Innocenti, ma l’Italia paga


Marò innocenti, ma l’Italia paga

300.000 euro alle famiglie. Chissà perchè

Saremmo tutti più contenti se sapessimo che i due fucilieri della Marina italiana Salvatore Girone e Massimiliano Latorre  non hanno ucciso a colpi di fucile mitragliatore due pescatori indiani, così come li accusa la magistratura di Kerala. Ma è difficile pensarlo per due motivi molto semplici: il primo è legato ai risultati della perizia balistica che confermano la compatibilità tra i proiettili trovati nei cadaveri e le armi sequestrate sulla nave italiana; il secondo è la disposizione di 146.000 euro per ciascuna delle due famiglie delle vittime da parte dello Stato italiano. Ma questa è un’ammissione di colpevolezza. O forse è una nuova tendenza della giurisprudenza internazionale? Le autorità italiane sostengono che si tratti di una semplice donazione. Come dire che non si sta pagando per provare ad evitare il processo. Come dire che la difesa dell’imputato innocente paga per esibire un grande altruismo che evidentemente i veri colpevoli (vigliaccamente nascosti) non hanno. Ancora una volta le autorità mistificano: dicendo che questa donazione non c’entra nulla con la vertenza giudiziaria offendono l’intelligenza degli indiani e degli italiani. Molto meglio parlare chiaramente, senza ipocrisie, senza nascondersi dietro a un dito… anzi, dietro a un mitra.

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2 risposte a “Innocenti, ma l’Italia paga

  1. Già Franco. A me stupisce sempre la partigianeria a tutti i costi: sono italiani e quindi il loro operato va difeso sempre e a qualunque costo? O dovremmo invece provare dentro di noi un senso di giustizia super partes? E dico giustizia, non corrispondenza magari a cavilli della giurisprudenza internazionale. Ci sono due morti ammazzati e due sospettati. Si dia al tribunale indiano la possibilità di giudicarli, certo vigilando sul rispetto della legalità. Cosa che l’Italia non ha voluto/potuto fare nei tanti casi di soldati americani che in tempo di pace hanno provocato la morte di civili italiani sia nel nostro Paese sia pochi anni fa in Iraq dove hanno ucciso lo 007 Calipari che portava in salvo una giornalista sequestrata. Mi stupisco che, a partire dai vertici dello Stato si dia un esempio di “due pesi e due misure”. Ma poi in realtà mi stupisco per modo di dire: l’Italia non ha mai insistito davvero per giudicare gli omicidi americani, che sono sempre stati sottratti alla giustizia italiana da quella militare del loro Paese. Anche in questa vicenda poi, abbiamo fatto la solita figura di Pulcinella: prima disobbedendo al tribunale indiano e alla promessa di restituire i due sospettati dopo le vacanze di Natale passate a casa; e poi consegnandoli dopo le minacce di ritorsioni economiche.

  2. ah finalmente qualcuno che la pensa (e dice) nel modo giusto!! Perchè i nostri soldati devono per forza solamente distribuire biscotti ai bambini? Perchè noi dobbiamo essere tutti e solo buoni? E quelli che vanno allo stadio per dare botte, e alle volte anche coltellate, sprangate, bastonate……? Non sono stranieri, sono i nostri “ragazzi” che stanno manifestando “simpatia” per la loro squadra e di conseguenza “antipatia” per gli avversari. E chi pensiamo che si arruoli e vada volontario nelle missioni fuori territorio? Ragazzi sereni e pacifici? Ragazzi sereni e pacifici che amano addestrarsi al corpo a corpo, sparare, lanciare bombe….. Me se li vede lei dei veri ragazzi sereni e pacifici fare questo?
    Per carità, i militari pare che occorrano (non si sa perchè) ma, essendo volontari, ci sarà una (piccola) parte di disoccupati, ma il resto lo fa perché ama quella vita e quei metodi. E chi va in missione (volontariamente) lo fa un po’ per il lauto compenso e molto perchè ama quella vita. E allora perchè stupirsi? Perchè continuare a chiamarli “Marò” per sminuire il loro ruolo di (diciamolo senza vergognarcene) mercenari? Molto probabilmente nelle alte sfere dell’Esercito si sanno le cose come sono. Si é pagato lautamente le famiglie delle vittime, i due militari sono confinati nella nostra sede diplomatica (mica in una cella…) e certamente continuano a percepire il proprio stipendio di militari in missione con gran gioia delle famiglie che, infatti, non si lagnano troppo. In fondo che é successo? Niente, erano due”ragazzi”, che facevano il tirassegno perchè si annoiavano, anzi due “marò” che si addestravano scrupolosamente al tiro, come da regolamento; e vogliamo condannarli per questo?

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