Sindone, nuova datazione compatibile con l’epoca di Cristo


Brumat 2Nuova datazione sulla Sindone compatibile con l’epoca di Cristo

La Sindone non è l’immagine di un uomo medievale, come sostiene da 25 anni la comunità scientifica americana, inglese e svizzera dopo la datazione al Carbonio 14; ma quella di un uomo vissuto tra il 283 a.C. e l’anno 217 dopo Cristo, arco di tempo compatibile con la presenza di Gesù in Palestina. A invalidare la datazione al Carbonio 14 eseguita nel 1988 nei laboratori di Tuxon, Oxford e Zurigo sono gli studi statistici e tre diverse datazioni chimiche e meccaniche elaborate tra il 2009 e il 2013 dalle Università di Padova, Bologna, Modena, Udine, Parma e Londra, coordinati dal professor Giulio Fanti (nella foto). Questi studi evidenziano errori metodologici nelle analisi che precedentemente datarono la Sindone tra il 1260 e il 1390. Si tratta di risultati ottenuti grazie a un progetto dell’Ateneo padovano da 54.000 euro, che ha permesso di concentrarsi sulla datazione della Sindone. Con i ricercatori delle Università di Londra, Parma e Udine abbiamo dimostrato l’origine della divergenza di oltre 200 anni tra i laboratori dell’Arizona e di Oxford nel responso al Carbonio 14 dice il prof. Fanti Un modello di statistica robusta ha evidenziato la tendenza sistematica alla variazione: se per pochi centimetri di tessuto si hanno differenze di 200 anni, sono probabili variazioni di millenni lungo i 4,5 metri della Sindone, probabilmente provocati dalla misteriosa energia che produsse l’immagine.

La datazione chimica e meccanica ha coinvolto gli Atenei di Bologna e Modena. In tutto il mondo non esistevano strumenti capaci di eseguire cicli di trazione su singole fibre di lino provenienti dalla Sindone, così ne abbiamo progettato e costruito a Padova uno ad hoc. Col microscopio petrografico ho poi separato le polveri sindoniche da altre particelle aspirate; montate le fibre su speciali supporti abbiamo effettuato le prove  prosegue il professor Fanti  dopo aver testato una ventina di antichi tessuti: bendaggi di mummie egizie del 3.000 a.C., lini di Masada (Israele, 70 d.C.) e tessuti più recenti da cui si sono prelevate  fibre di lino. Scelti 5 parametri meccanici abbiamo ottenuto curve diverse dipendenti dall’età dei campioni: poi abbiamo misurato le corrispondenti proprietà meccaniche della Sindone trovando il punto corrispondente sulla scala. Per la datazione multiparametrica meccanica è emersa la data dell’anno 400 con un’incertezza di più o meno 400 anni.

Fibra lino Sindone diametro 15 micrometriUtilizzando diversi spettri è stata poi misurata la concentrazione di particelle di particolari gruppi atomici delle fibre di lino. I primi hanno espresso l’anno 200 a.C. con un’incertezza di più o meno 500 anni; i secondi il 300 a.C. con oscillazioni in avanti e indietro di 400 anni. Combinando le tre analisi risulta la data media del 33 a.C. con un’incertezza di più o meno 250 anni. (nella foto fibra di lino della Sindone, del diametro di 15 micrometri).

Indagini mineralogiche sulle polveri sindoniche hanno evidenziato tracce di minerali compatibili con polveri raccolte a Gerusalemme e al Santo Sepolcro; analisi del Dna hanno rivelato la permanenza della Sindone in Medio Oriente e l’analisi del polline (con presenze di quello del cedro del Libano) ne ha confermato l’esposizione in regioni mediterranee. (foto di Annalisa Fanti).

