Il killer di Denver


Mostri… d’intelligenza e di pazzia

Chi lo sa, magari se qualcuno gli avesse regalato ciò che più sognava, forse non si sarebbe camuffato da cattivo della saga di Batman uccidendo 12 innocenti e ferendone altri 58. James Holmes, oggi 24enne finito in galera per la strage del cinema di Aurora (vicino a Denver), l’aveva detto che gli piacevano le macchinette per fare le bevande ghiacciate, le Slurpee Machines. Oltre naturalmente ai giochi di strategia. Ma nessuno l’aveva preso sul serio. Eppure l’aveva detto pubblicamente, a 18 anni dal palco del Miramar College di San Diego in California, nel bel mezzo di una conferenza. E, come mostra questo video scovato dalla tv americana ABC News, era stato presentato con tanto di cartello: James Holmes, Laboratorio di Neurobiologia Computazionale, dott. Terrence J. Sejnowski, mentore John Jacobson. In quella occasione il ragazzo disquisì di illusione temporale, della teoria cioè che forse ciò che accade non è proprio ciò che sta accadendo, ma è illusorio e si potrebbe anche modificare la realtà andando indietro nel tempo. O qualcosa del genere. Il professor Sejnowski è uno scienziato prestigioso, responsabile oggi del Laboratorio Computazionale di Neurobiologia, pioniere di neuroscienze e studioso delle modalità con cui il cervello apprende e memorizza i ricordi. Nel suo intervento il giovane James, che ancora non sapeva sarebbe diventato un killer di cui avrebbe parlato il mondo, spiegò che stava studiando l’esperienza soggettiva: ciò che avviene nella mente umana e che è diverso da quanto accade nel mondo esterno. Parlando di illusione temporale disse che era qualcosa che avrebbe potuto cambiare il passato. Troppi film di fantascienza? Troppa fede nelle nuove ricerche? O troppa voglia di apparire mischiata alla passione per le armi? Di certo il killer, che dopo la strage voleva ripetersi ammazzando i poliziotti che fossero entrati in casa sua dove aveva piazzato una sessantina di trappole esplosive, ha un quoziente intellettivo superiore. Avrebbe ucciso più spettatori della sala cinematografica se il suo mitragliatore non si fosse inceppato obbligandolo a usare un’arma alternativa. Secondo i valutatori americani, il ragazzo, non pago dell’esperienza al cinema, voleva anche mettere alla prova le forze dell’ordine che avvertì delle sue trappole sistemate nell’appartamento. Tutto era predisposto perché nella notte un timer accendesse al massimo volume lo stereo: i vicini a quel punto avrebbero chiamato la polizia che avrebbe fatto irruzione e boom!

 

Quanti personaggi del genere ci sono in un paese pieno di contraddizioni e disagi come gli Stati Uniti ? E quanto disturbi mentali vengono aiutati ad emergere dall’eccessiva facilità di dotarsi di armi? Negli Stati Uniti si possono comperare di persona dall’armiere che in 5 minuti è in grado di verificare se chi ha di fronte ha la fedina penale pulita; oppure su internet, dove ci sono anche le istruzioni per realizzare una bomba in casa!? Questo intelligente ragazzo americano di 24 anni ha speso tra i 10.000 e i 20.000 dollari per armarsi di tutto punto senza che nessuno se ne accorgesse. Non è il primo e non sarà l’ultimo… Ecco il video della ABC
Ora in carcere si comporta da pazzo e sputa alle guardie, dicono gli agenti che lo tengono in isolamento per proteggerlo dagli altri detenuti i quali non fanno mistero di odiare chi ha ucciso bambini innocenti.

Una risposta a “Il killer di Denver

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