Femminicidio


don_piero_corsi-586x237Il prete augura la morte alla giornalista

Il Natale italiano, nei giorni di pausa dalla scandalosa politica, è stato scosso dallo scandaloso atteggiamento di un uomo di chiesa, don Piero Corsi, parroco di San Terenzo di Lerici (La Spezia), che prima ha affisso nella bacheca fuori dalla chiesa un volantino in cui in qualche modo giustificava i femminicidi; e che poi ha inveito al telefono contro una giornalista augurandole la morte.

5fdf0efa4abf1416e7c777fd3922d815_mediumQuesti i fatti. Il volantino che ha mosso manifestazioni di protesta di cittadini di Lerici contro il sacerdote e ha fatto prendere alla Santa Sede le distanze dal suo prete, recitava quanto segue: Proseguiamo nella nostra analisi sul fenomeno che i soliti tromboni dei giornali e Tv chiamano “femminicidio”. Aspettiamo risposte su come definire gli aborti: stragi? Notoriamente, l’aborto lo decide la donna in combutta col marito e sono molti di più dei cosiddetti femminicidi. Una stampa fanatica e deviata, attribuisce all’uomo che non accetterebbe la separazione, questa spinta alla violenza. In alcuni casi, questa diagnosi può anche essere vera. Tuttavia, non è serio che qualche psichiatra esprima giudizi, a priori e dalla Tv, senza aver esaminato personalmente i soggetti interessati. Non sarebbe il caso di analizzare episodio per episodio, senza generalizzare e seriamente, anche per evitare l’odio nei confronti dei mariti e degli uomini?

Domandiamoci. Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti e che il cervello sia partito? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni esistenti.

Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici e da portare in lavanderia, eccetera… Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto (FORMA DI VIOLENZA DA CONDANNARE E PUNIRE CON FERMEZZA), spesso le responsabilità sono condivise.

Quante volte vediamo ragazze e anche signore mature circolare per la strada in vestiti provocanti e succinti?

Quanti tradimenti si consumano sui luoghi di lavoro, nelle palestre, nei cinema, eccetera?

Potrebbero farne a meno. Costoro provocano gli istinti peggiori e poi si arriva anche alla violenza o all’abuso sessuale (lo ribadiamo: roba da mascalzoni), facciano un esame di coscienza: “forse questo ce lo siamo cercate anche noi”?

Basterebbe, per esempio, proibire o limitare ai negozi di lingerie femminile di esporre la loro mercanzia per la via pubblica per evitare certi impulsi; proibire l’immonda pornografia, proibire gli spot televisivi erotici anche in primo pomeriggio. Ma questa società malata di pornografia ed esibizionismo, davanti al commercio proprio non ne vuol sapere, così le donne diventano libertine e gli uomini, già esauriti, talvolta esagerano.

Dopo la rimozione del volantino disposta dal vescovo della Spezia Ernesto Palletti che ha convocato don Piero Corsi distanziando le sue posizioni da quelle della Chiesa – Nel volantino si leggono motivazioni inaccettabili che vanno contro il comune sentire della Chiesa – il sacerdote ha addirittura peggiorato la sua posizione con due interviste rilasciate a un giornalista di RadioRai nella quale gli dice: Non so se è un frocio anche lei o meno: cosa prova quando vede una donna nuda? Nella seconda (qui di seguito l’audio), stanco degli attacchi della stampa che, a suo dire, ha estrapolato una frase per distorcerne il senso generale, aggredisce la giornalista Elisa Esposito dell’agenzia Area, augurandole la morte. Audio intervista di don Piero Corsi alla giornalista. 

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