Città metropolitana


Padova vuole diventare Venezia

In piazza dei Signori a Padova, il leone di San Marco non impugna la spada, ma tiene la zampa sul libro aperto: significa che la città si è consegnata pacificamente alla Serenissima. Dopo 215 anni la città di Padova torna a legarsi indissolubilmente a Venezia. Questa volta non c’entrano i dogi serenissimi che tennero sotto di sé la città del Santo dal 1405 al 1797: è piuttosto la crisi economica ad aver convinto, senza spargimenti di sangue diversamente da altre epoche, a questa unione politica. Questa almeno è la speranza dei sindaci di Padova Flavio Zanonato, e di Venezia Giorgio Orsoni. Storicamente va detto che Padova è sempre stata, per importanza, un gradino sotto Venezia, fin da quando Venezia non esisteva ancora. Si sa infatti che la Patavium romana fu superata in grandezza e importanza da Altinum (romanizzata col resto del Veneto nel II secolo a.C.), città dalle cui spoglie sorse poi Venezia.

Il consiglio comunale padovano il 19 novembre con 22 voti contro 11 ha approvato la delibera con cui chiede al governo nazionale di poter entrare nella città metropolitana di Venezia aderendo quindi alla Provincia di Venezia. Padova era stata invitata dal governo Monti ad unirsi amministrativamente a Treviso, ma ha preferito scegliere il partner più prestigioso al quale è stata legata storicamente per 392 anni. L’idea di unirsi a Venezia piace a Pd, Idv, Sel e Lista Zanonato, mentre preferiscono Treviso Pdl, Lega, Udc e Lista Marin. Da gennaio 2014 Venezia diventerà città metropolitana ossia comprenderà l’intero territorio della sua provincia: in pratica sarà considerata un’unica città di 863.000 abitanti (oggi Venezia ne conta 269.000 concentrati soprattutto in terraferma). Se anche tutti i 104 Comuni della provincia di Padova (946.000 residenti) si unissero al capoluogo per attaccarsi a Venezia, con oneri e onori, la nuova città metropolitana avrebbe una popolazione di 1.804.000 abitanti.

Atterrando di notte a Venezia provenienti dal nord Europa pare di trovarsi sul cielo di New York: uno sterminato susseguirsi di luci che non conosce interruzioni: sembra un’unica immensa città, sembra che non ci siano campagne o spazi vuoti e invece stiamo sorvolando le province di Treviso e Venezia e forse anche Padova, tutte strettamente congiunte da case, fabbriche, edifici. Ecco, la città metropolitana c’è già. Ora sta alla politica decidere cosa sia meglio per le casse comunali, cioè per i cittadini.

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