Marjuana, calma il dolore


foto alessio nanniLa medicina che ti porta in prigione

 Un dolore continuo che non ti lascia mai. Da 34 anni. Non è una malattia, ma inesorabilmente lo diventa: anche per colpa dei farmaci usati per alleviarlo. Il racconto di Alessio Nanni (in foto), una storia che potrebbe essere quella di chiunque di noi, parte nel 1979 quand’era un vivace ragazzo di 16 anni, figlio di un muratore e di una casalinga di Cortona in provincia di Arezzo. Smessi gli studi da geometra, Alessio lavora prima in una carrozzeria e poi in una ditta edile. Una sera, l’8 novembre 1979, la sua vita cambia per sempre. Mentre va al bar dagli amici, l’auto di una ragazza che quel giorno festeggiava il suo compleanno, lo investe. Come nei film: Alessio sviene e si risveglia in un letto d’ospedale. E’ in fin di vita: polmone perforato, dieci costole rotte, l’emorragia polmonare che rischia di farlo morire soffocato. Ma il suo destino è nelle mani di Lucio Consiglio, il chirurgo che lo salva.

Dopo 15 giorni di totale immobilità ecco un’altra sorpresa: la milza si rompe. Nuovo intervento, ancora trasfusioni e terapie più potenti. Inizia il calvario di quel ragazzo che oggi è un uomo di 50 anni, sposatosi 4 anni dopo l’incidente e padre di una ragazza, Denise. Da quella milza spezzata – mi racconta – sono iniziati i problemi psicologici e di post trauma. Una lunga convalescenza, moltissime visite di controllo, psichiatra, psicologo, avvocati, assicurazione. Ma soprattutto sono iniziati vari dolori costanti e permanenti specialmente in corrispondenza della milza mancante e delle dieci costole rotte. Ricordo nitidamente che lo psichiatra dopo pochi mesi mi prescrisse una serie di psicofarmaci: quello per dormire quello per star sveglio quello per stare tranquillo… In pochissimo tempo mi accorsi che quei farmaci mi avevano radicalmente cambiato: non avevo più emozioni, pensieri, idee, istinti, ero quasi diventato un automa. Così interruppi la cura, ma credo di esserne comunque rimasto intossicato: antibiotici, antidolorifici, trasfusioni, operazioni chirurgiche, raggi X. L’intossicazione ha per sempre compromesso qualcosa nel mio corpo e nella mia mente, costringendomi a pensare costantemente come poter recuperare forza ed energia per avere una vita normale.

 

Alessio si è così avvicinato a salutismo, nuovi modelli alimentari, filosofia, ecologia, etica, rimedi per il suo trauma. Divenni vegetariano al punto che oggi sono quasi vegano, ma il mio sogno è diventare fruttariano. Cercavo di avere una vita normale, evitando droghe pesanti e alcool; ero orientato verso i prodotti biologici. Tra le ricette alternative al dolore, per caso entrai in contatto con la Cannabis e sin da subito ne percepii un sollievo: non dava effetti collaterali e placava dolore e ansia, contrastava l’astenia, i dolori notturni, le nausee, i mal di testa costanti e stimolava l’appetito. Abbassa lo stress e la depressione che a volte vuol prendere il sopravvento nella tua vita. E poi le ultime ricerche evidenziano che il thc (suo principale principio attivo) uccide le cellule tumorali alla loro nascita. Secondo un recente studio tedesco pare che faccia perfino aumentare le cellule neuronali.

 

Ma se da un lato Alessio dice di aver trovato benefici dalla Cannabis – Marjuana (fumandola, mangiandola come biscotto o prendendola come infuso) dall’altro si è scontrato con l’ignoranza e l’ipocrisia della gente, con l’assenza di diritti, la mancanza di assistenza.  

 

A 25 anni, nel pieno della mia voglia di vivere, con una famiglia a cui pensare e un futuro da costruire, subii un altro trauma psicologico da parte dello Stato: fui arrestato per il possesso di 2 piantine di 15 cm. di Cannabis e un po’ di Hashish che quasi tutti sanno essere molto meno pericoloso del tabacco ed alcool. Essendo incensurato mi privarono della libertà solo per 5 giorni, per una pianta innocua: ma tanto bastò a farmi ripiombare nella depressione. Ricorsi al mercato nero, l’unica fonte dov’è possibile reperire la terapia a 10 euro il grammo.

