Deposito gas sotto Mirandola


Progetto per stoccare metano

sotto Finale Emilia e Mirandola

E pensare che a Rivara san Felice sul Panaro (MO) a metà strada tra Finale Emilia e Mirandola (epicentro del terremoto di questi giorni), vorrebbero stoccare sottoterra 3 miliardi e 700 milioni di metri cubi di gas naturale, alla profondità di poco meno di 3 km (nella foto grande, il cavalcavia della circonvallazione di San Felice sul Panaro, dopo il sisma). Proprio ieri, interrogato sul progetto da 300 milioni di euro caldeggiato anche da Nomisma Energia che parla di 1.300 nuovi posti di lavoro, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha dichiarato che serviranno ulteriori accertamenti prima di assumere la decisione. Ma già il ministero aveva dato parere favorevole allo studio di fattibilità del progetto. Il responsabile di ERS (ERG Rivara Storage, (85% Independent Gas Management – 15% ERG Power & Gas) società interessata alla realizzazione dei 19 pozzi e della centrale di compressione/decompressione del gas da 7,5 MW di potenza, ha quindi dichiarato: Io direi che di episodi sismici di questa intensità se ne conoscevano ed erano ben documentati dall’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Ce ne sono stati ben tre, con questo quattro, negli ultimi mille anni e il progetto comunque tiene conto di questa evenienza.

Il progetto che interessa la società genovese ERG prevede di stoccare il metano d’estate (quando ha un costo inferiore e c’è meno domanda) e di iniettarlo nella rete distante 8,5 km in inverno quando vi è maggior necessità, con una quantità che arriverebbe a 32 milioni di metri cubi di gas al giorno. Va detto che la Regione Emilia Romagna e molti altri enti locali, hanno più volte hanno detto no a questo impianto di stoccaggio: e proprio per paura delle conseguenze di un terremoto.

Perché si è scelta proprio quell’area

Ecco, dal sito ERG RIVARA STORAGE, come viene spiegata (con diversi errori di scrittura qui omessi) la natura del deposito. La struttura geologica profonda di Rivara nasce tra 200 e 125 milioni di anni fa, quando si è depositata sul fondo marino una serie di sedimenti calcarei e dolomitici spessa oltre 2 km appartenente ad un’ampia piattaforma carbonatica che si estende sotto tutta la Pianura Padana spessa oltre 2 km. Qualche milione di anni fa si è formata nel sottosuolo una piega indipendente facente parte di un arco tensionale che ha coinvolto questa enorme piattaforma tra Reggio Emilia e Ferrara. Sarà la parte superiore di questa piega ad essere utilizzata come roccia serbatoio per lo stoccaggio del metano. I movimenti che milioni di anni fa hanno causato questa piega hanno prodotto nella roccia calcarea, e solo in questa, anche un sistema di fratture e fessure naturali che – ora piene di acqua salata – saranno destinate ad ospitare il metano.
La struttura di Rivara è identica a quella di Cavone da cui è separata solo da un’ampia sella. È costituita da una spessa serie di roccia calcarea permeabile, di età Giurassica e Cretacea, a matrice compatta e fessurata naturalmente, culminante a 2.477 metri di profondità, con uno spill point a quota 3.180 metri sotto il livello del mare. È in tutto e per tutto simile a quelle che costituiscono i maggiori giacimenti petroliferi italiani. È dotata di grande robustezza ed ha un volume utile di 6,8 miliardi di metri cubi di gas.

La sismicità

Tutti i dati conoscitivi a disposizione hanno consentito una verifica delle condizioni di sicurezza operativa dello stoccaggio di Rivara, sia per quanto riguarda la sismicità, sia per quanto riguarda i parametri di sicurezza indicati dalla normativa europea (norme UNI EN 1918-1). In particolare, l’analisi del peso del fango di perforazione usato in tutti i pozzi della zona (una media di 1,9 g/cm3) prova che lo strato di copertura che si estende per uno spessore di 1.700 metri (da 2.500 a 800 metri) è caratterizzato da una forte sovrappressione, che costituisce, per la sua natura idraulica, una barriera insuperabile in grado di sigillare perfettamente la roccia serbatoio. Questo stesso dato dimostra ampiamente come la roccia di copertura non possa essere fratturata dalla massima pressione statica e dinamica prevista al culmine della struttura a serbatoio pieno. Nello stesso tempo la magnitudine dei sismi naturali attesi nell’area non produrrà alcuna conseguenza sullo stoccaggio e sulle sue infrastrutture, che sono progettate per resistere a terremoti di magnitudine assai superiori. Sulla base dei dati raccolti dalle perforazioni dei pozzi della zona, sono stati calcolati i fattori di sicurezza dello stoccaggio di Rivara, così come sono stati indicati dalla normativa europea (UNI EN 1918-1), come segue: la pressione esercita sullo strato di copertura dal gas nel reservoir anche nelle fasi di massima iniezione è sempre inferiore alla pressione litostatica del terreno; il massimo gradiente di pressione di progetto dello stoccaggio di Rivara è pari di 0,012 MPa/m, decisamente inferiore al limite più cautelativo indicato dalle Norme UNI. (0,013 MPa/m); la massima pressione dinamica di esercizio dello stoccaggio di Rivara è di 299,9 bar che corrisponde al gradiente di pressione 0,012 MPa/m. È decisamente inferiore al gradiente di 0,0192 MPa/m necessario per rompere o fagliare (quindi rompere o crepare) lo strato di copertura, così come dimostrato dai dati di perforazione di tutti i pozzi della zona; la massima pressione operativa raggiunta al culmine del reservoir al termine del ciclo di iniezione è pari a 30 MPa, inferiore al limite di sicurezza indicato dalle norme UNI pari a 31,59 MPa.

Sismicità d’Italia (fonte: protezione civile): In evidenza le intensità dei sismi di tutta Italia. Osservando la zona dell’Emilia Romagna  risulta che la regione ha una sismicità principalmente di livello 3, cioè bassa, come la zona di nostro interesse.

 Sul sito http://www.ergrivarastorage.it/chiedici.htm si leggono le lettere inviate dalla società alla Regione, agli abitanti delle zone interessate; e quella del premier Berlusconi. Tutte finalizzate a convincere delle buone ragioni di questo intervento e della relativa sicurezza. Fortunatamente solo poche settimane fa la Regione Emilia Romagna si era detta contraria all’opera.

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