Vaticano & tasse


Vaticano, dacci oggi la tua IMU quotidiana

Prima casa, scende dal 7,6 x 1.000 ante Berlusconi al 4 x 1.000. Seconda casa, sale al 7,6 x 1.000. Questo è quanto si mangerà in tasse la IMU 2012 (Imposta Municipale Unica, ossia la nuova ICI) rispetto alle case degli italiani. Però non sulla base dei valori attuali, dato che il 4 x 1.000 andrà applicato sugli estimi catastali della prima casa che saranno maggiorati del 5% (e poi godranno dello sconto fiscale di 200 euro l’anno) e che il 7,6 x 1.000 si applicherà agli estimi catastali delle seconde case rivalutati del 60% rispetto agli attuali. Come dire che un appartamento di valore catastale 640 euro, se prima casa pagherà 230 euro l’anno (su una rendita rivalutata a 672 euro, dopo lo sconto di 200 euro); e un appartamento di eguale valore catastale, considerato seconda casa, pagherà invece 817 euro (su rendita rivalutata a 107.520 euro e senza sconto).

La nuova tassa sulle proprietà immobiliari varrà soltanto per fabbricati di categoria catastale A che comprende tutte le abitazioni: dall’appartamento ultra popolare alla villa, dalla casa di campagna al trullo, dalla baita al castello. Tranne per la categoria A 10 (uffici e studi professionali) e per certe pertinenze (magazzini, stalle, scuderie, autorimesse senza fini di lucro, tettoie). Gli aumenti non colpiranno quindi le attività produttive, ma solo le famiglie. Spetterà ai singoli Comuni alzare o abbassare l’aliquota base di 0,3 punti e quella agevolata per la prima casa di 0,2.

Nella pagina di Facebook Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria si ricordano i 400 milioni di euro che ogni anno il Vaticano risparmia, se per essi fosse applicata una tassa sugli immobili non utilizzati a fini di culto, ma per attività economiche. 400 milioni che, alla luce del ricalcolo degli estimi, diventerebbero 700 milioni: una bella boccata d’ossigeno per le casse statali. Per la prima volta un manipolo di parlamentari bipartisan si sta muovendo per chiedere al governo Monti di considerare una tassazione di tali immobili ecclesiastici, sulla base della richiesta equità fiscale tra chi ha tanto e chi ha poco. Siccome non si parla di bruscolini, gli interessi delle due comunità (religiosa e laica) si animano. Da un lato il settimanale Famiglia Cristiana mette in primo piano gli organismi caritatevoli che di fronte allo Stato sociale impoverito non potrebbero più sopravvivere; dall’altro chi si oppone ai privilegi vaticani suggerisce alla Chiesa di Roma il comportamento della Chiesa Ortodossa di Atene, che per sanare la crisi annuncia la disponibilità a rinunciare a parte del suo patrimonio immobiliare. Tanto per guardare in casa d’altri, la Chiesa greca risulta sovvenzionata annualmente dallo Stato con 220 milioni di euro (stipendi 10.000 sacerdoti e vescovi), ha beni per un miliardo di euro, è il secondo proprietario fondiario dopo lo Stato con 130.000 ettari, ed è il primo azionista della Banca Nazionale Greca con l’1,5% delle azioni. Noi chiediamo solo che il Vaticano paghi le tasse dicono quelli della pagina Facebook. Chi avrà la meglio?

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