Appello ai greci


Theodorakis, con la Troika accordo illegale

Mikis Theodorakis, il famoso compositore greco, durante il regime dei Colonnelli (1967-1974) fu imprigionato e torturato e le sue opere musicali vennero censurate. Oggi, a 86 anni, Theodorakis rappresenta un punto di riferimento per quella parte dei cittadini greci che teme che la patria della democrazia diventi un Paese controllato dall’oligarchia straniera delle grandi banche e della finanza. Ecco cosa scrive Teodorakis in una lettera aperta ai greci.

Esiste un complotto internazionale cha ha l’obiettivo la cancellare il mio paese. Hanno iniziato dal 1975 quando per obiettivo avevano la civiltà neo-greca; hanno continuato con la distorsione della nostra storia contemporanea e della nostra identità culturale e adesso stanno cercando di cancellarci anche materialmente con la mancanza di lavoro, la fame e la miseria.

Se il popolo greco non prende la situazione in mano per ostacolarli, il pericolo della sparizione della Grecia è reale: entro i prossimi 10 anni. Di noi resterà solo la memoria della nostra civiltà e delle nostre battaglie per la libertà. Fino il 2009 il problema economico non era grave. Le grandi ferite della nostra economia erano la spesa esagerata per la difesa del paese e la corruzione di una parte dei politici e dei giornalisti. Per queste due ferite, però, erano corresponsabili anche dei paesi stranieri, come la Germania, la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti che guadagnavano miliardi di euro da noi con la vendita annuale di materiale bellico.

Questa continua emorragia ci ha messo in ginocchio non permettendoci di crescere, mentre offriva grandi ricchezze ai paesi stranieri. Lo stesso succedeva con la corruzione. La società tedesca Siemens manteneva un settore che si occupava della corruzione dei nostri politici per poter piazzare i suoi prodotti sul mercato greco. Di conseguenza, il popolo greco è stato vittima di questo duetto di ladri, greci e tedeschi che si arricchivano sulle sue spalle. E’ evidente che queste due ferite avrebbero potuto essere evitate se la leadership dei due partiti di potere (filo americani) non avessero raccolto elementi corrotti, i quali, per coprire l’emorragia di ricchezze (che erano prodotto del lavoro del popolo greco) verso le casse di paesi stranieri, hanno chiesto prestiti esagerati, col risultato dell’aumento del debito pubblico fino a 300 miliardi di euro, pari al 130% del Pil.

Con questo sistema, le forze straniere guadagnavano il doppio: prima vendendoci armi e loro prodotti e poi con i tassi d’interesse dei capitali prestati ai nostri governi (non al popolo). Perché come abbiamo visto, il popolo era la vittima principale in ambedue i casi. Un esempio solo vi convincerà. I tassi d’interesse di un prestito di 1 miliardo di dollari che ha contratto Andreas Papandreou nel 1986 dalla Francia, sono diventati 54 miliardi di euro e sono stati finalmente saldati nel…2010!

Il Sig. Giunker ha dichiarato un anno fa, che aveva notato questa grande emorragia dei greci a causa di spese enormi (ed obbligatorie) per l’acquisto di armamenti da Germania e Francia. Aveva capito che i nostri venditori ci portavano direttamente a una catastrofe sicura ma ha confessato pubblicamente che non ha reagito minimamente, per non colpire gli interessi dei suoi paesi amici!

Nel 2008 c’è stata la grande crisi economica in Europa. Il livello di vita, abbastanza alto (eravamo tra i 30 paesi più ricchi del mondo), è rimasto invariato. C’è stata, però, la crescita del debito pubblico, ma il debito pubblico non porta obbligatoriamente alla crisi economica. I debiti dei grandi paesi come gli USA e la Germania, si contano in tris miliardi di euro. In tal caso, si può prendere prestiti dalle grandi banche con tasso fino al 5%, fino alla fine della crisi. In questa posizione esattamente ci trovavamo nel 2009, quando in novembre è diventato primo ministro Giorgio Papandreou. Per capire cosa ne pensa oggi il popolo greco della sua politica catastrofica, vi do questi due numeri: alle elezioni del 2009 il partito socialista ha preso il 44% dei voti. Oggi le proiezioni lo portano al 6%.

