Hitler morto suicida o esule?


e5HZOo_webHitler si uccise o fuggì?

Alle volte c’è tanta fretta di eliminare le prove della morte di qualcuno: lo è stato nel 2011 per Osama Bin Laden, ma c’è un clamoroso precedente. Hitler.

Perché i sovietici per 23 anni non hanno detto al mondo che Hitler si era ucciso il 30 aprile 1945 nel bunker di Berlino? E perché hanno nascosto per 55 anni negli archivi del KGB gli ultimi resti di quello che dicono essere il suo corpo (mandibola, un pezzo di cranio più brandelli insanguinati della tappezzeria del suo divano)? Perché la macabra messinscena nazista di dare alle fiamme il cadavere? Per cancellare le prove della morte di Hitler e far sì che il mito restasse vivo o per impedire che si risalisse alla vera identità di quei resti? E perché i russi hanno disseppellito e riseppellito i resti di Hitler per ben 8 volte? I dietrologi hanno di che sbizzarrirsi.hitler11

Di certo c’è solo la versione ufficiale sovietica, basata sulle indagini del controspionaggio dell’Armata Rossa svolte in due distinti momenti (nel 1945 “a caldo” e poi nel 1946 su ordine di Stalin). Gli esiti si fondano sull’esame dei denti dei cadaveri trovati sepolti e bruciati nel giardino del bunker della Cancelleria del Reich e sugli interrogatori del fedele cameriere personale del führer Heinz Linge e di altri nazisti presenti negli ultimi giorni in quel bunker. I testimoni raccontarono come Hitler e la neo moglie Eva Braun sposata domenica 29 aprile fossero morti il giorno dopo alle 15,30, sul sofà, entrambe ingerendo cianuro e lui anche con un colpo di pistola in testa: 10 giorni dopo che Hitler ebbe festeggiato in quel bunker il suo 56° compleanno. Traudi Junge, segretaria – infermiera del führer, raccontò più volte anni dopo di aver chiesto a Hitler (appreso della morte del duce) perché non voleva combattere; il suo capo le rispose che era impossibile, si sentiva troppo debole e non voleva rischiare di farsi catturare. In quelle ore, disse la Junge, nel bunker c’era un gran parlare di come farla finita: col veleno o con un colpo di pistola?

Mussolini e Petacci mortiIl precedente di Mussolini

Non essendo disponibili le prove materiali (tranne i pochi resti conservati a Mosca), questa versione nazista è plausibile se si pensa che il capo del Terzo Reich la domenica delle sue nozze (29 aprile 1945, testimoni Goering e Goebbels) aveva saputo che all’alba dello stesso giorno a Milano in piazzale Loreto erano stati oltraggiati i cadaveri dell’alleato Mussolini e della sua amante Claretta Petacci (nella foto sopra). Inoltre solo pochi giorni prima, il 25 aprile 1945, 300 cacciabombardieri leggeri alleati avevano preso di mira e distrutto Berghof, il rifugio di Hitler sulle alpi bavaresi dove il capo del nazismo aveva pianificato molti interventi militari e dove si sentiva al sicuro. Berlino stava per cadere in mano ai russi, difesa ormai solo da vecchi, ragazzini e casalinghe armate. La fine del nazismo era imminente e i gerarchi Goering e Himmler l’avevano tradito: del tentativo di Himmler firmare una pace separata con gli inglesi e gli americani, Hitler aveva saputo proprio nel suo bunker captando Radio Londra. Inoltre era un uomo malato, un ictus l’aveva colpito proprio in quel bunker. A quel punto aveva solo due possibilità: fuggire come altri gerarchi lasciando magari il cadavere di un sosia per evitare di essere cercato; uccidersi per non cadere in mani nemiche e far cremare il corpo per evitare il dileggio capitato al duce. Di fatto i russi trovarono un sosia morto ammazzato da un colpo di pistola in fronte. Di fatto trovarono anche i due corpi sepolti e bruciati, ma bruciati non abbastanza da essere ridotti in cenere: probabilmente perché l’operazione avrebbe richiesto molto tempo e molta benzina e i russi erano vicinissimi; quindi gli occupanti del bunker preferirono mettersi in salvo anziché rischiare la morte all’esterno per alimentare il fuoco. Così seppellirono i corpi carbonizzati, ma non inceneriti.

