Secessione in Catalogna


Barcellona minaccia, Madrid risponde

Catalogna verso la secessione. La regione più ricca di Spagna, comunità autonoma con capoluogo Barcellona, 7.354.000 abitanti e una superficie poco più grande del Nordest italiano, ha deciso di dire addio alla Spagna. Dopo anni di minacce, questa volta è ad un passo dal referendum con cui la Generalitat (il governo catalano che ha una propria autonomia) intende staccarsi dal resto del Paese rendendosi totalmente indipendente. Il voto per indire un referendum è passato giovedì scorso col sì di 84 dei 135 deputati della Camera catalana.

Contro questa possibilità, che la Catalogna paventa con o senza il consenso di Madrid, il governo centrale si è espresso chiaramente: intende ricorrere al Tribunale Costituzionale per bloccare la consultazione popolare.

Non si potrà impedire – ha replicato il presidente della Comunità catalana Artur Masche se la Catalogna vuol percorrere questa strada, il popolo possa esprimersi in merito. Quella di Madrid è la classica reazione dei poteri statali, che invece di trattare democraticamente passa alle minacce.

La risposta a Mas non è venuta dal premier, ma dalla vicepresidente del governo Soraya Saez de Santamaria: Non solo abbiamo gli strumenti giuridici e istituzionali sufficienti per impedire un referendum indipendentista, ma c’è anche un governo disposto a usarli. Il referendum non è conforme alla Costituzione essendo una questione che dovrebbe coinvolgere tutti gli spagnoli.

Le armi che il governo centrale madrileno ha a disposizione per impedire il referendum sono: 1) sospensione automatica del provvedimento da parte della Corte Costituzionale; 2) applicazione del codice penale, come accadde contro il 4° presidente del Parlamento basco (la Camera basca) Juan Maria Atutxa, condannato a un anno e mezzo di interdizione dai pubblici uffici per disobbedienza all’articolo 410 del codice penale; 3) applicazione dell’articolo 155 della Costituzione che consiste nella sospensione dell’autonomia della regione e nella sostituzione del governo autonomo.

Le velleità indipendentiste della Catalogna derivano dalla consapevolezza che la sua popolazione gode di un tenore di vita superiore alla media spagnola e anche a quella italiana: nel 2009 il PIL pro capite catalano era di 26.500 euro, quello spagnolo di 22.800 e l’italiano di 25.400.

 

 

 

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5 risposte a “Secessione in Catalogna

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