sobrietà e trasparenza. Le spese della Presidenza del Consiglio saranno da subito sottoposte a rigido controllo. A proposito delle pensioni il neo premier ha parlato di ampie disparità di trattamento e di ingiustificabili privilegi. Lotta all’illegalità e all’evasione fiscale sono altri due punti da cui dipende anche la possibilità di abbattere le tasse e di far emergere il sommerso (un quinto del prodotto). Per questo si incentiverà il ricorso alla moneta elettronica. Ma tornerà anche l’ICI sulla prima casa e si favvieranno le dismissioni di parte del patrimonio immobiliare statale. Nel programma vi è l’intenzione di ridar fiato all’economia anche diminuendo le tasse ed i contributi e ricorrendo a investimenti privati per le infrastrutture (project financing). Riformeremo il mercato del lavoro per togliere privilegi e dar tutela a chi non ce l’ha, ma senza toccare i rapporti di lavoro esistenti. Pensando al lavoro dei giovani pensiamo in realtà a tutti. Si cercheranno di superare i lavori a tempo determinato, si studierà una tassazione diversa per le donne e agevolazioni per le famiglie che curano gli anziani. Cominciamo a valutare anche che la mobilità geografica nel lavoro dev’essere una risorsa. Andrà poi valorizzata l’istruzione per i lavoratori e nell’Università si dovrà incentivare il peso della valutazione. Circa le infrastrutture, ha detto ancora il premier, aver accorpato in un solo ministro Economia, Finanze e Infrastrutture e Trasporti, indica l’importanza che attribuiamo a questo aspetto. Altri capitoli: lotta alla mafia, sicurezza nazionale e internazionale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...