Dogmi, sacramenti e misfatti


Il Purgatorio inventato da un Papa di Piacenza

L’Immacolata Concezione da uno di Senigallia

Sbaglia chi crede che dogmi e sacramenti cristiani siano contenuti nelle antiche scritture o magari siano stati dettati da Gesù Cristo. A decretarli o a suggerirli sono stati più prosaicamente papi, vescovi, imperatori e religiosi di ogni tempo e luogo, che in alcuni casi avevano le mani macchiate di sangue. La Trinità fu ideata da un vescovo palestinese con la supervisione di un imperatore serbo; la verginità di Maria la proclamò un imperatore macedone; il Purgatorio fu invenzione di un Papa di Piacenza che morì prima di veder partire la sua Crociata contro gli infedeli; lImmacolata Concezione venne concepita da un Papa di Senigallia (si ispirò nella cappella d’oro di una chiesa di Gaeta) cinque anni prima di ordinare la repressione dei moti di Perugia che provocò strage di donne e bambini e prima di aver proclamato l’infallibilità sua e di tutti i pontefici; l’assunzione in cielo della Madonna la decise un Papa di Roma nel 1950, lo stesso che tacque di fronte alle notizie delle stragi naziste nei lager; che Dio si faccia corpo per diventare cibo per i fedeli lo decise un Papa di Frosinone, dopo aver avviato una Crociata, dopo aver cacciato gli ebrei e dato il via a feroci persecuzioni degli eretici. In quanto ai sacramenti, la confessione la regolamentò nel Medioevo un Papa combattente di Grosseto che si riteneva Dio in terra e quindi esigeva che gli Stati esteri (Spagna e Ungheria tra gli altri) diventassero suoi; mentre come ci si deve sposare lo stabilì sempre il Papa di Frosinone specializzato nella caccia agli eretici, agli ebrei e agli islamici.

Trinità – esiste dall’anno 325

Che Dio sia uno e trino (Padre, Figlio, Spirito Santo) lo decise nell’anno 325 in Turchia nell’attuale città di Iznik (antica Nicea) l’assemblea di vescovi (tra i 250 e i 318 secondo le fonti) presieduta dal 51enne imperatore di Roma Costantino I (serbo di nascita) al I Concilio di Nicea (il primo concilio ecumenico del Cristianesimo). L’idea di proporre il concetto di trinità venne al vescovo palestinese Eusebio, (nella miniatura) nato a Cesarea 60 anni prima: amico e primo teologo dell’imperatore Costantino. In quell’occasione fu redatta la preghiera del Credo che ancor oggi si recita nella messa.  Questa di seguito è la prima versione, dell’anno 325: Crediamo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore di tutte le cose visibili ed invisibili. Crediamo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese, si è incarnato e si è fatto uomo. Morì, il terzo giorno è resuscitato, è salito al cielo, verrà per giudicare i vivi e i morti. Crediamo nello Spirito Santo.

L’imperatore Costantino, principe della Cristianità, non fu però un sant’uomo. Oltre alle guerre che sponsorizzò, si rese mandante di alcuni omicidi, tra cui quelli del suo rivale Licinio (lo stesso anno del Concilio di Nicea). Negli anni seguenti fece uccidere il proprio figlio Crispo, sospettato ingiustamente di aver avuto una relazione con l’imperatrice consorte Fausta, che pure venne affogata in un bagno bollente. Fece anche assassinare il nipote Liciniano. Nonostante questi delitti, per la Chiesa ortodossa l’imperatore è un santo.