Brumat 1Il professor Giulio Fanti, che assieme al vaticanista Saverio Gaeta parla di questi sensazionali risultati nel libro “Il mistero della Sindone” edito da Rizzoli, si attende ora le conferme di altri scienziati che analizzeranno indipendentemente altre aree del tessuto sindonico. Il ricercatore padovano, docente di Misure meccaniche e termiche al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, non è nuovo a ricerche sulla Sindone. Così sintetizza quelle eseguite nel 2012 volte a capire l’origine di quella misteriosa immagine: Abbiamo effettuato decine di prove nel laboratorio padovano di Alte Tensioni, dimostrando che se volessimo imprimere su un tessuto un’immagine analoga, sarebbe necessaria una scarica elettrica cento volte superiore a quella di 300.000 Volt a cui abbiamo sottoposto alcuni teli di lino. Il mistero quindi, si riapre.

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Una risposta a “Sindone, nuova datazione compatibile con l’epoca di Cristo

  1. Se la Gioconda è anche un ritratto al femminile di Leonardo, il più antico dei morphing,
    allora potrebbe essere considerato lo specchio “magico” della Sindone. La Gioconda e la Sindone conterrebbero, in modo nascosto, lo stesso volto. Come lo specchio magico della matrigna di Biancaneve, la Gioconda indicherebbe il più bello del reame. Se la Sindone è autentica reliquia della morte-risurezzione di nostro Signore, allora il volto raffigurato è veritiero per definizione. Ne consegue che Gesù e Leonardo verso il termine della loro vita erano simili nel volto. Mentre se è opera umana, esiste un limite temporale per la sua creazione. L’incendio della cappella francese di Chambéry del 1532, dove era custodita e fu danneggiata, rappresenta l’orizzonte degli eventi, la data limite della sua origine. E’ quindi possibile l’attribuzione a Leonardo, per i seguenti motivi:
    Iconografici. Il volto sindonico rimanda all’immagine di Leonardo.
    Le proporzioni del corpo sarebbero corrispondenti all’Uomo Universale di Leonardo, riprodotto sul retro della moneta da un EURO italiana. Nella figura della Sindone,
    una mano sembra avere le dita più lunghe dell’altra, come nel ritratto di Cecilia Gallerani. L’immagine della ferita al costato ricorda l’urlo di uno dei guerrieri al centro della Battaglia di Anghiari, come appaiono da alcuni disegni originali dei combattenti della Battaglia conservati al museo delle Belle Arti di Budapest, e nella probabile parte del cartone raffigurante la testa di guerriero conservata a Oxford, Ashmolean Museum.
    Ricorsivi. La figura individuabile nella zona plantare destra
    sarebbe l’autoritratto di profilo dell’autore.
    Magici. La Sindone e l’Autoritratto sono custoditi a poche decine di metri l’uno
    dall’altro, essendosi ritrovati dopo secoli tutti e due nel centro storico di Torino. L’Autoritratto è conservato nella Biblioteca Reale e la Sindone nell’attiguo Duomo. Entrambi gli oggetti esposti, con grandi precauzioni, al pubblico solo in eventi particolari. Se è autentica reliquia-miracolo, non si può escludere a priori,
    l’intenzione dell’Autore di farne un’opera d’arte paragonabile ai maestri del
    Rinascimento.
    Nell’ipotesi che l’autore sia Leonardo, il volto di Gesù impresso sulla Sindone, sarebbe “vero” per la “magia” realizzata dall’artista. Il volto sarebbe simile a quello di Leonardo, che ne sarebbe il modello. Avrebbe realizzato l’ennesimo viaggio temporale. Un genio, consapevolmente o meno, ne avrebbe ritratto un Altro trasfigurandosi, realizzando una straordinaria icona. Tramite gli artisti la materia si farebbe verbo. Un concetto caro a Papa Paolo VI. Inoltre, se il professor Alinei ha potuto sostenere, che la Gioconda è una donna morta, ritratta come viva, un “non vivo”, nella Sindone, invece, avremmo un
    Uomo vivo, ritratto come morto, un “non morto”. Cfr. Ebook (amazon) di Ravecca Massimo. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.
    Solleva la pietra, e là mi troverai, taglia il legno ed io sono là. Proclama Gesù, secondo il Vangelo apocrifo di Tommaso.

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