Lettera a Napolitano


ilva-bimba-vivavoceLa morte dei nostri figli serve al Pil

Lettera di una mamma di Taranto

 

Dica alle mamme di Taranto che la malattia e la morte dei loro figli è necessaria altrimenti cala il Pil. E’ la durissima frase che Tonia Marsella, una madre della città avvelenata dalla più grande acciaieria d’Europa, ha rivolto a Giorgio Napolitano in una lettera aperta al presidente della Repubblica. Gli ha scritto dopo che il capo dello Stato lunedì 3 dicembre aveva firmato il decreto per la riapertura dello stabilimento Ilva, considerandolo un bene pubblico di interesse nazionale (cosa che di fatto è), che può essere risanato – dice il ministro dell’Ambiente Corrado Clini – solo rimanendo aperto. In questa delicatissima vicenda che vede a rischio da un lato 12.000 posti di lavoro e dall’altro la salute di 195.000 residenti, siamo alla lotta tra poteri dello Stato: presidente della Repubblica contro magistratura che, a rigor di legge, aveva disposto la chiusura dello stabilimento inquinante in quanto responsabile di avvelenare l’aria del territorio e di provocare tumori. Ecco la lettera della mamma di Taranto, a cui il presidente deve rispondere spiegando magari anche perché i governi dal 1964 ad oggi (48 anni!) non hanno mai affrontato seriamente il problema della pericolosità pubblica di questi impianti.

Avevo riposto in lei la mia fiducia, credevo che fosse una persona per bene, che difendesse la nostra Costituzione. Credevo che quei valori, di cui tanto parla, fossero davvero radicati in lei e fossero il punto di riferimento per ogni sua azione, per ogni sua decisione. Credevo che avrebbe scelto la vita e non la morte. E invece ha firmato la nostra condanna. Venga qui, venga a visitare i nostri bambini devastati dal cancro (e non solo), li guardi negli occhi e sostenga il loro sguardo, se ci riesce, gli spieghi perché lo Stato ha preferito dare loro in pasto al mostro, quel mostro che ha distrutto il nostro mare, violentato la nostra terra, insozzato il nostro cielo. Credere ancora nello Stato Italiano? Come credere nella politica e in chi dovrebbe difendere e promuovere il bene comune… e invece ci ha rubato anche il diritto alla vita? Cos’hanno di diverso i bambini di Genova rispetto ai nostri? Perché in quello stabilimento l’area a caldo è stata chiusa, in quanto considerata incompatibile con la città, e la produzione spostata a Taranto? Credevo che Lei avrebbe scelto la vita e non la morte. E invece ha firmato la nostra condanna.

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