Poveri bambini italiani


Poveri bambini italiani! Che brutto Paese

Tempi duri per chi aveva in animo di comprare per il bebè questa carrozzina con scocca in legno, manico in pelle, pizzo, perle e boccioli di rosa in raso al modico prezzo di 2.500 euro. La crisi non guarda in faccia nessuno, soprattutto i figli di tantissime famiglie che hanno perso il lavoro. 20 novembre Giornata mondiale dell’infanzia. Per la prima volta dal dopoguerra, pensando all’infanzia derelitta, non guardiamo all’Africa o al terzo mondo in genere, ma all’Italia. Il secondo Atlante dell’Infanzia a rischio diffuso dall’associazione Save the Children spiega infatti quanto siano peggiorate le condizioni di vita dei bambini in Italia.

Dei 10 milioni 229 mila minorenni in Italia, quelli che vivono in povertà sono 1.876.000 e il Sud diventa sempre più povero del Centro Nord.

Come evidenzia l’associazione, crisi e assenza di specifiche politiche giovanili, mettono a rischio la sopravvivenza di tanti bambini e adolescenti. Chi sta maggiormente pagando il prezzo della recessione, sono le famiglie con minori: negli ultimi anni la percentuale delle famiglie a basso reddito con 1 minore è aumentata dell’1,8%, e tre volte tanto (5,7%) quella di chi ha 2 o più figli.

Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia dice: Oggi i nostri minori fanno i conti con la povertà, la scarsità di servizi per l’infanzia, le città inquinate, stili di vita insani che conducono all’obesità. Problemi che l’attuale crisi economica rischia di amplificare se non si invertirà immediatamente la rotta mettendo l’infanzia e adolescenza tra le priorità delle scelte politiche-economiche di un paese che finora ha sempre investito molto nelle pensioni e molto poco per aiutare i minori, i giovani e le famiglie con figli.

L’Italia è il primo paese al mondo in cui gli anziani sono maggioranza e le città sono affollate di over 65, con le sole eccezioni delle province di Napoli, Caserta, Barletta-Andria-Trani.
I minori di origine straniera sono quasi 1 milione di cui 572.000 sono bambini e ragazzi nati in Italia. La regione in cui nascono più stranieri è l’Emilia Romagna (23%). A questi italiani di genitori stranieri la legge riconosce la cittadinanza e i diritti civili solo al compimento dei 18 anni. Un minore su 2 figlio di stranieri vive oggi in famiglie a basso reddito; inoltre nelle superiori i bocciati stranieri sono il doppio degli italiani.

Il 24,4% dei minori in Italia è a rischio povertà (uno su 4). Sono 653.000 i bambini e i ragazzi in povertà assoluta. 2 minori su 3 vivono in povertà relativa. Più di 1 minore su 2 in povertà assoluta, vive nel Mezzogiorno. La regione che ospita il maggior numero di minori poveri è la Sicilia con il 44,2% dei minori, seguita da Campania (31,9%) e Basilicata (31,1%) mentre Lombardia (7,3%), Emilia Romagna (7,5%) e Veneto (8,6%) sono le regioni con la percentuale inferiore di minori in povertà relativa. Per quanto riguarda i bambini in povertà assoluta anch’essi si concentrano nel Sud Italia dove rappresentano il 9,3% di tutta la popolazione minorile. Nel Nord Est ben il 7% delle famiglie con minori dichiara di aver difficoltà a fare un pasto adeguato almeno ogni 2 giorni e al Sud il 14,7% delle famiglie con minori non ha avuto soldi per cure mediche almeno una volta negli ultimi 12 mesi.

Save the Children inoltre rileva che le città italiane sono sempre meno a misura di bambino, per via del tasso di motorizzazione altissimo, con una media di 3/4 macchine ogni minorenne. Poi c’è la cementificazione: si stima che ogni giorno in Italia sparisca una superficie di circa 130 ettari. In testa alla classifica per cementificazione i comuni di Roma e Venezia, seguite da Napoli e Milano (dove la superficie edificata ha già inglobato i due terzi del territorio comunale). Ciò fa sì che i bambini giochino sempre meno all’aperto: nel Nord e al Centro 2 bambini su 3 giocano nei giardini pubblici, ma al Sud i giardini pubblici sono praticabili dal 16% dei minori che giocano molto in strada (il 12,2%). In Campania solo 1 bambino su 100 gioca nei prati (20 su 100 nel Veneto). Poi le città sono sempre più inquinate: per 140 giorni all’anno Ancona supera i livelli limite di particolato; Torino per 131 giorni e Siracusa per 116, mentre Matera e Nuoro sono le più virtuose con 1 solo giorno di sforamento del limite all’anno.

Lo studio evidenzia anche l’aumento dell’obesità infantile: i bambini italiani sovrappeso sono 1 milione e 100.000, 400.000 dei quali risultano obesi: la regione con più bambini obesi è la Campania (20,6% nella fascia di età della terza elementare), seguita da Calabria (15,4%) e Puglia (13,6%) a fronte del 9,2% della media nazionale.
I giovani tra i 16 e i 24 anni che hanno conseguito soltanto la licenza media sono 1 milione. L’abbandono degli studi è più frequente in Sicilia (26%), Sardegna (23,9%), Puglia (23,4%), Campania (23%), ma anche a Bolzano (22,5%) e in Valle D’Aosta (21,2%).

Rispetto alla disponibilità di asili nido: se le cose vanno bene in Emilia Romagna dove possono usufruirne il 29,5% dei bimbi tra 0 e 2 anni, in Umbria (27,7%), Valle D’Aosta (25,4%), la situazione peggiora in Campania dove solo il 2,7% dei bambini è preso in carico dai nidi pubblici.

Basterebbe il 7% dei 29 miliardi di euro ancora non impegnati per creare 100.000 nuovi posti in asilo nido o strutture educative per l’infanzia nel Sud dice Valerio Neri.

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