Papandreou avrebbe potuto affrontare la crisi economica (che rispecchiava quella europea) con prestiti dalle banche straniere con il tasso abituale sotto il 5%. Se l’avesse fatto non ci sarebbe stato alcun problema per il nostro paese perché eravamo in una fase di crescita economica. Papandreou però aveva iniziato il suo complotto contro il proprio popolo dall’estate del 2009, quando si è incontrato segretamente con Strauss- Khan per portare la Grecia sotto l’ombrello del FMI (Fondo Monetario Internazionale). Per arrivare però sotto il controllo del FMI, bisognava stravolgere la situazione economica reale del nostro paese, far impaurire le grandi banche e alzare i tassi d’interesse per i prestiti a numeri proibitivi. Questa operazione meschina è iniziata con l’aumento falso del debito interno, dal 9,2% al 15%. Per questa operazione criminale, il pubblico ministero Peponis, ha chiesto 20 giorni fa il rinvio a giudizio per Papandreou e Papakostantinou (ministro dell’Economia).

Poi c’è stata la campagna sistematica in Europa di Papandreou e del Ministro dell’Economia: 5 mesi per convincere gli europei che la Grecia è un Titanic pronto per andare a fondo, che i greci sono corrotti, pigri e di conseguenza incapaci di affrontare i problemi del paese. Dopo ogni loro dichiarazione, i tassi d’interesse salivano, al punto di non poter ottenere alcun prestito e di conseguenza il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea hanno preso la forma dei nostri salvatori, mentre nella realtà era l’inizio della nostra morte. Nel maggio 2010 è stato firmato da un solo ministro il famoso primo accordo di salvataggio. Il diritto greco, in questi casi, esige, per un accordo così importante, il voto favorevole di almeno tre quinti del parlamento. Pertanto, in sostanza, il primo accordo e la Troica che oggi governa in Grecia, agiscono in modo completamente illegale non solo per il diritto greco ma anche per quello europeo.

Dal quel momento ad oggi, se i gradini che portano alla nostra morte sono venti, siamo già scesi più della metà. Immaginate che con questo secondo accordo, per la nostra “salvezza”, offriamo a questi signori la nostra integrità nazionale e i nostri beni pubblici. Cioè porti, aeroporti, autostrade, elettricità, acqua, ricchezze minerali ecc. ecc. ecc. E anche monumenti nazionali come l’Acropolis, Delfi, Olympia, Epidauro ecc. ecc. ecc. perché con questi accordi abbiamo rinunciato ad eventuali rincorsi.

La produzione si è fermata, la disoccupazione è salita al 20%, hanno chiuso 80.000 negozi, migliaia di piccole fabbriche e centinaia di industrie. In totale hanno chiuso 432.000 imprese. Decine di migliaia di giovani laureati lasciano il paese che ogni giorno si immerge in un buio medioevale. Migliaia di cittadini ex benestanti, cercano nei cassonetti d’immondizia e dormono per strada. Nel frattempo si dice che siamo vivi grazie alla generosità dei nostri “salvatori”, dell’Europa, delle banche e del Fondo Monetario Internazionale. In realtà, ogni pacchetto di decine di miliardi con cui viene addebitata la Grecia, torna per intero indietro, mentre noi ci accogliamo nuovi incredibili tassi d’interesse. E siccome c’è bisogno di continuare a far funzionare lo Stato, gli ospedali, le scuole ecc. la troica carica di extra tasse (assolutamente nuove) gli strati più deboli della società e li porta direttamente alla fame. Una situazione generalizzata di fame, l’abbiamo avuta all’inizio dell’occupazione nazista nel 1941 con 300.000 morti in 6 mesi. Adesso rivediamo la stessa situazione.

Se si pensa che l’occupazione nazista ci è costata 1 milione di morti e la distruzione totale del nostro paese, com’è possibile per noi greci accettare le minacce della sig.ra Merkel e l’intenzione dei tedeschi di installare un nuovo gauleiter… e questa volta con la cravatta…

Quando gli SS e la fame uccidevano 1 milione di persone e la Wehrmacht distruggeva sistematicamente il paese, derubando la produzione agricola e l’oro dalle banche greche, i greci hanno fondato il movimento di solidarietà nazionale che ha sfamato la popolazione ed hanno creato un esercito di 100.000 partigiani che ha costretto i tedeschi di essere presenti in modo continuo con 200.000 soldati. Contemporaneamente, i greci, grazie al proprio lavoro, sono riusciti non solo a sopravvivere ma a sviluppare, sotto condizioni di occupazione, l’arte neo greca soprattutto i settori di letteratura e di musica.

