25 miliardi di euro per la Difesa


soldati_1142L’Italia ha davvero bisogno

dei soldati digitali?

Le famiglie italiane non riescono ad arrivare a fine mese? Peggio per loro. Negozi e aziende chiudono? Ce n’erano troppi. Imprenditori e padri di famiglia sul lastrico si uccidono? Non reggono allo stress. Questo si chiama cinismo. E come si chiama il progetto di spesa di 25 miliardi di euro per digitalizzare l’esercito, lanciare alcuni satelliti spia e realizzare un nuovo missile che il governo tecnico Monti, in silenzio, ha passato come testimone al secondo nuovo governo non votato dagli italiani?

In silenzio perché nessuno, prima de L’Espresso, ne aveva fatto parola. E come si fa a spiegare agli italiani che si taglia la Sanità, si lasciano gli esodati senza stipendio e senza pensione, non si investe sulle imprese e non si incentivano i consumi, ma si è pronti a spendere 25 miliardi di euro per digitalizzare 30.000 soldati, per lanciare i satelliti spia Sicral e Skymed che si aggiungono a quelli già orbitanti e per progettare il missile terra- aria Meads anche se si sa in partenza che resterà soltanto un prototipo?

L’Italia dovrebbe essere un Paese di pace, eppure oltre ad essere l’ottavo esportatore mondiale di armi dopo Usa, Russia, Germania, Francia, Cina, Gran Bretagna e Spagna (con il 2% del totale), progetta per sé sofisticati sistemi militari e di spionaggio, ammirati perfino dagli americani. Abbiamo già in orbita i satelliti militari spia della serie Cosmo Skymed che stanno per essere seguiti da altri due modelli e dagli italo- francesi Helios2 che fotograferanno la Terra di notte con gli infrarossi. Nel 2012 in piena crisi, il governo Berlusconi aveva firmato per l’acquisto del satellite spia israeliano Opsat 3000 costato (pare) 350 milioni di euro, mentre l’anno prima era già stato deciso lo stanziamento di 13 milioni e mezzo per il satellite italiano Opsis. Non si è ancora spenta l’eco di sdegno per l’acquisto dei 131 (poi diminuiti) cacciabombardieri F35 al costo di 15 miliardi e per i 600 milioni di costo del missile terra- aria Meads, che ecco all’orizzonte strategie da guerra del futuro, capitanate dal progetto Forza Nec da 22 miliardi di euro, che dovrebbe rendere digitali (cioè interconnessi uomini-mezzi-armi, 30.000 soldati italiani. Insomma un nuovo videogame di guerra fatto però di persone reali che andranno in battaglia in giro per il mondo come già avviene da anni nelle cosiddette missioni di pace dove i nostri caccia mitragliano e sparano razzi e bombe in spregio all’articolo 11 della Costituzione italiana.

Ad imporre al governo tecnico Forza Nec è stato il ministro della Difesa ammiraglio Gianpaolo Di Paola e il progetto sarà gestito in esclusiva dalla Selex Es, società di Finmeccanica, senza gare di appalto. Da oggi al 2031 tutto ciò che l’Esercito comprerà passerà attraverso il programma Forza Nec, mentre gli armamenti convenzionali che non si useranno più, probabilmente saranno venduti ai Paesi più poveri di noi.

La maggior parte dei soldi, a quanto pare, è messa dal Ministero dello Sviluppo Economico.

215394_10151590663037855_869918908_nLe dotazioni del soldato digitale

Tra le chicche del ciber- soldato ci sono il mirino Specter collegato ad una microtelecamera ad infrarossi; ci sono gli occhiali per la visione notturna montati sugli elmetti dotati pure di una radio miniaturizzata per il collegamento con i superiori; navigatori gps piazzati su una spalla e telemetri sul lanciagranate per la correzione automatica del tiro.

I comandanti potrebbero avere un tablet con touch screen in collegamento con le truppe. Per una ventina di questi prototipi che hanno già reso digitali 558 soldati, sono stati finora spesi 325 milioni di euro. Inutile dire quanto sia “prezioso” uno di questi militari: un solo soldato così attrezzato con le apparecchiature hi-tech suddette, vale 500.000 euro. E inutile dire quante cose utili per la popolazione civile si sarebbero potute fare con quei 325 milioni e con gli altri 500 previsti per proseguire nei prossimi due anni il progetto.

Per chi obietta che questi sono sistemi da offesa (simili a quelli che abbiamo visto indossare dai Marines in Iraq e Afghanistan) i fautori dell’armamento a tutti i costi ribattono presentando due programmi di contraerea, quindi difensivi: il missile europeo Samp-T che con 1.200 milioni di euro per 5 batterie operative protegge le città di Roma e Milano; e il nuovo missile italo- tedesco- americano Meads progettato dalla Lockheed e costato finora all’Italia 593 milioni di euro. In quest’ultimo caso sono stati soldi buttati dalla finestra visto che perfino Obama ha detto no ad altri stanziamenti. Il paradosso è che, mentre il colosso americano ferma i motori, i governi di Berlino e Roma hanno fatto pressione perché il progetto (e quindi la spesa) andasse avanti: gli americani hanno investito ancora 400 milioni di dollari per evitare la penale rompendo il contratto. Ma si tratta di fondi destinati solo al completamento dello studio dello speciale radar con tecnologia tedesca. Per approfondimenti: La trasformazione delle Forze Armate: il programma Forza Nec, di Michele Nones e Alessandro Marrone http://www.iai.it/pdf/Quaderni/iaiq_02.pdf

iraq-marines1-40604Petizione popolare

Ora c’è una petizione popolare per dire no a questo sperpero di denaro pubblico:

http://www.change.org/es-LA/peticiones/presidenza-del-consiglio-italiano-no-a-25-miliardi-di-euro-per-esercito-digitale-satelliti-spia-e-missile

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