Siria, regime alle strette


Siria senza guida

Lanciata dai ribelli siriani l’operazione militare per prendere il controllo di Aleppo, la più popolosa città del paese, che da tre giorni si trova sotto i bombardamenti da parte delle truppe del regime. Ad annunciare l’offensiva,  il colonnello Adbel Jabbar Al Okaidi che comanda il Consiglio militare dell’esercito siriano libero: il 25. alto ufficiale ad aver disertato. In un video su Youtube il militare ha detto che si intende proteggere le minoranze cristiana, armena, assira, curda, alawita e sciita.

Murad (nome di fantasia) di un trentenne rivoluzionario siriano con cui sono in contatto, dal suo nascondiglio cittadino mi racconta di un paese in grave difficoltà. Come fate a ripararvi dai bombardamenti che ad Aleppo sono continui da più di tre giorni? Sentiamo le bombe quando cadono vicine e scappiamo.

Ma intanto la vita va avanti. C’è lavoro? Chiedo. I privati stanno lavorando pochissimo, chi lavora sono solo gli statali.

E la televisione intanto, cosa trasmette? La tv ultimamente è strana. Dopo l’attentato del 18 luglio a Damasco nella sede del Consiglio di sicurezza nazionale in piazza Rawda, ha subito dato i nomi delle tre vittime. E’ ancora presto per saperne di più, ma quell’episodio è sospetto. Forse sono stati uccisi perché non più in accordo col regime, o per un disaccordo con qualche paese straniero

Di fatto due delle vittime sono due dei tre uomini più potenti del regime, afferma Murad: Asef Shaukat e Hisham Bektiar. Il presidente Assad potrebbe non avere più in mano le redini del potere; d’altra parte non è mai stato lui il vero dittatore in Siria. Dalla morte di suo padre il potere è rimasto nelle mani degli alti ufficiali che hanno sempre controllato tutto nel paese. Noi lo sapevamo, anche se era Assad ad apparire all’esterno. Di certo ora c’è confusione per chi deve comandare.

Shaukat era un generale di 62 anni, da un anno vice ministro alla Difesa, capo dell’Intelligence militare dal 2005 al 2009, è stato tra i fautori della violenta repressione dei rivoluzionari tra il 2011 e il 2012. Bektiar era invece capo della sicurezza nazionale. Il terzo uomo più potente di Siria è Muhammad Ad Shaar, 56 anni, ministro dell’Economia e del Commercio dal 2011 e già docente di Economia all’Università di Aleppo con doppia cittadinanza americana e siriana.

 

 

La gente fugge, armi chimiche spostate sul territorio?

Intanto la situazione in Siria precipita e prosegue la fuga dal paese. Aya Homsi, giovane siriana che in Italia sta cercando di far conoscere la rivoluzione in corso, ricorda che mentre dal 2003 i siriani ospitarono un milione 100.000 iracheni in fuga, oggi l’Iraq ha sbarrato le porte ai profughi siriani. Da Israele viene la notizia poco rassicurante, che Tel Aviv starebbe preparandosi a distruggere i depositi di armi chimiche della Siria, per evitare che cadano nelle mani degli hezbollah. Anche dalla Casa Bianca arriva l’avvertimento al governo siriano: Siete voi i responsabili delle armi chimiche che avete. A quanto pare il regime avrebbe iniziato il trasferimento di parte del suo arsenale che pare essere il più grande del Medio Oriente. Secondo gli analisti Usa, la Siria avrebbe anche depositi non ufficiali di gas nervini e mostarda azotata (azoipriti). Secondo il capo degli insorti, il generale Mustafa al-Sheikh che ha disertato, il regime sta distribuendo nel territorio tali armi per fronteggiare i rivoluzionari. Qualcuno in Occidente ritiene che invece queste notizie siano fatte filtrare ad arte per dare agli Stati Uniti una sorta di legittimazione all’uso della forza per risolvere la questione siriana.

Murad si congeda dopo pochi minuti: Devo andare e per qualche giorno non mi sentirai. Te lo dico perché non pensi che sono morto. Speriamo bene. video combattimenti in Siria 
e video esodo siriano 

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