La Grecia ha scelto la via del sacrificio per la libertà e la sopravvivenza. Anche allora ci hanno colpito senza ragione e noi abbiamo risposto con la Solidarietà e la Resistenza e ci siamo riusciti. La stessa cosa esattamente facciamo anche adesso ed abbiamo la certezza che il vincitore finale sarà il popolo greco. Questo il messaggio che mando alla Sig.ra Merkel ed al Sig. Soible, dichiarando che rimango sempre amico del popolo tedesco ed ammiratore del suo grande contributo a scienza, filosofia, arte e soprattutto alla musica! E forse, la miglior dimostrazione di questo è che tutto il mio lavoro musicale a livello mondiale, l’ho affidato a 2 grandi editori tedeschi “Schott” e “v. Breitkopf” con cui ho un’ottima collaborazione.

Ci minacciano di mandarci via dall’Europa. Ma se l’Europa non ci vuole una volta, noi questa Europa di Merkel e Sarkozi, non la vogliamo 10 volte. Oggi è domenica 12 febbraio. Mi sto preparando a prendere parte alla protesta assieme a Manolis Glezos, l’eroe che ha tirato giù la svastica dall’Acropolis, dando così il segnale per l’inizio non solo della resistenza greca ma di quella europea contro Hitler. Le strade e le nostre piazze si riempiranno di centinaia di migliaia di cittadini che esprimeranno la propria rabbia contro il governo e la troica. Ho sentito ieri il nostro primo ministro – banchiere rivolgersi al popolo greco e dire che “siamo arrivati all’ora zero”. Chi, però, ci ha portati all’ora ZERO in due anni? Le stesse persone che invece di trovarsi in prigione, ricattano i parlamentari per firmare il nuovo accordo, peggio dal primo, che sarà applicato dalle stesse persone con gli stessi metodi che ci hanno portato all’ora ZERO! Perché? Perché questo ordina l’FMI e l’Eurogroup ricattandoci che se non obbediremo ci sarà il fallimento…

Qui assistiamo al teatro della paranoia. Tutti questi signori, che in sostanza ci odiano (greci e stranieri) e che sono gli unici responsabili della situazione drammatica alla quale hanno portato il paese, minacciano, ricattano, ordinano con l’unico scopo di continuare la loro opera distruttiva, cioè di portarci sotto l’ora ZERO, fino alla nostra sparizione definitiva.

Siamo sopravvissuti nei secoli, in condizioni molto difficili ed è certo che se ci porteranno con la forza, con la violenza, al penultimo gradino prima della nostra morte, i greci, non solo sopravvivranno ma rinasceranno. Presto tutte le mie forze all’unione dinamica del popolo greco. Sto cercando di convincerlo che la Troica e l’FMI non è una strada senso unico. Che esistono anche altre soluzioni. Guardare anche verso la Russia per una collaborazione economica, per lo sfruttamento delle nostre ricchezze minerarie, con condizioni diverse, a favore dei nostri interessi. Per quanto riguarda l’Europa, propongo di interrompere l’acquisto di armamenti da Germania e Francia. E dobbiamo fare tutto il possibile per prendere i nostri soldi, che la Germania ancora non ha saldato dal periodo della guerra. Tale somma ad oggi è quasi 500 miliardi di euro!!!

L’unica forza che può realizzare questi cambiamenti rivoluzionari è il popolo greco, unito in un enorme Fronte di Resistenza e Solidarietà, per mandare via la Troica (FMI e Banche) dal paese. Nel fra tempo devono essere considerati nulli tutti gli accordi illegali (prestiti, tassi d’interesse, tasse, svendita del paese ecc.). naturalmente, i loro collaboratori greci, che sono già condannati nella coscienza popolare come traditori, devono essere puniti.

A questo scopo (l’Unione di tutto il popolo) sono totalmente dedicato e credo che alla fine ce la faremo. Ho fatto la guerra con le armi in mano contro l’occupazione nazista. Ho conosciuto i sotterranei della Gestapo. Sono stato condannato a morte dai tedeschi e sono vivo per miracolo. Nel 1967 ho fondato il PAM, la prima organizzazione di resistenza contro i colonnelli. Ho agito nell’illegalità contro la dittatura. Sono stato arrestato ed imprigionato nel “mattatoio” della dittatura. Alla fine ho sopravvissuto ancora.

Oggi ho 87 anni ed è molto probabile che non riuscirò a vedere la salvezza dell’amata patria. Ma morirò con la mia coscienza tranquilla, perché continuo a fare le mie battaglie per gli ideali della Libertà e del Diritto fino alla fine.

Mikis Theodorakis

 

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