Pesticidi, i rischi


pesticidiPesticidi. Ci si ammala di più? Non importa, la produzione cresce

Tutti parlano con paura e sospetto dei pesticidi, fonte di malattie dal momento in cui i loro veleni entrano nella catena alimentare; pochi parlano di quanto siano pericolosi per chi per lavoro li maneggia e per chi vive vicino ai campi dove vengono diffusi. Eppure nonostante questi allarmi, il mercato mondiale di pesticidi è in aumento. Nel 2011 era di 33 miliardi di euro, +13,6% rispetto al 2010. Il 27,7% di questo volume d’affari interessa l’Europa: prima davanti all’Asia, all’America Latina, all’America del Nord e all’Africa. Gli Usa sono il Paese che li consuma di più, poi seguono India, Francia e Germania. Ma in rapporto alla superficie coltivata, è il Giappone, con 12 kg per ettaro, il primo consumatore di pesticidi davanti all’Europa (3 kg per ettaro), agli Stati Uniti (2,5) e all’India (mezzo kg per ettaro). Da noi a dominare il mercato fitosanitario sono erbicidi e fungicidi: e ricerche condotte in USA, Canada, Australia, Finlandia, Danimarca, e in altri Paesi, dimostrano che insetticidi, erbicidi e fungicidi sono i pesticidi più dannosi alla salute.

Anche se le industrie produttrici lo smentiscono, i pesticidi sono presenti in molti casi di cancro, malattie del sangue, disturbi neurologici, difetti alla nascita, ecc.

Purtroppo la completa composizione di questi prodotti nocivi non viene scritta sui sacchi di antiparassitari, dal momento che alla salute umana si preferisce anteporre come al solito l’interesse economico, ossia la segretezza delle formule commerciali. E nell’Europa comunitaria un solo Paese non può reclamare il diritto di conoscere quali composti vengono usati per uccidere i parassiti per avere maggiori quantità di colture.

Intanto nella popolazione maggiormente sottoposta a queste sostanze (agricoltori, operai addetti alla produzione di pesticidi e residenti in zone agricole) è dimostrato un rischio aumentato di leucemie. L’epidemiologa Sylvaine Cordier dell’Inserm (Université Rennes-I) precisa: Il fatto che il padre o la madre sia stato esposto per lavoro ai pesticidi aumenta nei neonati dal 30 al 53% il rischio di tumori cerebrali alla nascita o, in seguito, la comparsa di leucemie. Nei casi meno gravi, i neonati presentano anche difetti motricità, deficit cognitivo, iperattività.

La letteratura scientifica internazionale concorda nel dire che tra gli agricoltori e lavoratori che maneggiano i pesticidi vi è una “forte presunzione” di causa-effetto rispetto all’insorgere di cellule maligne linfoide (linfoma non-Hodgkin) e nella prostata. Tra questi operatori sta anche aumentando il rischio di mieloma multiplo e del morbo di Parkinson.
Nella regione vinicola francese della Gironda che fa grande uso di pesticidi, si nota ad esempio che l’incidenza di queste malattie è tre volte più alta della media nazionale e che tra il 2000 e il 2007 è aumentata del 17%.

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Una risposta a “Pesticidi, i rischi

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