Verginità della Madonna – esiste dall’anno 553

La verginità della Madonna venne affermata per la prima volta nei Vangeli degli apostoli Matteo e Luca. Matteo era un esattore delle tasse (pubblicano) nato nel I sec a.C. in Palestina a Cafarnao e stipendiato dagli occupanti romani; Luca era un medico turco di Antiochia (nato nel 10 d.C.) che non conobbe Gesù, ma avvicinò invece gli apostoli e forse anche Maria. Su questa base, nel 553 il II Concilio di Costantinopoli convocato dall’imperatore Giustiniano I e dal Papa Virgilio di nobile famiglia romana, (il suo ritratto) proclamò il dogma della verginità perfetta e perpetua di Maria, valido non solo relativamente a Cristo, ma all’intera esistenza della Madonna, che quindi secondo questa definizione, non può aver avuto altri figli né prima né dopo Gesù. All’epoca del dogma l’imperatore Giustiniano I aveva 71 anni (nato nell’attuale Taor in Macedonia nel 482): a lui si deve la nascita del Corpus Iuris Civilis, il diritto romano che sta alla base del diritto civile in molte nazioni.

Purgatorio – esiste dall’anno 1274

Il Purgatorio esiste dal 1274, quando in Francia, al II Concilio di Lione si riunirono 500 tra vescovi e arcivescovi, 60 abati e mille preti tra cui il futuro santo Alberto Magno, sotto la presidenza di Papa Gregorio X, (statua raffigurata) 64 anni (nato a Piacenza nel 1210 e beatificato nel 1713). San Tommaso d’Acquino non fece in tempo ad arrivare, morì per strada, forse avvelenato. Il concetto di Purgatorio pare fu ispirato da una scrittura paleocristiana, il Pastore di Erma (fratello del futuro Papa Pio I, nato nel 140 e morto nel 154). Papa Gregorio X diede la sua benedizione ad una nuova Crociata che però non avvenne che molto dopo la sua morte.

Transustanziazione – esiste dall’anno 1215

Il fatto che i fedeli possano nutrirsi del corpo di Cristo, divenuto pane nell’occasione di ogni celebrazione eucaristica (transustanziazione), è una possibilità che esiste dal 1215 dopo il IV Concilio Lateranense tenutosi a Roma sotto Papa Innocenzo III (55 anni, di Anagni, nella raffigurazione) con 400 tra vescovi e arcivescovi e 900 tra abati e badesse e con rappresentanti laici (cosa mai successa prima) dell’Impero Romano d’Oriente, del Sacro Romano Impero, dei re di Francia, Inghilterra, Aragona, Ungheria, Gerusalemme, Cipro, Comuni Lombardi. Di questo concetto aveva parlato per la prima volta il senese Rolando Bandinelli, prima di diventare nel 1159 Papa Alessandro III. Innocenzo III, pontefice che era stato conte, nel 1198 avviò la quarta e la quinta Crociata. Poi, mentre da un lato concesse la nascita dell’ordine dei Francescani, dall’altro si scagliò con forza contro gli eretici perfezionando i meccanismi dell’Inquisizione e chiedendo al re di Francia di schiacciarli come abominio della natura e cancro. Con una bolla del 1205 condannò infine gli ebrei a vagabondare e a non trovare più riparo nelle terre cristiane, a meno di rinunciare alla loro religione.

Immacolata Concezione – esiste dall’anno 1854

La Madonna (Maria in latino, Myriam in ebraico, Mariam in greco e Maryam in arabo) è priva di peccato originale, fin da quando i suoi genitori Anna e Gioacchino, la concepirono. Lo è per volontà di un conte marchigiano: Giovanni Maria Pellegrino Isidoro Mastai Ferretti, nato nel 1792 a Senigallia e divenuto Papa Pio IX nel 1846 (fino al 1878). A Papa Pio IX (nella foto) si deve infatti il dogma dell’Immacolata Concezione, bolla Ineffabilis Deus datata 1854, dogma non accettato dalle altre Chiese cristiane.

Questo pontefice, divenuto beato nel 2000 per volere di Giovanni Paolo II, non si comportò proprio da sant’uomo. In quanto ultimo sovrano dello Stato Pontificio egli nel 1852, sconfessando il vescovo di Mantova che intendeva salvargli la vita, sconsacrò il sacerdote Enrico Tazzoli di 40 anni, patriota italiano; in questo modo permise agli Austriaci di condannarlo a morte (fu il più illustre dei martiri del Belfiore). Ma fece anche di peggio: nel 1859 il Santo Padre ordinò la repressione dei moti di Perugia, attuata dalle truppe svizzere che fecero strage anche di donne e bambini. Quando nel 1870 l’esercito sabaudo con la Presa di Porta Pia entrò a Roma, il Papa si chiuse in Vaticano considerandosi prigioniero politico.

