Suoni dallo spazio


Lo spazio ci parla, anzi, ci suona

Più che suoni dallo spazio bisognerebbe dire suoni dello spazio. Sì perché quelli che si ascoltano nel primo video sono i suoni della magnetosfera, registrati dalla sonda RBSP con le apparecchiature realizzate dall’Electric & Magnetic Field Instrument Suite & Integrated Science dell’Università dell’Iowa. Lanciata nell’orbita terrestre dalla NASA il 30 agosto 2012, la sonda ha il compito di esplorare il sistema Sole-Terra.

I ricercatori hanno prodotto una registrazione di un fenomeno che la NASA definisce intrigante e ben noto come“coro“. Registrazione fatta il 5 settembre 2012. Il ricevitore di EMFISIS ha catturato diversi importanti eventi di punta di onde radio nella magnetosfera che circondala Terra. Le onde radio, le cui frequenze sono udibili dall’orecchio umano, sono emesse dalle particelle energetiche nella magnetosfera della Terra.
Gli studiosi spiegano che questo “cinguettio” è stato più facile registrarlo al mattino.
Si tratta di un evento che dura 5- 6 secondi, qui riprodotto senza interruzioni. I suoni sono emessi dagli elettroni della Fascia di Val Allen che compone la magnetosfera ossia lo scudo protettivo della Terra (regolato dal campo magnetico terrestre) ed evita che il nostro pianeta sia colpito da gran parte delle particelle solari spinte lontano dal vento solare. Quella terrestre è la più forte tra le magnetosfere dei pianeti rocciosi conosciuti. Ed è anche grazie ad essa che da noi la vita è possibile.

Una volta generate – spiega il professor Don Gurnett, Project advisor della University of Iowaqueste “onde coro” influenzano i movimenti degli elettroni in arrivo dal Sole attraverso un processo chiamatointerazione onda-particella”. Tali interazioni disturbano le traiettorie degli elettroni facendo sì che non colpiscano l’atmosfera superiore della Terra.

I suoni dei pianeti

Non sono pochi ad ascoltare i suoni provenienti dallo spazio. Ogni stella e ogni pianeta emette un suo preciso segnale elettromagnetico che grazie a un altoparlante diventa udibile all’orecchio umano.  Infatti basta ascoltarli per rendersene conto. Una delle ricercatrici non vedenti del progetto Radio Jove della NASA, Wanda Diaz dell’Università di Puerto Rico, così li descrive: Potreste restare sorpresi dai suoni dello spazio. A volte sembrano le onde dell’oceano, a volte il popcorn che scoppia, altre un serpente a sonagli. Infatti basta ascoltarli per rendersene conto. In rete ce ne sono diversi (anche perchè sono stati spesso uniti a sottofondi musicali), ma qui ho raccolto solo quelli di fonte certa: NASA e Università dell’Iowa. Eccoli…

I suoni di Saturno

Prof. Don Gurnett, dell’Università dello Iowa: Saturno è un pianeta che emette radiazioni intense, strettamente correlate alle aurore vicine ai poli del pianeta (simili alle luci delle nostre aurore boreali e australi). Nell’aprile 2002 la sonda Cassini ha iniziato a rilevare queste emissioni radio che presentano una straordinaria gamma di variazioni di frequenzae di tempo, con uno spettro radio molto simile a quello delle emissioni radiofoniche aurorali terrestri, che indica la presenza di numerose piccole sorgenti radioche si spostano lungo le lineedel campo magnetico dei poli. Poiché le frequenze di queste emissioni sono ben al di sopra della gamma di frequenze audio, le abbiamo spostate verso il basso di un fattore 44. http://www-pw.physics.uiowa.edu/space-audio/cassini/SKR1/SKR-03-324.wavhttp://www-pw.physics.uiowa.edu/space-audio/cassini/bow-shock/t2004_179_oneshock.wav

Emissioni di Saturno raccolte dalla NASA il 25 luglio 2004 http://www.nasa.gov/wav/123160main_cas-skr2-072504.wav

I suoni di Giove

Emissioni di Giove: http://www.nasa.gov/wav/52858main_20010104-ia-a.wav

I suoni della Terra

Emissioni della Terra: http://www.nasa.gov/wav/52861main_helium_whistle.wav

I suoni del Sole

Emissioni del vento solare: http://www.nasa.gov/wav/116122main_voy-shock-audio.wav

Una raccolta di suoni spaziali

E ora un campione di alcuni dei suoni dello spazio preferiti dal professor Don Gurnett, registrati dagli strumenti dell’University of Iowa su diversi veicoli spaziali nel corso degli ultimi 40 anni.

Whistlers è il suono che deriva dalle onde elettromagnetiche prodotte da un fulmine quando l’energia elettrica attraversa il gas incandescente che noi vediamo come lampo. Questa energia si irradia in onde elettromagnetiche dall’ampio spettro di frequenze radio. Le frequenze più basse entrano nella gamma delle frequenze audio. Alcune di queste onde radio si propagano verso l’alto nel gas ionizzato (plasma) sopra dell’atmosfera terrestre scorrendo lungo il campo magnetico della Terra, formando spesso un’eco che rimbalza tra gli emisferi nord e sud. Le onde viaggiano più velocemente a frequenze più elevate e più lente a basse frequenze: quindi ciò che un veicolo spaziale rileva sono prima le frequenze più alte e poi le più basse. Ne risulta un fischio, ossia la whistler.

L’aurora boreale nasce quando elettroni energetici colpiscono l’atmosfera. Si generano così intense luci colorate, ma anche intense emissioni radio su una gamma di frequenza da 100 a 500 kHz. L’University of Iowa ha anche scoperto che emissioni radio simili si verificano con le aurore su Giove, Saturno, Urano e Nettuno. http://www-pw.physics.uiowa.edu/space-audio/sounds/

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Una risposta a “Suoni dallo spazio

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