Golpe Egitto


4790544-3x2-700x467Egitto, colpo di Stato con fuochi d’artificio

Morsi Game Over, gioco finito. E’ la scritta verde, composta con luci al laser, che campeggia in queste ore al Cairo, nel cuore dell’Egitto che sta vivendoun golpe militare per la seconda volta in due anni. Il presidente islamista Mohammed Morsi, eletto democraticamente all’indomani della destituzione di Hosni Mubarak, è stato posto oggi agli arresti domiciliari; o per lo meno non è più al potere. L’ultimatum lanciato dall’esercito che aveva ordinato al presidente di accogliere le istanze popolari (manifestazioni con milioni di partecipanti e centinaia di morti) alle 18 era caduto nel vuoto, così un’ora più tardi si sono mossi alla volta del palazzo mezzi blindati e centinaia di soldati; la piazza lì sotto c’era già da tempo. Con lui hanno il divieto di lasciare il Paese il leader dei Fratelli Musulmani Modammed Badie e il suo vice Khairat al-Shater. In queste ore di caos, piazza Tahrir – centro nevralgico della protesta de Il Cairo, è piena di folla che festeggia, con fuochi d’artificio, luci laser, urla e canti da stadio, mentre da ore i carrarmati sono schierati davanti alla televisione di Stato che è stata di fatto svuotata; e da poco il cielo della capitale è sorvolato da elicotteri Apache. Il presidente, alle 19,30, era ancora nella sede della Guardia nazionale. Il gotha dei Fratelli Musulmani intanto è stato arrestato. Alle 21 ora italiana, un colonnello dell’esercito alla tv nazionale ha spiegato come si è svolto il golpe a seguito del rifiuto del presidente ad accogliere le istanze del popolo. L’ufficiale ha ricordato che il consiglio militare, con tante speranze, aveva incontrato Morsi. Ora il piano militare prevede i seguenti punti: 1) congelamento della Costituzione che il governo appena spodestato voleva cambiare; 2) giuramento del capo della Corte Costituzionale davanti al nuovo consiglio di presidenza; 3) formazione di un governo di unità nazionale; 4) preparazione di elezioni parlamentari da parte del governo di unità nazionale; 5) preparazione di uno statuto che garantisca trasparenza, inserisca i giovani nei posti di comando e formi un comitato di personalità conosciute e apprezzate. Le forze armate egiziane chiedono alla popolazione di continuare pure nelle manifestazioni, ma senza violenze: pena la dura punizione per le illegalità. Il breve discorso è finito con: Dio protegga l’Egitto, la pace sia con voi.  Video piazza Tahrir 3 luglio

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