 

Negli ultimi anni ho vissuto tra Cortona e Zurigo dov’è abbastanza tollerato l’uso della cannabis e la polizia non fa tanto caso se ne metti una pianta in terrazzo e poi se te ne trovano per uso personale ti  fanno al massimo una multa. Un anno fa alla Procura della Repubblica ho denunciato per accanimento terapeutico il ministro della Salute, un dirigente dell’Usl 8 e un  medico.  Il fatto è che, piuttosto che somministrare la Cannabis la Sanità italiana preferisce proporre come cura antidolorifica iniezioni di Interferone da 1700 euro l’una. Senza parlare delle controindicazioni: un papiro di carta per dirti che, se usi quelle medicine, il cimitero per te si fa più vicino.

 

Una cura alternativa per questi dolori forti e continui (ad Alessio colpiscono anche le articolazioni provocando irrigidimenti muscolari) è un prodotto venduto dalla società olandese Bedrocan. Io però non sono ancora riuscito a entrarne in possesso. Così per alleviare i dolori e poter dormire devo seguire i canali classici del reperimento della Marjuana, con tutti i rischi connessi: compero la  mia  medicina in tutta Europa, ma certo  per  colpa dell’illegalità  a  volte  devi  muoverti  in ambienti  strani e vivi con l’angoscia di passare una  notte in cella. Il Bedrocan 5 grammi a base di cannabis costa 48  euro, la  cannabis  illegale  10  euro  circa  il grammo. La storia di Alessio presto farà parte di un libro di Fabrizio Dentini: Cannabis Terapeutica.

 

 

 

cannabis1Cannabis terapeutica, la situazione italiana

 

Nel nostro Paese solo 4 Regioni prevedono la distribuzione di Cannabis ai malati: Puglia, Marche, Toscana, Liguria. Per il resto in Italia la Marjuana è illegale, anche se l’uso personale e limitato è stato depenalizzato e viene regolamentato dal D.P.R. 309 del 1990. Tuttavia nel 2006 la legge Fini- Giovanardi ha inasprito le sanzioni per produttori (anche di coltivazioni personali), trafficanti, detentori di sostanze stupefacenti e per chi ne fa uso, abolendo di fatto la distinzione tra droghe leggere come la Cannabis e droghe pesanti.

 

Pertanto oggi l’uso esclusivamente personale costituisce un illecito amministrativo che comporta la sospensione del passaporto e della patente (o divieto di conseguirla) e del porto d’armi, da un mese a un anno.

 

La legge Fini-Giovanardi fissa in 5 grammi di sostanza lorda (principio attivo 10%) il limite consentito per il possesso personale di Cannabis. Detenere sostanze stupefacenti che appaiono destinate ad un uso non esclusivamente personale costituisce un reato punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da 26.000 a 260.000 euro; oppure per casi di entità lieve, con la reclusione da uno a sei anni e con una multa da 3000 a 26.000 euro.

 

 

cannabis-flosI vantaggi della Marjuana terapeutica

 

Secondo lo studio del 2006 Cannabinoids in Medicine: a Review of their Therapeutic Potential di Mohamed Ben Amar dell’Università di Montreal, se da un lato gli effetti della Cannabis sulla salute sono deficit d’attenzione e deficit motori, e la Marjuana può fungere da trampolino psicologico per passare dalle droghe leggere a quelle pesanti, dopo 15 anni di studi sulla salute, emerge che i benefici medici della Marijuana sono ormai conclamati. La Cannabis è efficace per trattare nausea, vomito e sindrome premestruale, perdite di appetito, asma e glaucoma. La Marijuana inoltre aiuterebbe ad alleviare i sintomi della sclerosi multipla e delle lesioni al midollo spinale. Nel caso di dolori cronici, artrite, disordini bipolari, cancro al colon e al seno, Aids, depressione, leucemia, Corea di Huntington, tic nervosi, Alzheimer, anoressia, stress post-traumatico, la Cannabis presenta aspetti positivi. Per questi usi sono stati posti in commercio vaporizzatori che permettono di inalarla anziché fumarla. Video intervista al dott. Werner Nussbaumer, medico svizzero che da anni usa questa cura alternativa
Video intervista ai medici dell’ospedale di Casarano (LE) che per primo ha fornito la cura con cannabinoidi. 

 

 

 

 

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