Il baratto nel supermarket anticrisi


supermercato1Il baratto nel supermercato anticrisi

Sei disoccupato con buona volontà o non hai soldi sufficienti per tirare avanti? In Emilia in maggio aprirà Emporio Sociale Modena, un supermercato diverso dagli altri anche se a prima vista chi lo frequenterà se ne accorgerà solo cercando invano i prezzi sugli scaffali e uscendo col carrello pieno senza aver sborsato neanche un centesimo. Si tratta di un progetto anti crisi del Centro Servizi Volontariato, che ha ideato un sistema è semplice che ricorda l’antico baratto, in vigore ancora nelle società cosiddette primitive a ricordo di quelle da cui tutti abbiamo avuto origine. Ultimata la spesa quindi non si paga con gli euro, ma con punti caricati sulla tessera familiare: punti inseriti su indicazione dei Servizi sociali del Comune. E il valore in punti dei prodotti in vendita è indicato sugli scaffali. La tessera (in uso per alcuni mesi) viene ricaricata mensilmente in base al nucleo familiare, previa valutazione dell’ISEE e con particolare attenzione alle famiglie numerose. In cambio viene richiesto che almeno una volta a settimana si presti la propria collaborazione gratuitamente nella struttura che è sorretta da molte associazioni di volontariato locale, religiose e laiche.

Alla società civile i promotori chiedono solidarietà per riempire gli scaffali con donazioni dirette di prodotti o con denaro. Così come chiedono aiuto di volontari tra i 18 e i 25 anni perché dedichino a questo lavoro un po’ del loro tempo. Sul sito PortobelloModena.it  ci si rivolge proprio alle aziende chiedendo di garantire il rifornimento degli scaffali con prodotti alimentari che consentano di mettere in tavola i tre pasti principali della giornata: colazione, pranzo e cena. Essere un’Azienda Solidale del progetto Portobello significa sostenere centinaia di famiglie nel bisogno primario dell’alimentarsi in modo adeguato. Essere un’Azienda Solidale significa tutelare e garantire il diritto al cibo.

Senza titolo1A chi invece offrirà il proprio aiuto in cambio di cibo (tra i 18 e i 70 anni), viene fornita copertura assicurativa e formazione continua. Non si tratta di lavori faticosi: Al volontario di prima accoglienza è richiesto di presidiare l’area di front-office dell’edificio che ospita il progetto Dire Fare Creare. Egli rappresenta il primo contatto del visitatore con il progetto Portobello e tra i suoi compiti principali troviamo l’accoglienza delle persone in arrivo, l’ascolto del motivo della visita e l’orientamento al giusto referente, la prima introduzione al progetto e ai servizi offerti da Portobello, la gestione dello spazio C-Office (materiale informativo e bar). In caso di tempi morti è possibile che si richieda al volontario/a di affiancare i colleghi impegnati in altre attività. Competenze richieste: disponibilità, predisposizione alla mediazione culturale e alle relazioni interpersonali, senso pratico, propositività e creatività. Si richiede la disponibilità a coprire almeno un turno per settimana di almeno 3 ore negli orari di apertura. Cura, pulizia e gestione degli spazi sono compiti condivisi.

 

 

 

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