Infallibilità del Papa – esiste dall’anno 1870

Che il Papa sia infallibile quando parla come dottore universale della Chiesa annunciando un nuovo dogma rivelato da Dio o affermando una dottrina sulla fede o sui costumi, lo ha stabilito un Papa. Pio IX per la precisione (nella foto), nel 1870 al Concilio Vaticano I di Roma. Alla fine del dogma chiamato Pastor Aeternus, Pio IX lanciò un anatema contro chiunque avesse osato contraddire questa sua definizione. Il dogma fu approvato con 547 sì e 2 no, assenti 12 vescovi tedeschi; i governi di Francia, Spagna, Austria, Svizzera, Gran Bretagna e Portogallo fecero sapere che disapprovavano la decisione papale. E’ un dogma non accettato dalle altre Chiese cristiane. Pio IX, beatificato nel 2000 da Giovanni Paolo II, si era reso responsabile della repressione dei moti di Perugia, che nel 1859 portò a stragi di innocenti.

Assunzione in cielo della Madonna – esiste dall’anno 1950

Una volta morta, Maria venne portata in cielo in anima e in corpo. A stabilirlo, il primo novembre 1950, fu il nobile romano Enrico Maria Giuseppe Giovanni Pacelli, da 11 anni Papa Pio XII (nella foto). Per farlo scelse un atto papale in occasione dell’Anno Santo. Queste le parole salienti del documento ufficiale, tradotto dal latino: Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.
Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica
Papa Pio XII che si prodigò tanto per favorire la devozione mariana, non disse una parola contro le deportazioni di ebrei nei campi di sterminio: eppure già il 18 settembre 1942 il futuro Papa Paolo VI lo aveva informato di quanto facevano i nazisti e nel dicembre 1942 gli parlò della Shoa il ministro britannico presso la Santa Sede.

Limbo, esiste o non esiste?

Il concetto di Limbo, luogo dove finirebbero tutti i bambini morti nel peccato originale cioè senza battesimo (quindi anche tutti i non cristiani) venne espresso forse per la prima volta dal Papa frosinate Innocenzo III (Anagni 1160- Perugia 1216) nella lettera al vescovo di Arles, Imbert d’Eyguières. Ma il tema non è mai stato affrontato troppo apertamente nei Concili (se ne discusse con Papa Pio IX al I Concilio Vaticano del 1870, e prima nel 1055 al Concilio di Firenze voluto dal beneventano Papa Vittore III e ancor prima nella bolla Laetentur Coeli emanata dal romano Papa Giovanni III dopo l’anno 872), anche perché troppo spinoso, al punto da non diventare mai un dogma di fede. L’ultimo a pronunciarsi in materia è stato Papa Benedetto XVI nella Congregazione per la dottina della fede del 2007, dichiarando sibillinamente: Il concetto di Limbo riflette una visione eccessivamentre restrittiva della salvezza … ma rimane un’ipotesi teologica possibile.

Sacramenti

Battesimo – esiste da prima di Cristo

Il più noto dei battezzandi era san Giovanni Battista, palestinese della Giudea discendente da una povera famiglia di sacerdoti, fondatore di una comunità religiosa. Figlio di Zaccaria ed Elisabetta, secondo cugino della Madonna, anche nel suo caso secondo la tradizione ne sarebbe stata annunciata la nascita dall’arcangelo Gabriele. Il rito dell’immersione nell’acqua attraverso il battesimo, significava la pulizia dal peccato originale e la rigenerazione o nascita di una nuova creatura.

Confessione – esiste dal V secolo

Nell’Antico Testamento è citato il giorno dell’espiazione che prevedeva un rituale di confessione pubblica dei peccati che venivano riversati su due capri (da cui il termine capri espiatori), uccidendo i quali simbolicamente si cancellavano anche i peccati commessi. Un capro veniva immolato sul tempio di Gerusalemme e uno bruciato nel deserto.

