Testimonianze dei naufraghi


Costa Concordia. L’altruismo

di passeggeri ed equipaggio

e la grande sensibilità degli isolani

Testionianze dei sopravvissuti alla sciagura della Costa Concordia. Una signora di Gela (Caltanissetta) Liana Incorvaia: I camerieri… come marinai. Hanno dato la vita per noi.

Il racconto del pianista-cantante di bordo Alex Polimeni di Villa San Giovanni (Reggio Calabria) e del commissario di bordo Benedetto Minuto (della stessa località). Quest’ultimo, dopo essersi buttato in acqua e messo in salvo sugli scogli si è ributtato assieme a un filippino per salvare due passeggere tedesche finite in mare

Svenimenti di passeggere e tranquillizzazioni da parte del personale. Il racconto di una passeggera rimasta ferita.

Il botto, il rumore, la luce che si spegne. Una famiglia di San Damiano (Asti) racconta.
Il ristorante dove tutto cadeva, l’inclinazione della nave, la drammatica messa in salvo di un disabile, la grande solidarietà trovata all’isola del Giglio, nel racconto di Mariangela e Valentino, giovane coppia di Avezzano

Il figlio di un anno lanciato tra le mani di un maresciallo in pensione che ha salvato centinaia di persone, l’aiuto di un ragazzo, sono alcune fasi drammatiche descritte da Francesca ed Enrico, passeggeri di Anacapri (Napoli).

Venuti alle mani perchè un filippino dell’equipaggio impediva a un gruppo con bambini di salire sulla scialuppa pilotata da un cuoco, nel ricordo di due ragazze di Anacapri (Napoli)

Urla, panico, i cuochi che piangevano, un ragazzo palermitano le ha aiutate a scendere, un cameriere le ha fermate dopo la caduta nel vuoto dentro la nave. La testimonianza di Barbara Antelmi e Teresa D’Aiello di Pescara

Calati sulla scialuppa come bestie, la gente si buttava a mare, il buio. Un passeggero di lingua spagnola racconta di aver nuotato per 15 minuti nel buio, il trauma del barista filippino.
Quella nave era un sogno. Morgan ed Eleonora Sperandio di Alghero (Sassari) rivivono quei drammatici momenti: i 4 piani fatti di corsa, gli ascensori che sversavano acqua, le urla e l’equipaggio che rideva alle rassicurazioni del comandante, la grande solidarietà degli isolani, la figlia che non riesce più a guardare la tv.

Tra le testimonianze sentite in tv, quella di Roberto e Ilaria Biancosino di Francavilla (Chieti) che cercano una passeggera inglese della cabina 2460 per ringraziarla ancora: durante le concitate fasi per salire sulla scialuppa, la signora inglese si è tolta il pullover per darlo al più grande dei loro due figli, Andrea, che stava morendo dal freddo. Intanto il numero dei dispersi è stato portato a 26: 12 passeggeri tedeschi, 5 passeggeri italiani, 4 passeggeri francesi, 2 passeggeri americani; e tre membri dell’equipaggio: un italiano, un indiano, una peruviana.

Manca purtroppo la testimonianza di Giuseppe Girolamo, 30 anni di Alberobello, batterista sulla Costa Concordia. Se non mancasse all’appello da quella tragica notte del 13 gennaio, forse racconterebbe di quella madre col bambino salite a bordo per ultime sulla sua scialuppa. Altri hanno raccontato di averlo visto prima seduto sull’imbarcazione e poi alzarsi per cedere il posto a mamma e figlio appena arrivati. Giuseppe è così ritornato sulla nave e da allora se ne sono perse le tracce. Un altro eroe.

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