28715560_121768270235“Traditi” dai parenti, duce e führer si vendicarono

Un fil rouge lega il destino dei due dittatori europei e di due loro parenti che avevano deciso di abbandonarli.  Il primo caso è quello di Galeazzo Ciano, genero di Mussolini. Il conte Ciano, ministro degli Esteri del fascismo, per aver votato al Gran Consiglio contro il duce, fu fatto arrestare da suo suocero sei mesi dopo e finì giustiziato l’11 gennaio 1944 a Verona. Il generale Hans George Otto Hermann Fegelin (nella foto sopra) che nel giugno 1944 aveva sposato Gretl Braun sorella della moglie di Hitler, per non farsi catturare dai russi nel bunker dov’era nascosto Hitler, scappò. Ma Hitler ordinò che il cognato fosse preso e fucilato: ordine che le SS, nonostante i bombardamenti sovietici, eseguirono arrestandolo nella sua casa nell’elegante quartiere berlinese di Charlottenburg, processandolo sommariamente prima di ucciderlo.

Dead HitlerMorto il sosia del führer

I soldati russi erano entrati nel bunker verso le 11 di sera del 1° maggio 1945, 7 ore e mezza dopo il suicidio. Un cadavere molto simile ad Hitler (foto sopra il titolo) venne subito ritrovato tra le macerie, ma secondo i russi si trattava di uno dei tanti sosia di cui il leader si circondava per ragioni di sicurezza. E’ stato invece Ivan Churakov, capo della СМЕРШSMERSH (servizio di controspionaggio dell’Armata Rossa) a trovare i cadaveri di Hitler, della Braun, del cane Blondi Blondiee del suo cucciolo Wolf. Video ritrovamento corpo del sosia di Hitler

H1Hitler drogato e malato

In quel bunker il führer non era solo un topo in trappola; era anche, a 56 anni, un concentrato di malattie. Se per le carie teneva sempre con sé 50 kg di oro prelevati dai morti di Auschwitz (per eventuali otturazioni), per tutto il resto gli stava a fianco con 82 diversi medicamenti il medico nazista Theodor Morell che allora aveva 68 anni e dal quale il 21 aprile 1945 Hitler si congedò dicendogli di raggiungere in borghese il proprio studio al Kurfuerstendamm: lo sostituì a sorpresa con l’altro medico personale, l’SS Werner Haase di 44 anni.

Di quali malanni soffriva il capo del Terzo Reich che era anche ipocondriaco? Contro la depressione prendeva la Metanfetamina, droga stimolante che dà dipendenza e che i nazisti delle forze speciali ricevevano in praline. Gli erano stati asportati due polipi alla gola; aveva i postumi delle ferite degli attentati; soffriva di pressione alta e di morbo di Parkinson; soffriva anche di problemi digestivi e dolori intestinali e nel bunker venne colpito da ictus. Contro il meteorismo assumeva un preparato a base di stricnina e prima dei suoi incontri con Eva Braun assumeva una specie di Viagra ante litteram: testosterone e ormoni di toro.

45696_electing-hitler_u4otpkuoohegc34cxym6cgqbe3ncurxrbvj6lwuht2ya6mzmafma_610x457Mosca 1969: Ecco l’autopsia di Hitler

Tra le poche certezze di questa vicenda, una è che nel 1969 i sovietici pubblicarono il referto dell’autopsia su Hitler eseguita l’8 maggio 1945 all’ospedale militare di Berlino da una commissione diretta dal dottor Faust Sherovsky. Fino al 1968 i sovietici avevano taciuto l’esistenza dei resti di Hitler e quindi per il mondo il dittatore poteva essere ancora vivo.

Si sa anche che il 4 aprile 1970, prima che l’area venisse restituita alla Germania Orientale, Leonid Breznev (su suggerimento del capo del Kgb Andropov e futuro segretario generale del PCUS) ordinò di disseppellire da una caserma russa di Magdeburgo i resti carbonizzati di Hitler, che vennero bruciarli nuovamente e sparsi in cenere nel fiume Elba. Tutto spazzato via dalla storia tranne quattro frammenti di cranio e la mandibola: negli anni Novanta esperti indipendenti dissero che all’80% si trattava proprio dei resti di Hitler. Ma perché tanta fretta di cancellare le tracce di quei resti una volta che si era annunciata al mondo la loro esistenza?

