Ustica, l’Italia paga


1340722599bUstica, il governo costretto a pagare le vittime

 

Sono passati esattamente 33 anni, era la sera del 27 giugno 1980 quando il dc9 Itavia esplodeva in volo prima di atterrare a Palermo, partito da Bologna. Il mare al largo dell’isola di Ustica, assieme agli 81 tra passeggeri ed equipaggio, ha inghiottito anche la verità sugli autori di questa ennesima strage impunita. Autori quasi certamente stranieri, stando alle rilevanze emerse nel processo. Oggi, 29 giugno, il governo italiano ha annunciato che non intende impugnare la sentenza definitiva con cui la Corte di Cassazione ha condannato lo Stato a risarcire i familiari delle vittime di Ustica 353640747_d29bf6ad39_o(nella foto sopra il titolo lo zoccolo di una passeggera recuperato in fondo al mare). I 42 familiari delle vittime quindi potranno ottenere il doveroso indennizzo, ossia 100 milioni di euro complessivi. Peccato che la prima delle spiegazioni dell’intenzione di pagare a chi ha perso genitori, fratelli, figli e nonni, sia di natura giuridica: Questa determinazione – dice la nota di Palazzo Chigiè motivata da ragioni giuridiche, in quanto un ricorso per revocazione in questa situazione processuale potrebbe apparire meramente dilatorio ed esporrebbe lo Stato a ulteriori spese. Poi fortunatamente si dice anche dell’altro: Ma soprattutto è motivata da ragioni di ordine etico, per il dovuto rispetto alle vittime e ai loro familiari. La sentenza definitiva della Cassazione andrà semplicemente eseguita. E ci mancherebbe altro che lo Stato andasse, per non si sa bene quale motivo, contro la sentenza definita della Corte di Cassazione. Lo Stato semmai avrebbe dovuto anticiparla, dichiarandosi pronto a pagare per le vite umane innocenti sacrificate in nome di una probabile battaglia internazionale ingaggiata sui cieli d’Italia, Paese a sovranità sempre più limitata. La verità processuale, ultima e definitiva, è che il Dc9 Itavia venne abbattuto da un missile o dalla collisione di un altro aereo durante un’azione di guerra. Condannando i ministeri della Difesa e dei Trasporti, il tribunale ha parlato di loro negligenza per non aver impedito che il fatto avvenisse e di aver ostacolato l’accertamento dei fatti. A Bologna nel Museo per la memoria di Ustica, sono conservati, oltre ai resti del velivolo, le tracce dei suoi passeggeri e la storia dell’accaduto.

http://www.museomemoriaustica.it/museo.htm

 

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