Primavera araba


l43-manifestanti-anti-morsi-121206213546_bigIl tempo delle dittature è finito

Lo dice da due anni la Primavera araba e lo sottolinea in questi giorni l’Egitto. Se qualcuno aveva creduto ad un passaggio morbido da un dittatore ad un altro in nome della fratellanza musulmana, si sbagliava: almeno nel Paese dei faraoni dove fortissima è la contestazione al tentativo del presidente di instaurare i poteri assoluti che furono di Mubarak. Lo dimostrano in queste ore gli assalti pacifici al palazzo presidenziale di migliaia di cittadini che dopo i 7 morti e 700 feriti dei giorni scorsi, hanno divelto i reticolati piazzati dai militari circondando la residenza e obbligando l’esercito a indietreggiare di fronte alla palese volontà popolare. 620x413xl43-egitto-tahrir-121124101742_big.jpg.pagespeed.ic.b8FiYhUVvfIl Fronte di Salvezza Nazionale guidato dal Premio Nobel per la pace 2005 Muhamman al Baradei (per 13 anni direttore dell’Agenzia internazionale per l’Energia Atomica e leader del partito d’opposizione Al Dostour), ha comunicato che dialogherà col presidente Mohamed Morsi solo se ci sarà la volontà di retrocedere rispetto alle sue pretese. a-protester-in-cairo-holds-up-a-poster-with-the-faces-of-current-egyptian-president-mohamed-morsiLe forze sane dell’Egitto hanno capito molto bene che se lasceranno ai Fratelli Musulmani di Morsi il potere assoluto si ritroveranno in un nuovo regime. Di fronte a questa forte presa di posizione il presidente ha parlato ieri in televisione decidendo di spostare il referendum sulla Costituzione voluta dai Fratelli Musulmani e previsto per il 15 dicembre: le nuove regole imporrebbero che le leggi dello Stato passino sotto il diretto controllo di quelle religiose islamiche. Tre articoli della nuova Costituzione citano espressamente la legge coranica come base della giurisprudenza: cosa che chiaramente non piace alla minoranza cristiana e anche a tanti musulmani. I cristiani che sono i seguaci della prima religione monoteista moderna comparsa in terra egiziana, con 11 milioni di abitanti rappresentano il 10% della popolazione. La risposta gridata al loro presidente dai manifestanti in piazza Tahrir è Vattene!

A preoccupare ora gli oppositori è la notizia apparsa sul quotidiano Al Ahram secondo cui Morsi intende emanare un decreto per dare all’esercito gli stessi poteri della polizia nella gestione dell’ordine pubblico. Quindi di fatto le contestazioni saranno fronteggiate anche dall’esercito che potrà arrestare a suo piacimento.

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