MafiaStato


La vedova Borsellino ricorda

La mafia mi ucciderà quando altri lo consentiranno. Lo confidò, dopo la strage di Capaci, il giudice Paolo Borsellino a sua moglie Agnese. La vedova Borsellino ricorda queste confidenze al giudice che ha riaperto il caso della strage di via D’Amelio, anche in relazione alla trattativa segreta tra Stato e mafia. Nel brano audio seguente, la signora Agnese Borsellino ricorda anche lo scoramento del giudice quando gli dissero che il generale Antonio Subranni, primo comandante del Reparto Speciale Operativo Ros dei Carabinieri dal 1990 al 1993, era punciutu, ossia mafioso. Subranni si era distinto a Palermo per l’indagine sull’omicidio di Peppino Impastato, per la quale imboccò la pista terroristica anziché quella mafiosa. E nel gennaio 1993 i suoi uomini, guidati dal capitano Ultimo, catturarono Totò Riina, omettendo tuttavia per alcuni giorni di perquisirne il covo. Lo stesso generale era diretto comandante del colonnello Mario Mori che condusse la trattativa tra Stato e mafia.

Ho visto la mafia in diretta, disse ancora alla moglie il giudice Borsellino pochi giorni prima di essere ammazzato. Seppe quasi casualmente dall’allora ministro alla Difesa Salvo Andò, appena nominato, che secondo un’informativa, si era a conoscenza di un piano mafioso per ucciderlo mediante attentato dinamitardo. Il ministro si stupì molto che nessuno avesse informato il giudice di quel nuovo circostanziato pericolo, ma Borsellino rispose di non saperne nulla. Da allora, in casa, obbligò la moglie ad abbassare le serrande per non diventare bersagli troppo facili e per non essere spiati dal castello Uveggio dove i servizi segreti avevano una loro sede. Era giugno 1992. L’attentato in cui perse la vita lui e la sua scorta (una donna e quattro uomini, un sesto agente rimase gravemente ferito) avvenne il mese seguente.

In un’intervista a L’Unità la signora Borsellino ricordò una telefonata che le fece l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga nel luglio 2010, un mese prima di morire, 8 anni dopo la strage: La storia di via D’Amelio è da colpo di Stato. Ecco l’audio di parte della deposizione della vedova Borsellino

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