Siria, strage degli innocenti


Siria. Strage degli innocenti

Negli ultimi 10 mesi 384 bambini morti ammazzati. Ad ucciderli negli scontri tra la popolazione in rivolta, polizia ed esercito siriani, è stato il pugno di ferro della dittatura. Un bilancio così è di quelli che non lasciano scampo e inchioderebbero qualsiasi governo ad una responsabilità forte e all’univoca richiesta di dimissioni da parte dell’opinione pubblica mondiale. Invece dalla più alta assemblea mondiale, quella delle Nazioni Unite, sono venuti due no: la Russia di Putin e la Cina di Wen Jiabao hanno opposto il loro diritto di veto alla risoluzione di condanna contro il regime siriano di Bashar al-Assad, che in 11 mesi di scontri si è reso responsabile di almeno 5.400 morti civili e dell’incarcerazione di 380 bambini di età inferiore ai 14 anni. Con loro è salito a 14.000 il numero dei detenuti politici. Ad affermarlo è l’Unicef. Uccidimi, ma lascia in pace i bambini rimasti a Homs. E’ la scritta che il bambino nella foto mostra davanti alla bandiera siriana. Il video seguente è molto crudo, ci sono bambini feriti negli scontri di domenica 5 febbraio a Homs

Il Consiglio di Sicurezza (organismo delle Nazioni Unite che si occupa anche dei conflitti tra Stati) è stato ancora una volta frenato, nonostante la maggioranza dei Paesi membri si sia espressa per una chiara condanna. Mentre l’Italia ha richiamato in patria il proprio ambasciatore e il ministro turco per gli affari europei esorta l’Unione Europea a fare presto qualcosa, i russi sono a Damasco per cercare di convincere l’alleato di sempre a ragionare sull’esigenza di lasciare il potere che suo padre, morendo, gli aveva consegnato nel 2000.

A questo punto (come tante altre volte nel passato) viene da chiedersi che senso abbia mantenere in piedi un carrozzone da 40.000 dipendenti, di cui fanno parte 193 dei 202 Stati del pianeta, se risulta un organismo anti democratico! E’ sufficiente che uno solo dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza (Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia) dica no e le decisioni, anche se votate da tutti gli altri Paesi, non passano: e questo perché lo statuto prevede che la delibera passi col voto di 9 dei 15 membri e col voto di tutti e 5 i membri permanenti. Dieci Paesi si turnano ogni anno. Per il 2012 sono: Azerbajan, Colombia, Germania, Guatemala, India, Marocco, Pakistan, Portogallo, Sudafrica, Togo. Dal 1945 ad oggi il diritto di veto è stato esercitato 280 volte.

La risoluzione del Consiglio di Sicurezza

Questi in sintesi i punti salienti della “pericolosa” risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite bocciata da Russia e Cina.

Il Consiglio di Sicurezza… Condanna le continue violazioni estese e gravi dei diritti umani e delle libertà fondamentali da parte delle autorità siriane, l’uso della forza contro i civili, esecuzioni arbitrarie, uccisione e persecuzione di manifestanti e membri dei media, detenzioni arbitrarie, rapimenti, torture, violenze sessuali e maltrattamenti, in particolare contro i bambini. Al punto 2 chiede che il governo siriano metta immediatamente fine a tutte le violazioni dei diritti umani e agli attacchi contro chi esercita i diritti alla libertà di espressione, di riunione e di associazione pacifica; protegga la propria popolazione.
3. Condanna ogni forma di violenza, da qualunque parte provenga, e perciò chiede a tutti i gruppi armati di deporre le armi e di smettere gli attacchi, compresi quelli contro le istituzioni dello Stato. 4. Ricorda che tutti i responsabili di violenze e violazioni dei diritti umani, ne saranno ritenuti responsabili. Il Consiglio chiede poi al governo siriano di rilasciare tutte le persone detenute arbitrariamente a causa dei recenti incidenti; far rientrare nelle caserme tutte le forze militari; garantire la libertà di manifestazioni pacifiche; consentire il libero movimento per tutti (stranieri compresi) in ogni parte della Siria per determinare la verità e monitorare gli incidenti che hanno luogo; consentire l’accesso completo e senza ostacoli agli osservatori della Lega Araba. Chiede anche che il processo politico di transizione verso un regime democratico sia posto sotto gli auspici della Lega Araba e sia condotto in un ambiente privo di violenza, paura, intimidazione, per affrontare efficacemente le legittime aspirazioni e le preoccupazioni della gente della Siria, senza pregiudicare l’esito. Per questo incoraggia la Lega a proseguire gli sforzi in cooperazione con tutte le parti interessate e invita le autorità siriane, in caso di una ripresa della missione degli osservatori, a cooperare pienamente con la Lega Araba, con l’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani e con la Commissione d’inchiesta inviata dal Consiglio dei diritti umani, assicurando anche l’assistenza umanitaria alle persone bisognose di assistenza.

SIAMO TUTTI HAMZA http://www.facebook.com/pages/Siamo-tutti-Hamza/210333775671460 . Hamza al- Khatib era un ragazzino di 13 anni. Nell’aprile 2011 aveva preso parte a Dera, come tanti altri ad una manifestazione siriana contro il regime ed era stato sentito cantare una canzone ostile al dittatore. Arrestato, è stato riconsegnato cadavere alla famiglia un mese dopo: le forze di sicurezza l’hanno picchiato, torturato, gli hanno sparato e poi in segno di sprezzo l’hanno evirato. E’ diventato l’emblema di queste violenze.

In questo video il medico siriano, a nome del bambino che ha perso una gamba nei bombardamenti dei civili a Homs, ringrazia Cina e Russia per non aver condannato il regime di Assad

2 risposte a “Siria, strage degli innocenti

    • Keren, essendo lontani dalla Siria, noi possiamo solo vedere (e registrare) quanto da quel Paese arriva. E non sono belle immagini purtroppo. Che questo bambino sia stato ucciso dai rivoltosi e non dall’esercito, è possibile, come certo sarà successo per tanti altri finiti in mezzo agli scontri armati. La sua e la morte di tutti gli altri è ugualmente terribile!
      Ma non puoi negare che la protesta popolare stia chiedendo diritti umani che, a quanto pare, sono negati come dimostrano anche gli effetti delle torture mostrati in tanti video, e la stessa repressione. Certamente sulla rivolta soffia un vento straniero, ma è anche vero che se un leader è davvero amato dalla sua gente, nessuno vuol farlo cadere. Ma un governo che bombarda i suoi cittadini che lo vogliono allontanare, non dimostra di amare il suo popolo.

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