Tasse scontate


Fisco: forte sconto se il debito è alto

Il contribuente si lamenta se Equitalia minaccia di ridurlo sul lastrico? O più semplicemente come capitato al sottoscritto (per un errore di Equitalia immediatamente riconosciuto) il braccio operativo del Fisco gli intima di pagare 100 euro di tasse che non risultano versate, altrimenti nel giro di qualche giorno gli verrà pignorata l’automobile (marca X modello Y targa Z)? Tutto questo non deve più spaventare. Basta rivolgersi direttamente più in alto possibile, a Roma: al direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, e il gioco è fatto. Certo non sarà facile, magari se si conosce qualcuno in banca si può avere una mano…

Come nel Monopoli, anche in questo gioco serve un’accortezza: le tasse non pagate devono avere un importo considerevole, altrimenti non vale! Se lo Stato avanza da voi 1.000 o 10.000 o 100.000 euro, allora non avete molta speranza e dovete pagare tutto per non finire in prigione senza passare dal VIA. Ma se avete, per esempio, un miliardo e 8 milioni di euro di tasse dovute e non pagate, beh allora siete in una botte di ferro. In quel caso potrete pagare solo 260 milioni (più gli interessi, quelli non ve li scontano!). Se invece lo Stato pretende da voi un miliardo e 184 milioni di euro, voi ne pagherete solo 270 (sempre più interessi). Praticamente per chiudere la partita si paga un quarto del dovuto e nessuno si fa male. Insomma più alto è il debito con lo Stato e meno soldi questo vi chiederà. Ma come? potrebbe dire qualcuno… Allora tutta questa richiesta di onestà e trasparenza… Quelle valgono per i comuni cittadini e non per chi coi risparmi dei cittadini fa girare l’economia nazionale e la propria. Questi due esempi di come sia facile chiudere un contenzioso col Fisco, risparmiando (il verbo può anche essere sostituito con un altro) vengono il primo dal Monte dei Paschi di Siena e il secondo da Intesa San Paolo, due colossi finanziari italiani; ma ne sanno qualcosa anche altre grosse banche che sempre in questi mesi hanno regolato il contenzioso con le Entrate.

In tutta questa simpatica questione colpisce poi anche un altro fatto, relativo a Banca Intesa (il gruppo Intesa detiene 91.035 quote di Banca d’Italia, ossia più di qualunque altra banca davanti a Unicredit con 66.342 quote, con un utile netto di 1.929 milioni di euro nei primi 9 mesi del 2011): nel periodo relativo al debito col Fisco, chi era al vertice dell’istituto accusato dal Fisco di aver comprato titoli svizzeri per 300 milioni al solo scopo di ricavare un credito d’imposta, era Corrado Passera, attuale ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti. In ogni caso va detto che questa e altre complesse operazioni finanziarie oggetto delle richieste dello Stato e abitualmente praticate dalle banche, sono state giudicate illegali dalla Corte di Cassazione soltanto nel 2009. In questi ultimi mesi le finanze statali hanno così rastrellato dalle banche circa un miliardo di euro: praticamente un quarto di quel che era stato richiesto alle stesse. E’ forse per questo che si dice che stiamo uscendo dalla crisi? Perché nessuno si sogni di chiedere il resto?

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