Cosce in affitto


thighvertisingPrestami le cosce, per pubblicità

Ingredienti base: vi servono soldi e non sapete come racimolarli in fretta e legalmente, vivete in una società dei consumi, non siete troppo gelosi del vostro corpo. Avete il necessario per aderire a qualcuna di queste iniziative, oppure potete inventarne di nuove. Ecco qualche esempio.

Molte teenager giapponesi hanno prontamente accolto l’invito Affittateci le vostre cosce per fare pubblicità! fatto dall’agenzia WIT. Si sa, il Giappone è un Paese dove la sessualità è repressa, dove il voyeurismo è fortissimo, dove risulta quasi normale che qualcuno piazzi una microcamera nelle toilettes delle donne o sotto le grate dei marciapiedi e dove le ragazzine che si vestono da collegiali attizzano moltissimo i maschi di tutte le età. E poi a Tokyo, megalopoli di oltre 13 milioni di abitanti, pochi fanno ormai caso alle migliaia di annunci pubblicitari che tappezzano la città e quindi servono continue trovate creative. Ecco perché qualcuno ha pensato che, come spiega il consulente d’immagine Hidenori Atsumi, Le cosce femminili sono un posto assolutamente perfetto per metterci un annuncio, perché è proprio lì che i ragazzi guardano; e le ragazze a loro volta hanno piacere di essere guardate lì. A quanto pare il pubblicitario non ha tutti i torti, se oltre 3.000 giovani donne hanno scelto di diventare pubblicità ambulanti col proprio corpo: inizialmente per sponsorizzare la band americana Green Day e l’uscita del film in dvd Ted.
Gli annunci sono decalcomanie che vanno poste rigorosamente nella fascia di pelle tra l’orlo della gonna corta e la parte superiore di una calza: quel lembo di pelle chiamato Zettai ryouiki, territorio del corpo che prende il nome dai cartoni animati e dai fumetti Manga e che è uno dei feticci più popolari in Giappone.

Per affittare le proprie cosce, le donne devono essere maggiorenni e devono avere  almeno 20 amici sui social network. Gli ideatori del progetto raccomandano di indossare minigonne, tacchi e calze lunghe e di camminare per le strade di Tokyo otto ore al giorno in cambio di un compenso di 92 euro. Video cosce pubblicitarie 

kar-hiresPubblicità corporea, la fantasia non ha limiti

Se c’è un ex professionista di marketing della Florida che dal 2008 ha trovato un nuovo business proponendo compensi per indossare t-shirt sponsorizzate, c’è anche chi, come un’americana dello Utah, è diventata famosa nel 2005 accettando di pubblicizzare con un tatuaggio permanente sulla propria fronte il nome del casinò internet canadese GoldenPalace.com. A Karolyne Smith servivano soldi per mandare suo figlio in una scuola privata; pensava che, quando avesse voluto, avrebbe abbassato la frangia su quella fronte irrimediabilmente compromessa e intanto ha guadagnato 10.000 dollari. Saraharticle-2209233-1537F0FC000005DC-144_964x642Ma questo è stato solo l’inizio di una corsa inarrestabile a prestare il corpo alla pubblicità da parte di tanti altri.

caspost.com-weird-ad-placements-610x300Loghi sul viso

Due ventenni inglesi, Ed Moyse e Ross Harper, in 5 mesi hanno guadagnato 36.000 euro disegnandosi sulla faccia dei loghi aziendali con la vernice.

Senza titolo1Affitto il mio mento

In Cina c’è un cinquantenne che affitta il suo mento per fini pubblicitari: Chang Du intende racimolare 6.000 euro per potersi operare riportando il mento a dimensioni normali dopo la cisti comparsa 8 anni fa e che lo costringe (per la vergogna) a chiudersi in casa.

AyCPImWCEAAY5Z9.jpg_largeUn banner sul pene

Un inglese invece ha offertoil suo penecome spazio pubblicitariopermanenteperun prezzo inizialedi 3.500 euro.Quando ha messo all’asta quel particolare “cartellone”, l’ha reso disponibile per un logo pubblicitario Internet, praticamente per un banner, precisando: Se l’azienda lo desidera, può filmare la realizzazione del tatuaggio. C’è da dire che per aderire all’invito bisogna avere molta fiducia che quell’uomo sia un grande amatore, altrimenti l’investimento sarà un flop.

caspostcom-ad-on-cremation-urnLa pubblicità più estrema

Qui non c’entra direttamente il corpo, ma ci andiamo molto vicino. Malato terminale dicancro, AaronJamisonha venduto ad un’associazione in difesa degli animali lospazio pubblicitariodell’urna in cui sarebbero state contenute le sue ceneri. E tutto per aiutare la moglieapagare le bollette, una volta che lui se ne fosse andato, cosa che è poi davvero avvenuta. I soldi sono bastati a pagare gli 800 dollari della cremazione e alcune spese mediche.

 

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