Îòêðûòèå âûñòàâêè "Àãîíèÿ òðåòüåãî ðåéõà. Âîçìåçäèå".In mostra gli oggetti trovati nel bunker

Per sentir parlare di nuovo dei resti di Adolf Hitler bisogna aspettare l’anno 2000. Il 26 aprile a Mosca vennero esposti alcuni oggetti collegati alla morte di Adolf Hitler: dal dossier della SMERSH con tutti i rapporti sui ritrovamenti a quello dell’NKVD prima e del KGB poi sui viaggi delle spoglie. In mostra anche oggetti rinvenuti nel bunker: la divisa di Hitler, le rivoltelle con cui si sono uccisi i Goebbels dopo aver avvelenato i sei figli. Ma quella mostra Agonia del Terzo Reich che avrebbe potuto essere un’ottima occasione per effettuare il test del Dna sui resti di Hitler, non venne sfruttata, alimentando il mistero.

cranio buonoIl cranio non è di Hitler, è di una donna

Peccato che il test del DNA eseguito nel 2009 all’Università del Connecticut dall’archeologo prof. Nicholas Bellantoni (origini siciliane), abbia stabilito che quel pezzo di cranio rinvenuto un anno dopo il ritrovamento dei due cadaveri fuori dal bunker della Cancelleria, era di una donna di meno di 40 anni. Se è vero che Eva Braun ne aveva 33, è anche vero che quel bunker era frequentato da molta gente, donne comprese.

autore LevLe interviste dello storico russo

Ecco le testimonianze raccolte in anni recenti e fino al 1995, dallo storico Lev Bezymenskii (nato nel Tatarstan nel 1920 e morto a Mosca nel 2007), autore di La morte di Adolf Hitler: documenti segreti degli archivi sovietici e già docente dell’Accademia delle Scienze Militari. Durante i giorni della presa del bunker era a Berlino come traduttore negli interrogatori del feldmaresciallo Paulus, di Goering e di altri generali nazisti. I testi seguenti si basano sui suoi scritti e sulle sole versioni ufficiali, di prima mano, scritte in cirillico.

article-2263418-16F98269000005DC-872_634x498Stalin ordinò al controspionaggio: Trovate Hitler!

Le truppe dei dipartimenti SMERSH (controspionaggio militare sovietico, ndr) entrarono a Berlino assieme all’Armata Rossa e ai suoi tank. Un ruolo speciale l’aveva il reparto SMERSH della 3^ Armata, arrivato di rinforzo nell’aprile 1945, con il vice capo degli esperti di sicurezza, colonnello Vasily Gorbushin incaricato di una missione speciale: cercare Hitler. (Foto sopra il titolo scattata nel bunker della Cancelleria del Reich)

Gorbushin, Klimenko e altri erano veterani, ma so che non avevano ricevuto particolari direttive investigative: praticamente han fatto tutto da soli. Cercando negli archivi ho trovato un progetto di Lavrentij Pavlovic Beria (responsabile della sicurezza dello Stato, ndr) dell’aprile 1945 e approvato da Stalin nel regolamento numero 6377 del 2 maggio, 1945, del Comitato di Difesa dello Stato: prevedeva che alcuni comandanti dovessero scovare e punire i criminali di guerra nazisti. Essi erano alle strette dipendenze del commissario del popolo per gli affari interni, cioè di Beria e avevano come vice comandante supremo il generale Ivan Serov. Questa disposizione ha permesso a Serov e a Zhukov di svolgere segretamente tutte le indagini in maggio, riportando i dati su Hitler direttamente a Mosca, a Beria. Il 18 aprile partì l’ordine segreto di trovare i capi nazisti presenti nella lista dei ricercati.

La storia della scoperta dei resti degli abitanti del bunker di Hitler non convince per una serie di motivi. Va tenuto presente che nei primi giorni di maggio 1945 furono redatti documenti in modo sciatto e incompleto e non sono stati poi corretti.

Nel 1965 io ricordavo queste cose quando dopo aver esaminato i documenti, sono andato a cercare gli ufficiali sovietici presenti negli atti e nei protocolli. Il direttore di SMERSH 3°, colonnello dell’esercito in pensione Ivan Miroshnichenko, l’ho trovato a Krasnodar, il suo vice Vasily Gorbushin a Leningrado, il capo della SMERSH del 79° Corpo Ivan Klimenko a Odessa, il suo ufficiale George Aksjonov a Mosca, il dottor Faust Shkaravskogo a Kiev. Le mie registrazioni delle conversazioni, oggi posso usarle mentre alcuni divieti dal 1965 al 1970 sono ancora rimasti.

