Sallusti condannato


In carcere per diffamazione

L’articolo 595 del Codice penale attribuisce al reato di diffamazione aggravata tre distinte sanzioni: se l’offesa attribuisce un fatto determinato; se è recata a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità o in atto pubblico; se è riferita a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una sua rappresentanza o a un’autorità costituita in collegio.

Nel caso di Alessandro Sallusti direttore del Giornale, colpito oggi dalla conferma in Cassazione della condanna a 14 mesi di carcere per un articolo siglato Dreyfus scritto sul quotidiano Libero nel 2007, si tratta di diffamazione aggravata a mezzo stampa.

Appresa la notizia della condanna, Sallusti ha rassegnato le dimissioni parlando di sentenza politica. Il giornalista ha anche detto di non voler chiedere misure alternative al carcere che dovrebbe aprirgli le porte entro 30 giorni, anche se il suo caso ha immediatamente sollevato un’onda di proteste da parte della stampa italiana (si parla di previsti scioperi) e perfino la presa di posizione del ministro della Giustizia Severino che ha espresso la necessità di intervenire al più presto sulla disciplina della responsabilità dei direttori responsabili, rendendola simile agli standard europei che prevedono solo sanzioni pecuniarie.

Il caso Sallusti si rifà a un articolo del 2007 uscito su Libero a firma Dreyfus, a proposito di una tredicenne a cui il Tribunale di Torino aveva autorizzato l’interruzione della gravidanza, a seguito della quale la minore ha sofferto di disturbi mentali costringendola a un ricovero in un ospedale psichiatrico. Queste le parole di Dreyfus: Qui ora esagero. Ma prima di pentirmi domani, lo scrivo: se ci fosse la pena di morte e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso. Per i genitori, il ginecologo, il giudice. Ciò gli valse la querela per diffamazione da parte del pubblico ministero di Torino Giuseppe Cocilovo. Fino all’ultimo Sallusti ha rifiutato la proposta dei legali del giudice di ritirare la denuncia preferendo un’altra forma di indennizzo pecuniario.

In una nota diffusa a margine della sentenza, la Corte di Cassazione precisa che nell’articolo in questione il redattore aveva anche diffuso una notizia falsa: che la ragazzina fosse stata costretta da qualcuno ad abortire, e che questo qualcuno fosse il giudice. Il procuratore della Repubblica di Milano, Brutti Liberati, si è affrettato a dire che Sallusti non finirà comunque in prigione essendo incensurato.

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2 risposte a “Sallusti condannato

  1. caro Roberto , avevo sentito circa settimana scorsa a Radio Capital, che il motivo principale per cui si era arrivati in cassazione era dovuto al fatto che l’avvocato difensore di Sallusti si era dimenticato di una udienza ( II grado penso) per cui si era arrivati in cassazione. Ciao angelo

    • Ciao Angelo, mah credo che importi poco; anche perché la difesa Sallusti ha respinto qualsiasi proposta di transazione in alternativa al carcere. Una sorta di martirio mass mediatico nella certezza che finirà tutto in una bolla di sapone?

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