TAV Treno Alta Voracità


Tagliateci tutto (sanità, pensioni, asili)

Ma lasciateci la TAV!

Stiamo imparando che possiamo rinunciare agli asili nido, possiamo accettare pensioni sociali più basse, servizi sanitari più cari, possiamo pagare il pronto soccorso, accettare che si diano meno aiuti ai poveri, lasciare che il prezzo della benzina vada alle stelle e che non si risarciscano più i “colpi di frusta”… Ma ci sono opere assolutamente indispensabili per la nostra esistenza: qualche anno fa era il Ponte di Messina, oggi è il traforo dell’Alta Velocità in Val di Susa per il quale il governo, gran parte delle forze politiche, grosse imprese e banche fremono quasi fosse questione di vita o di morte. In fondo sono solo 18 o 20 miliardi di euro, dice il preventivo: e tutti sappiamo quanto in Italia si rispettino i preventivi pubblici! In fondo poco più dei 15 miliardi di costo dei 131 cacciabombardieri F35 che l’Italia voleva comperare e che il governo Monti ha ridotto a “soli” 90, ritenendoli evidentemente indispensabili…

Marco Travaglio in questo video snocciola costi e prospettive di un’opera che a 360 esperti (docenti universitari e professionisti) firmatari di un Appello a Mario Monti, appare inutile e anzi dannosa. L’opera che sarà pagata per il 57% dall’Italia e per il 43% dalla Francia, con i contributi europei (stanziati finora 600 milioni di euro), prevede 57 km di scavo nella montagna con l’estrazione di oltre un milione di tonnellate di detriti (anche radioattivi): e tutto questo allo scopo di potenziare con un tunnel un flusso di passeggeri e merci che negli ultimi 12 anni anziché essere in crescita si è più che dimezzato. I passeggeri tra Torino e Lione erano 1 milione e mezzo e oggi sono 700.000, mentre le merci che transitano tra Francia e Italia sono scese dagli 8 milioni di tonnellate del 2.000 a 2,5. Sembrerebbe quindi ingiustificato tanto sforzo economico e umano che durerà 15 anni di lavoro… Ma la logica non va mai a braccetto con gli interessi economici. A sostenerlo non sono solo gli ambientalisti, i valligiani No Tav e i violenti che si sono aggregati ai contestatori pacifici: i 360 firmatari dell’appello al premier Monti sono in genere attempati uomini di studio, spesso in giacca e cravatta, avvezzi ai calcoli e non alle barricate sulle autostrade o al lancio di pietre sulle forze dell’ordine. Questi individui contestano il progetto nato 21 anni fa con un primo studio di fattibilità e plaudono alla saggezza di Monti quando ha dato lo stop alle Olimpiadi romane per mancanza di soldi. Ma se non ci sono i 9,8 miliardi di euro per i giochi olimpici di Roma 2020, da dove saltano fuori i 20 miliardi per questo nuovo traforo? Marco Travaglio, nel video tratto dalla trasmissione di Santoro Servizio Pubblico dell’1 marzo 2012, ipotizza che si prendano da scuole, ospedali e magari pensioni su cui la scure del risparmio statale si abbatte sempre volentieri: in ogni caso si sfilano dalle tasche di chi paga le tasse, di chi va in auto, in moto sui mezzi pubblici. Paolo Beria e Raffaele Grimaldi, del Politecnico di Milano, in uno studio rilevano che l’Alta Velocità italiana sta male; e un’analisi di Bent Flyvbjerg della Said Business School dell’Università di Oxford (pubblicata nel 2009) indica che i costi di 258 grandi infrastrutture trasportistiche di 20 Paesi sono stati largamente sottostimati mentre i benefici sovrastimati. Come dire che le classi politiche e imprenditoriali ci fanno sempre credere che abbiamo estrema necessità di grandi opere e non importa poi se le useremo: l’importante è farle. Qualcuno (in genere pochissimi) ci guadagna enormemente e non bisogna essere dietrologi per sospettare che gireranno sostanziose mazzette… E intanto in rete gira questa lista della spesa: A proposito di TAV…
4 cm di Tav = 1 anno di pensione,
3 metri di Tav = 4 sezioni di scuola materna,
500 metri di Tav = un ospedale da 1200 posti letto, 226 ambulatori, 38 sale operatorie
1 km di Tav = 1 anno di tasse universitarie per 250mila studenti, oppure 55 treni pendolari NO TAV.

Un tunnel salutare

E che dire dell’uranio e dell’amianto presenti nella montagna che andrà scavata? I rilievi geologici indicano nel luogo dove si aprirà la prima di due gallerie, la presenza di Crisotilo (l’amianto del Serpentino). Si tratta di rocce del massiccio di Balangero dove per anni si è estratto il cancerogeno amianto fibroso, il più pericoloso d’Europa, quello bandito con grave ritardo a livello mondiale. Anzi, la cava di Balangero era ed è uno dei più grandi giacimenti mondiali di amianto: da qui se ne estraevano ogni anno 140.000 tonnellate: finchè la pericolosità delle fibre di questo minerale è stata dimostrata a livello internazionale. E per dimostrare quanto ce ne sia ancora, basta dire che un tipo di minerale di amianto porta il nome ufficiale di Balangeroite (nella foto). http://webmineral.com/data/Balangeroite.shtml

Non solo gli operai (probabilmente tutti immigrati) che certo a insaputa dei rischi andranno a scavare, ma anche i valligiani saranno esposti alle polveri estratte e alle montagne di detriti che finiranno da qualche parte, magari trasferite in altre regioni, per diventare fondo stradale o altro.

E poi l’uranio. Uno studio di Massimo Zucchetti ed Enzo Mersi del Politecnico di Torino, basato anche sul precedente Studio geo petrografico del Massiccio D’Ambin pubblicato nel 1965 (in tempi non sospetti) da Sergio Lorenzoni del CNR, indica il rischio di contaminazione radioattiva da uranio, torio e radon nei cantieri della TAV in Val di Susa. E questo perché la linea ferroviaria passerebbe accanto a giacimenti di uranio noti da decine d’anni.  http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_di_ferrovia_Torino-Lione#La_presenza_di_minerali_uraniferi.2C_amiantiferi_e_le_alte_temperature

E a proposito delle parole del presidente del Consiglio Monti Andiamo avanti! , sono arrivate immediate le risposte (raccolte in questo video dal il Fatto Quotidiano) da parte di Alberto Perino leader del movimento No Tav e del prof. Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino, firmatario dell’appello.

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2 risposte a “TAV Treno Alta Voracità

  1. Ma no, Walter. A Lione c’è… Il Museo di Belle Arti di Lione, l’Istituto Lumiere, il Museo della civiltà gallo-romana, il Museo dei vigili del fuoco, il Museo delle miniature e molte altre cose interessanti. Tanti motivi insomma per andarci di corsa e nel più breve tempo possibile. Ricordo comunque che Lione, in quanto terza città di Francia, è persino dotata di aeroporto e quindi ci si può andare anche in aereo, se proprio si ha molta fretta e non si vogliono aspettare i 15 anni di lavorazione del tunnel.

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