Dall’interrogatorio del soldato tedesco Paolo Marzek fatto prigioniero il 30 aprile durante gli scontri nel Reichstag, il 1° maggio il responsabile della SMERSH tenente colonnello Ivan Klimenko Isaevich ha appreso che il 28 aprile Hitler fu visto nel cortile della Cancelleria del Reich, mentre assieme a Goebbels teneva un breve discorso a un gruppo di giovanissime reclute giunte ​​per difendere Berlino. Questa testimonianza orientò Klimenko nella sua ricerca del corpo di Hitler.

Goebbels su portaGoebbels trasportato su una porta divelta

Questo il ricordo di George Aksjonov, allora capo della SMERSH 207^ Divisione del 79° Corpo d’armata: La sera del 1° maggio 1945 Klimenko mi ha chiamato dicendomi che d’ora in avanti il mio compito era cercare i capi del Reich e scoprire dov’era Ernst Thalmann (segretario generale del Partito comunista tedesco negli anni 20’ e 30, ma morto nell’agosto 1944 a Buchenwald, ndr). La mattina dopo io e il mio plotone col comandante Ilyin e diversi soldati, appena attraversato il fiume Sprea abbiamo incontrato un russo, che era stato speaker della radio tedesca in lingua bielorussa: divenne la nostra guida e ci portò in un ufficio a incontrare un amico, un funzionario di nome Zim. “Dov’è Hitler?” chiedo. “Non lo so. Si dice che si sia suicidato e bruciato.” Dopo aver ispezionato il bunker siamo saliti in giardino e lì ho notato i corpi di Goebbels e di sua moglie (nella foto sopra il titolo Goebbels è a destra accanto alla moglie e ai 6 figli).

La guida ha immediatamente confermato che si trattava di loro. Mandai subito un rapporto sul caso e poi nel giardino arrivò Klimenko.

Fu la prima scoperta. Abbiamo caricato il corpo di Goebbels su una porta divelta e l’abbiamo portato al carcere di Plettsenzee, sede del reparto SMERSH del 79° Fanteria. Lì, nella cucina della prigione, è rimasto fino all’identificazione formale. Nel primo rapporto scritto a mano la sera del 2 maggio Klimenko scrisse che erano stati trovati i corpi di otto membri della famiglia Goebbels. Klimenko era così felice della sua scoperta che non ispezionò il bunker. L’ha fatto il giorno dopo il tenente Leo Ilyin ufficiale del gruppo dello stesso Aksjonov (107^ Divisione). Il 3 maggio 1945 nel bunker sono stati trovati morti sei figli di Joseph Goebbels e il generale Krebs. Anche loro sono stati portati nella prigione di Plettsenzee. Più tardi vennero qui per la procedura di identificazione formale i generali e gli ufficiali del quartier generale dell’esercito e il personale del 1° Fronte bielorusso, col famoso corrispondente di guerra Martin Merzhanov e con Boris Gorbatov.

Il primo identificatore dei morti è stato il vice-ammiraglio nazista Hans- Erich Voss, rappresentante del grand’ammiraglio tedesco Doenitz arrestato dal controspionaggio della 3^ Armata. Lui ha identificato senza problemi Goebbels, i suoi figli e altri.

Ecco il racconto di Klimenko sugli eventi del 3 maggio: Certo, abbiamo chiesto a Voss, dov’era Hitler. Voss non ha dato una risposta definitiva, dicendo solo che lui stava scappando da Berlino con gli aiutanti di Hitler, che il führer si era ucciso e il suo corpo era stato bruciato nel giardino della Cancelleria del Reich. Dopo l’interrogatorio, il 3 maggio ho deciso di andare a cercare i riscontri di quelle affermazioni.

(Nella foto a fianco una scatola di carte rinvenuta nel bunker) documenti

Siamo arrivati alla Cancelleria del Reich in jeep io, Voss, un ufficiale dell’Intelligence dell’esercito e un traduttore. Siamo scesi nel bunker. Era buio, abbiamo usato una torcia elettrica. Voss si comportava in modo strano, nervoso. Dopo di che siamo andati al piano superiore. Erano circa le 9. Siamo andati fino al grande bacino dove c’erano molti cadaveri. Qui Voss, puntando un morto, ha detto: “Oh, questo è il corpo di Hitler!”col finto Hitler
L’uomo era vestito con una tuta e aveva i calzini rammendati. Allora il vice- ammiraglio ha avuto un dubbio: “No, no, non posso dire con certezza che questo è Hitler”.

Circostanza confermata dal capitano della MV Al’perovich, suo ufficiale dei servizi segreti del personale militare, capo dell’unità investigativa.

