Italia e diritti umani


sanatoria-2012-per-immigrati-clandestini-domande-a-partire-dal-15-settembreL’Italia dei diritti umani violati

C’è poco da essere allegri. Anche sul fronte dei diritti umani l’Italia non brilla. Il rapporto 2013 di Amnesty International sul nostro Paese, compiuto dopo che delegati di Amnesty International hanno visitato l’Italia in marzo, aprile, giugno, settembre, novembre e dicembre 2012, rileva molte situazioni negative. Ecco alcuni stralci del rapporto http://rapportoannuale.amnesty.it/2013/italia

Risulta che 1) i Rom continuano a subire discriminazioni (segregati in campi, sgomberati con la forza e lasciati senza casa), 2) Le autorità non proteggono i diritti di rifugiati, richiedenti asilo e migranti, 3) Il reato di tortura non è stato ancora introdotto nel Codice Penale e non si è creato un organismo nazionale indipendente per i diritti umani, 4) Non sono state adottate misure sistemiche per impedire le violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell’ordine e per garantire l’accertamento delle responsabilità, 5) È ancora diffusa la violenza contro le donne, in particolare gli omicidi.

rom-sgomberoDiscriminazioni

Varie centinaia di Rom sono stati sgomberati con la forza e molti sono rimasti senza casa. Campi autorizzati hanno continuato a essere chiusi senza salvaguardie legali e procedure adeguate e i Comuni hanno continuato a escludere molti Rom dall’assegnazione di alloggi di edilizia popolare. I diritti dei Rom sono stati violati durante lo stato d’emergenza (dal 2008 al 2011) in cinque regioni italiane. A Roma il Comune ha attuato numerosi sgomberi forzati di campi informali senza un’adeguata consultazione preventiva e nonostante l’opposizione di Ngo, della Chiesa cattolica e del governo nazionale.

Appello-della-Caritas.-In-strada-13mila-rifugiatiRifugiati

Molti rifugiati e richiedenti asilo, inclusi minorenni, hanno continuato a vivere in condizioni difficili e d’indigenza, e ciò ha fatto sì che i tribunali di alcuni paesi europei abbiano fermato il loro rinvio in Italia, per evitare a queste persone di finire in situazioni di grave disagio. Spesso le autorità non si sono fatte carico delle loro necessità e non hanno tutelato i loro diritti e le condizioni nei centri di detenzione per migranti irregolari sono risultate ben al di sotto degli standard internazionali. Le tutele legali per il rimpatrio dei migranti irregolari nei paesi d’origine sono state violate in molte occasioni. I lavoratori migranti sono stati spesso sfruttati e la loro possibilità di accedere alla giustizia è rimasta inadeguata. Le politiche migratorie dell’Italia non hanno rispettato i diritti dei migranti all’occupazione, a condizioni di lavoro eque e favorevoli e alla giustizia. A settembre, il Commissario del Consiglio d’Europa per i diritti umani ha criticato il trattamento riservato a rifugiati, richiedenti asilo e migranti, citando la mancanza di misure per integrare i rifugiati e per affrontare il loro stato d’indigenza, le condizioni degradanti di detenzione per i migranti irregolari e il rischio di abusi dei diritti umani a causa di accordi con paesi quali Libia, Egitto e Tunisia.

abu_omar.jpg_415368877Rapimenti di Stato

Il 19 settembre 2012, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna in appello in contumacia di 22 agenti della Cia, di un ufficiale militare americano e di due agenti dei servizi segreti italiani per il rapimento di Usama Mostafa Hassan Nasr (noto come Abu Omar), avvenuto a Milano nel febbraio 2003: trasferito dalla Cia in Egitto fu torturato. La Corte ha anche ordinato un nuovo processo per due funzionari al vertice dei servizi segreti italiani e per altri tre funzionari di alto grado, per lo stesso rapimento.

A settembre, il Parlamento europeo ha esortato l’Italia e altri stati membri dell’Eu a rivelare tutte le informazioni necessarie in merito a tutti i voli sospetti legati ai programmi di rendition e detenzione della Cia; a indagare efficacemente sui ruoli svolti dai governi nelle operazioni della Cia; a rispettare il diritto alla libertà d’informazione e a rispondere alle richieste d’accesso alle informazioni.

iraqtorture1Torture e maltrattamenti

A ottobre, il parlamento ha approvato la ratifica del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura ma non ha introdotto il reato di tortura nel codice penale, come la Convenzione richiede. Non sono state adottate misure sistemiche per impedire violazioni dei diritti umani da parte della polizia né per assicurare l’accertamento delle responsabilità. Le condizioni di detenzione e il trattamento dei detenuti in molti istituti di pena sono state disumane e hanno violato i diritti dei detenuti, compreso quello alla salute.

giotto00G8 di Genova

Il 5 luglio, la Corte di Cassazione ha confermato tutte le 25 condanne d’appello contro alti funzionari e agenti di polizia responsabili delle torture e altri maltrattamenti inflitti a manifestanti il 21 luglio 2001. Gli ufficiali superiori sono stati condannati a pene tra i 3 e i 5 anni di reclusione, per aver falsificato i documenti d’arresto. Tuttavia, grazie a una legge d’indulto approvata per diminuire il numero dei detenuti, che prevede la riduzione di tre anni delle condanne, nessuno è stato incarcerato, sebbene tutti siano stati sospesi dal servizio per 5 anni. Le condanne in appello per lesioni personali gravi inflitte a nove agenti sono cadute in prescrizione annullando così anche la sospensione dal servizio.

Sparatoria-parco-Lambro-Milano-638x425Uccisioni illegali

L’inadeguatezza delle indagini su alcuni decessi durante la custodia hanno impedito di accertare le responsabilità di agenti di polizia e guardie carcerarie. Questi i casi rilevati nel 2012: il 13 febbraio, il ventottenne cileno Marcelo Valentino Gómez Cortès, disarmato, è stato ucciso da colpi d’arma da fuoco esplosi da un agente della polizia municipale di Milano. A ottobre, l’agente è stato riconosciuto colpevole di omicidio dopo il processo di primo grado e condannato a 10 anni di carcere, ora in attesa dell’appello.

A marzo, un agente di custodia è stato ritenuto colpevole di omissione di soccorso e di falsificazione di atti d’ufficio per la morte di Aldo Bianzino, deceduto nel 2007 in un carcere di Perugia due giorni dopo l’arresto: l’agente è stato condannato a 18 mesi di reclusione con sospensione della pena. Il processo ha rivelato le lacune dell’indagine iniziale sul decesso. La famiglia ha portato avanti una campagna per la riapertura del caso.

Ad aprile, un giudice di primo grado ha prosciolto un medico dall’accusa di omicidio colposo, per aver prescritto un farmaco sbagliato a Giuseppe Uva, morto poco dopo essere stato fermato dalla polizia a Varese nel 2008. Il giudice ha ordinato una nuova indagine sul periodo intercorso dal momento dell’arresto all’arrivo in ospedale. L’autopsia eseguita nel dicembre 2011 aveva rivelato che la vittima poteva essere stata stuprata e sottoposta a maltrattamenti.

Violenza_sulle_donne_Manifesto2Violenza contro le donne

La violenza contro le donne è rimasta diffusa e nel 2012 sono stati registrati circa 122 casi di omicidio.

562484_10201071256568987_1510000717_nManca un organismo per i diritti umani

Organismi internazionali, tra cui l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, hanno criticato l’Italia in molte occasioni per non aver creato un’istituzione nazionale per i diritti umani, in ottemperanza a quanto richiesto dagli standard internazionali.

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