Mala giustizia


Blitz alle elementari. Bambino portato via a forza

Io non sono tenuta a dirle niente, sono un ispettore di polizia, lei non è nessuno. Con queste parole, un’ispettrice della Polizia di Stato, il 10 ottobre 2012 a Cittadella (Pd) ha concluso l’azione di forza di tre agenti in borghese ai danni (è il caso di dirlo) di un bambino di 10 anni, prelevato con la forza dalla sua classe in una scuola elementare per essere portato di peso in una casa famiglia.

Il caso choc, il cui video è stato girato dalla zia del piccolo e trasmesso dalla trasmissione Chi l’ha visto? di Raitre, deriva dall’ordine con cui la Corte d’appello di Venezia – sezione minori, accoglieva il parere dei Servizi Sociali per l’allontanamento dalla famiglia materna del piccolo, figlio di genitori separati, per affidarlo ad una comunità. Senza considerare che il bambino voleva rimanere con sua mamma. Il caso non riguarda come ci si potrebbe aspettare, una famiglia disadattata, ma due genitori professionisti: un avvocato e una farmacista.

Le immagini girate alla scuola elementare Cornaro parlano da sole. Gli agenti accompagnati dal padre del bambino (un avvocato) e da uno psichiatra, dopo aver fatto allontanare dall’aula tutti gli altri allievi,  hanno provveduto allo sgombero (di sgombero si è trattato) dovendo faticare non poco perché il bambino chiedeva l’aiuto del nonno (immobilizzato dagli agenti) e della zia. Nel video lo si sente gridare Zia aiutami, come faccio? e cercava di scappare. Ad un tratto ha anche detto che gli mancava l’aria, ma niente ha fermato il blitz. Come racconta la zia, è stato lo stesso genitore, aiutato dallo psichiatra e da un poliziotto grande e grosso, ad alzare di peso il bambino che si divincolava e gridava.

Oggi, dopo che queste immagini hanno fatto il giro del mondo, a Cittadella si è tenuta una piccola manifestazione di solidarietà al bambino e a sua madre. Intanto si apprende che questo è stato il terzo tentativo di portar via il minore: due erano andati a vuoto in agosto e settembre dopo che il bimbo per non farsi prendere si era nascosto sotto il letto. E dopo che il padre aveva difeso l’operato della polizia, intervenuta (a suo dire) per sottrarlo a chi lo stava manipolando, il capo della polizia Manganelli in serata si è scusato con i familiari assicuranto che ci sarà un’inchiesta e l’Autorità per la privacy ha invitato a non diffondere immagini lesive della dignità del bambino: come sempre la privacy prima di tutto! Purtroppo non si considera l’importanza dell’impatto emotivo sulla collettività (che è poi quella capace di far cambiare le cose al punto che sono state annunciate diverse interrogazioni  parlamentari) è dato non tanto da due righe di lancio d’agenzia, quando dalle immagini che testimoniano le modalità di quanto è accaduto. Intervistato da Repubblica, il padre ha parlato di liberazione e del fatto che suo figlio è stato salvato da un gruppo di persone. A proposito della modalità operata, ha aggiunto: E’ una questione molto personale. Credo che mio figlio, dopo l’intervento a suo beneficio, sarà un bambino sereno. Di diverso avviso la madre, al telefono: Non me l’hanno fatto vedere… L’hanno trattato come un animale, il padre lo prendeva per i piedi, lo psichiatra per un braccio, il poliziotto per il collo… Denuncerò tutto… Il mio ex ha vinto un ricorso in appello sulla base della cosiddetta sindrome da alienazione parentale, teoria americana rifiutata da tutta la comunità scientifica perchè gli psichiatrici che vi aderiscono sostengono che la madre fa una sorte di lavaggio del cervello al bambino che deve venir messo in un centro neutro dove venir resettato.

A un genitore, ma credo ad ogni essere umano,  scene come questa lacerano il cuore e fanno chiedere, ancora una volta, se le scelte dei grandi in materia di minori sono sempre fatte davvero per il loro bene. Si chiedono i giudici, gli assistenti sociali, gli agenti, i genitori che innescano certe cause, se agiscono davvero per il bene dei bambini? Considerano i danni psicologici che arrecano e sono capaci di mettersi, anche per un solo attimo, nei panni di quelle creature indifese?

A proposito del trattamento dei bambini credevo che le immagini del video americano che segue fossero le peggiori visibili in un Paese civile; purtroppo mi sbagliavo. In casa nostra succede di peggio.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...