Nella Chiesa delle origini i soli peccati per i quali si era allontanati dalla comunità erano: omicidio, adulterio, abbandono della religione. Chi li commetteva perdeva i benefici ottenuti col battesimo e non meritava più la vita eterna. Veniva escluso temporaneamente dalla comunità e vi tornava solo quando dimostrava un autentico pentimento che il vescovo doveva valutare.

Successivamente la Chiesa decise di concedere il perdono anche ai peccatori più pesanti: a farlo era il vescovo che ne riceveva una privata confessione, la quale andava però richiesta pubblicamente, come atto di sottomissione. Poi nel V secolo arrivò la penitenza canonica pubblica: il penitente vestito con un saio doveva stare fuori dalla chiesa in ginocchio o all’interno in fondo ed era escluso dalla comunione. Solo il vescovo aveva il potere di riammetterlo allo stato di grazia. Essendo obbligato al digiuno e non potendo far parte di cariche pubbliche o religiose, quella del penitente divenne una figura invisa a tutti, al punto che finì col non accettarla più nessuno e così venne soppressa. Successivamente nel VII secolo si istituì la penitenza tariffata che deve il nome ai libri di tariffe (punizioni da infliggere a seconda del peccato): libri ideati dai monaci irlandesi e poi diffusi in tutta Europa. I peccati allora contemplati erano la lussuria, la violenza, il furto, la menzogna e il mancato rispetto dell’igiene negli alimenti. Le più comuni penitenze consistevano nel digiunare ed erano comminate non più dal vescovo, ma dai presbiteri. Con la Riforma Gregoriana voluta nel 1085 da Papa Gregorio VII (il grossetano Ilbebrando Aldobrandeschi di Soana nato 60 anni prima) (nel quadro) si soppressero questi libri delle colpe sostituendoli con testi che miravano a insegnare a evitare il peccato alle origini. Poi si passò a stabilire quanti soldi avrebbero potuto lavare i peccati: il sistema era detto Guidrigildo. In cambio di denaro per le messe e le preghiere, i preti promettevano la remissione dei peccati. Nel Trecento iniziò lo scandalo della compravendita di indulgenze, ossia di promesse di perdono. Il mercato delle indulgenze nel Cinquecento fu tra le cause della nascita della Chiesa protestante tedesca fondata da Martin Lutero che accusava il Papa di aver perso il contatto con la fede. La moderna confessione è stata strutturata dal Concilio Vaticano II del 1962-1965. Il Papa Gregorio VII che si riteneva vice di Dio in terra, avrebbe avuto molte cose da confessare: le azioni di guerra del 1083 contro l’imperatore Enrico IV che tentò di occupare Roma (da Castel Sant’Angelo il pontefice chiese aiuto al duca normanno Roberto il Guiscardo, il cui ingresso nella città determinò la peggior devastazione della Roma antica di tutti i tempi). Ma avrebbe avuto da farsi perdonare anche l’annessione di Corsica e Sardegna, la proclamazione di Spagna e Ungheria come sue terre, l’avvio di una Crociata. Invece nel 1606 Papa Paolo V lo fece santo.

Eucarestia – esiste dai tempi di Cristo

E’ stato Gesù a istituire nell’ultima cena l’Eucarestia, col significato di nutrimento spirituale del corpo di Dio e insieme di continuità con la tradizione ebraica dell’agnello pasquale immolato per la salvezza del popolo.

Cresima – esiste dal V secolo

La Cresima, praticata fin dal III secolo, è stata ufficializzata nel V secolo, con l’imposizione sulla fronte del cristiano di un segno di croce con l’olio benedetto. Il significato della pratica detta confermazione, era la conferma, dopo il battesimo, che il cristiano era ancora all’interno della comunità di Dio. Ma della confermazione parlava già il Nuovo Testamento indicando Pietro e Giovanni che vennero inviati dagli altri apostoli in Samaria a battezzare e a imporre le mani.

