Amazzonia 1- Chevron 0


Amazzonia 1 – Chevron 0

18 miliardi $ di multa

per 30 anni d’inquinamento

Indigeni 1 – multinazionale del petrolio 0. Ma la partita non è ancora finita. E’ un risultato che si ripete negli ultimi anni nel mondo, quasi a segnare la parvenza della fine della diffusa ingiustizia che vede sempre i più deboli soccombere di fronte alla prepotenza del denaro. Così, dopo la condanna della multinazionale anglo-olandese Shell a risarcire con 82 milioni di dollari la comunità nigeriana Ejama – Ebubu per un disastro ambientale che 40 anni fa rese incoltivabili 255.000 ettari di terreno, ora arriva la sentenza del tribunale dell’Ecuador che in appello ha condannato la compagnia petrolifera americana Chevron a pagare 18 miliardi di dollari per trent’anni di inquinamento della foresta amazzonica (tra il 1964 e il 1992) da parte della Texaco, ora acquisita dal colosso statunitense. Il 3 gennaio 2012 è stata confermata la sentenza di primo grado che chiedeva 9 milioni di $ raddoppiabili qualora la Chevron non avesse chiesto pubblicamente scusa alle popolazioni indigene danneggiate. La compagnia di San Ramon (California) non solo non intende scusarsi, ma ricorrerà ad un terzo grado di giudizio al tribunale internazionale dell’Aja. Intanto i metalli pesanti rilasciati nel terreno di parte del più grande polmone verde della Terra non sono stati ancora tolti.

Il Gruppo di Difesa dell’Amazzonia fa sapere di considerare questo importo troppo basso rispetto, ad esempio, ai 60 miliardi di dollari chiesti dagli Stati Uniti alla compagnia petrolifera inglese BP per l’inquinamento del Golfo del Messico nel 2010.

Nei 9 miliardi di dollari iniziali, i giudici ecuadoregni avevano così calcolato le modalità di risarcimento: 5,4 miliardi per bonificare i terreni inquinati, 600 milioni per valutare e trattare l’inquinamento delle acque sotterranee, 200 milioni per ripristinare il delicatissimo ecosistema, 150 milioni per realizzare un sistema di acqua potabile per gli indigeni che non possono più bere quella esistente. Oltre a questi importi per l’emergenza creata, ne sono stati fissati altri di supporto alle popolazioni locali: 1,4 miliardi per la sanità locale e 100 milioni per compensare le comunità indigene colpite, presso le quali si sono sviluppati fenomeni di cancro a seguito dell’inquinamento di 900 pozzi dopo che i liquami sono stati per decenni scaricati in torrenti e fiumi.

Nel video seguente è descritto il senso della sciagura che ha colpito la comunità amazzonica. E’ la lettera che 30.000 ecuadoregni hanno scritto ai cittadini degli Stati Uniti. Ecco il testo: Siamo madri di famiglia, siamo padri che lavorano duramente tutti i giorni, siamo nonni che conservano molti ricordi. Immaginiamo che voi siate uguali a noi, con cuori che palpitano, con occhi che apprezzano la bellezza del mondo che li circonda, con piedi che camminano nel nostro stesso pianeta. La nostra storia comincia 50 anni fa in un angolo della foresta amazzonica. Avevamo acqua limpida, alimenti sani, piante medicinali, vivevamo in armonia con la natura e con dignità. Finché arrivò la compagnia petrolifera Texaco. Non conoscevamo il petrolio, dicevano che era qualcosa di buono, che portava progresso. Ci ricordiamo delle condutture, dei liquami neri, dell’acqua tossica che buttavano nei nostri fiumi, del dolore che sentivano i nostri figli quando facevano il bagno; ci ricordiamo delle malattie, delle deformazioni, dei tumori, dei nostri morti. Noi non vi conosciamo, conosciamo solo la compagnia Texaco che oggi si chiama Chevron.
Siamo gente con coraggio e umiltà, lottiamo da molti anni per ottenere giustizia, ossia che la compagnia si faccia carico di tutti questi danni. E’ già stata condannata lo scorso anno, però la compagnia dice che non rispetterà mai la decisione del tribunale e che andrà avanti combattendo.

Noi vogliamo arrivare al vostro cuore perché conosciate la verità. La compagnia Chevron ci ha avvelenato e ha avvelenato anche l’immagine degli Stati Uniti e dei suoi cittadini. Per questo, a nome di migliaia di cittadini colpiti in Ecuador, scriviamo questa lettera a voi, perché possiate far qualcosa e subito, perché esigiate dalla Chevron di eliminare il veleno che ha lasciato nella nostra Amazzonia e perché pulisca anche l’immagine del suo paese e di voi stessi. Molte grazie.

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