Miliardari crescono


Miliardari crescono

L’economia mondiale va a rotoli, ma non per tutti. C’è chi, dalla crisi più nera ci guadagna e diventa sempre più ricco. Sono i miliardari. Il Paese con più miliardari è gli Stati Uniti: 413 nel 2010, 10 più del 2009. E per la prima volta l’Asia supera in ricchezza l’Europa grazie a 332 miliardari contro i 300 europei. La classifica è redatta dalla rivista americana Forbes nella cosiddetta The World’s Billionaires 2011.

L’uomo più ricco del mondo non è più Bill Gates, ma il messicano Carlos Slim, magnate delle telecomunicazioni e delle miniere, con un patrimonio di 74 miliardi di $. Seguono Bill Gates e il finanziere Warren Buffet. Quarto è il francese Bernard Arnault (41 miliardi di $) che possiede marchi di lusso tra cui l’italiana Bulgari. Il primo degli italiani è solo 32° ed è Michele Ferrero (cioccolata ecc.) con i suoi 18 miliardi di $ (nel 2010 era 28°) davanti a Leonardo Del Vecchio (Luxottica) al 71° (nel 2010 era 59°) con 11 miliardi e a Silvio Berlusconi che con 7,8 miliardi è sceso al 118° posto (nel 2010 era 74°).

Il 4° italiano più ricco è Giorgio Armani (7 miliardi di $), quinti ex aequo con 2,4 miliardi sono Carlo Benetton, il fratello Gilberto, Giuliana e Luciano Benetton. Sesto Mario Moretti Polegato con 2,3 miliardi, settimi Francesco Gaetano Caltagirone ed Ennio Doris (1,5), 8° Stefano Pessina (1,3), 9° Andrea Della Valle (1,2 miliardi di dollari).

Stando a quanto da loro stessi dichiarato, le cose con la crisi stanno andando economicamente meglio ai nostri Del Vecchio (patrimonio cresciuto tra il 2011 e il 2010 di 500 milioni, ad Armani (cresciuto di 1,7 miliardi), ai Benetton (aumentato il patrimonio di 300 milioni), a Caltagirone (+ 100 milioni) e a Della Valle che prima era molto più basso in classifica.

Qualcuno dei miti del nostro Made in Italy, almeno, potrà festeggiare il Natale 2011 senza far troppa attenzione alle spese. Del resto i ricchissimi non hanno mai avuto problemi a concedersi dei piccoli piaceri: il 29% investe in auto, aerei e yacht, il 22% in oggetti d’arte, il 22% in gioielli e orologi e il 15% in antiquariato e vini. C’è chi può…

 

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