Unzione degli infermi – esiste dall’anno 416

L’Unzione degli infermi moribondi venne decretata da Papa Innocenzo I (di Albano Laziale) (nell’immagine), in una lettera del 19 marzo 416. La moderna regola di questo sacramento è datata 1962- 1965, Concilio Vaticano II.

Ordinazione sacerdotale – esiste dai tempi di Cristo

Se fu Cristo a istituire il sacerdozio cristiano con la frase Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, di diaconi nel senso di servitori e camerieri, si parlava molto nel Nuovo Testamento (pure di diaconesse, attive fino al Mille); ma si parlava anche di consacrazioni di diaconi, suddiaconi, presbiteri (preti) e vescovi e di ordini minori (accoliti, esorcisti, lettori e ostiari): tutti citati in un testo scritto la prima volta in una lettera dell’anno 251 o 253 da Papa Cornelio (di famiglia aristocratica romana, fu martirizzato e divenne poi santo) (nell’immagine) al vescovo di Antiochia Fabio.

Matrimonio – esiste dalla notte dei tempi

Il Matrimonio come cerimonia di unione di una coppia esiste da migliaia di anni, ma come sacramento cristiano ne parlò forse per la prima volta Timoteo II, patriarca di Alessandria d’Egitto e Papa della Chiesa copta ortodossa tra il 457 e il 477 nell’opera De septem causis sacramentorum, in cui cita le condizioni indispensabili a considerare il matrimonio come sacramento. Tale sacramento però venne regolamentato nel 1215 dal IV Concilio Lateranense di Roma convocato da Papa Innocenzo III e costituito da 900 abati e priori, 412 vescovi e 71 patriarchi. In quell’occasione si stabilì che il matrimonio doveva essere preceduto dalle pubblicazioni, non poteva venir sciolto se non dalla morte di uno degli sposi, doveva essere preceduto dal consenso libero espresso pubblicamente dagli sposi, doveva avvenire con una soglia minima di età e con alcune regole che ne stabilivano l’eventuale nullità: rapimento della sposa, violenza, matrimonio clandestino o mancanza di sesso. Quando approvò le regole per il matrimonio, il Papa (nobiluomo di Anagni) aveva 55 anni. Al suo attivo molta politica, l’avvio della quarta Crociata e delle lotte contro ebrei ed eretici (nel disegno scene di torture).

 

3 risposte a “Dogmi, sacramenti e misfatti

  1. Ottime le tue ricerche..ci sono varie cose delle quali mi piacerebbe discuterne con te, ad esempio una riguardo all’eucarestia vorrei dirti che l’eucarestia non viene menzionata nella Bibbia come si usa fare dalla chiesa, il corpo di Cristo era il pane azzimo il sangue vino ma erano solo gli unti a mangiarne e bere il vino come nell’ultima cena fatta da. Gesù e lui stesso disse di farlo in sua memoria una volta l’anno per commemorare la sua morte in attesa del suo ritorno. Ciao vorrei condividere queste ed altre informazioni con te. Ciao Mariolina

  2. Hai ragione Angelo. Poche cose, ma buone, come il valore del perdono. Tendere una mano a chi ti ha offeso o ha crudelmente sbagliato è sempre meglio che puntargli alla tempia una pistola o legarlo a una sedia elettrica. E poi lasciare una via d’uscita al peccatore è socialmente più produttivo che metterlo con le spalle al muro.

  3. Caro Roberto, conoscendoti penso che l’articolo sarà storicamente esatto, anzi di alcuni avvenimenti ne sono sicuro, altri li apprendo per la prima volta.
    Per par condicio si dovrebbe segnalare quanto lasciatoci direttamente
    dal Figlio di Dio, una preghiera, una sola :
    Ed egli disse loro: “Quando pregate, dite:
    Padre, sia santificato il tuo nome,
    venga il tuo regno;
    dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
    e perdonaci i nostri peccati,
    perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore,
    e non ci indurre in tentazione”.

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