Egitto, umanità calpestata


Umanità calpestata

Immagini come questa che provengono da piazza Tahrir, cuore pulsante de Il Cairo in piena protesta contro lo strapotere dell’esercito del dopo Mubarak, non lasciano spazio a tante interpretazioni. Il giovane rimasto ucciso, ma forse è ancora vivo, negli scontri del 19 e 20 novembre con la polizia e l’esercito costato almeno 40 morti e 1.500 feriti, viene trascinato via per un braccio da un agente in borghese armato di spranga e abbandonato tra le immondizie. Qualcuno controlla se è vivo, ma il braccio cade a peso morto su quel corpo mezzo spogliato. Gli altri poliziotti, a decine, gli si muovono intorno. Sullo sfondo gli spari e le urla degli scontri. Intanto il governo Sharaf si è dimesso, ma il potere resta saldo nelle mani del’esercito. Carri armati in città e strade gremite di gente. Tra pochi giorni ci saranno le prime elezioni libere. (nella foto piazza Tahrir tre giorni dopo i violenti scontri del 9 ottobre 2011. A destra il grande edificio del Mogamma, Ministero della Burocrazia).
Nel secondo video feriti, proiettili esplosi contro la gente, i blindati Iveco della polizia bersagliati dalle molotov, un cellulare blu dato alle fiamme.

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