La mattina del 4 maggio alcuni prigionieri stavano cercando tra i cadaveri e alle 11 già avevamo sei identità restituite dal giardino della Cancelleria. Andati in quel posto, ma non c’era più il corpo! Camminavo dentro l’edificio. Lì non era permesso perché la Cancelleria del Reich era già stata assegnata alla banda dell’Esercito. Dovevo andare dal comandante, che era in un’altra estremità della Cancelleria. Nella sua stanza giaceva il corpo di un uomo che assomiglia ad Hitler. Tra i sei a cui era stato chiesto di confermarne l’identità, uno solo aveva detto che, forse, era lui; gli altri cinque avevano categoricamente negato. Dagli ufficiali che erano lì ho sentito che attendevano un diplomatico sovietico che avrebbe potuto dare un aiuto. Era quasi mezzogiorno. Con me c’erano il tenente Panasov comandante del plotone e diversi soldati. Uno di questi mi ha chiesto: “Mostrami dove hai trovato Goebbels.” Sono andato con lui nel giardino, entrando nel bunker. In quel momento saliva Ivan Churakov portando alcune carte bruciate. Ho visto che aveva della dinamite e gridai: “Andiamo via, può esplodere! Compagno colonnello, metta i suoi piedi fuori di qui!”

Poi scavò tirando fuori due corpi – un uomo e una donna, entrambe gravemente ustionati. Naturalmente pensai che potevano essere i cadaveri di Hitler ed Eva Braun, anche se pensavo che il corpo sdraiato nella Cancelleria del Reich fosse quello di Hitler. Così ho ordinato che li componessero fianco a fianco dentro delle coperte. Ma abbiamo proseguito nell’individuazione dei cadaveri. E’ ironico, ma la gran quantità di dati sui sosia di Hitler, ha quasi rovinato la ricerca.

resti del bunkerPer le riprese, cadavere spostato all’aperto

Il 4 maggio abbiamo continuato le riprese iniziate il 2 maggio alla Cancelleria del Reich. Quando eravamo con l’operatore Ivan Panov, l’edificio è stato transennato. Entrando, io e Panov abbiamo visto che in una delle camere c’era un cadavere in uniforme. “E’ in corso un riconoscimento – ci hanno detto- E’ probabilmente Hitler.” (nella foto i resti del bunker della Cancelleria, ndr)

All’identificazione lavorava un generale che ha preso un grande foglio di carta e l’ha diviso in due. I tedeschi chiamati a identificare il corpo, dovevano firmare a sinistra o destra – a seconda che ritenessero che fosse o no il corpo di Hitler. La maggior parte di loro non era convinta che si trattasse del führer.

Abbiamo deciso di fare una ripresa, ma l’edificio aveva poca luce, e così ho dovuto spostare il cadavere in giardino. Le testimonianze sono state inviate a Mosca, ma poi ci hanno detto che non era quello il corpo che cercavamo.” Queste riprese si vedono nel film “Le Cronache senza sensazionalismo: Cancelleria del Reich, il cadavere” con un breve commento: “Ma non era Hitler …”

Tra gli ufficiali e i generali del 1° Fronte bielorusso nessuno l’aveva mai visto di persona; a firmare la resa di Berlino sarebbero venuti i diplomatici sovietici che l’avevano visto prima della guerra.

Chi è stato chiamato all’identificazione? In un primo momento, racconta Klimenko, mi hanno detto che si trattava di Vladimir S. Semenov, che divenne ben presto l’Alto Commissario dell’URSS in Germania. Ma Semenov mi ha detto di non aver partecipato all’identificazione. Secondo lui potrebbe essere stato un diplomatico, un altro conoscitore della Germania, Smirnov.

Nell’estate del 1968 incontrando Andrei Alexander Smirnov (allora nostro ambasciatore in Turchia dopo 10 anni a Bonn) gli ho chiesto: “Ha identificato lei il corpo di Hitler nella Cancelleria del Reich?” Lui rispose affermativamente aggiungendo che in quei giorni era consigliere politico del comandante del 1° Fronte bielorusso. Arrivato alla Cancelleria del Reich, il comandante gli mostrò “Il corpo di Hitler”. Naturalmente chiunque avesse visto prima Hitler – continua Andrei – poteva dire che non era lui.

La mattina presto del 5 maggio Klimenko, insieme al suo vice, il capitano Deryabin e l’autista Tsibochkinym tornarono al giardino. Avevano scavato e i due corpi dell’uomo e della donna erano stati recuperati di nuovo. Venne steso un verbale datato 5 maggio, anche se la “scoperta” risaliva al 4 maggio.

Hitler restiTrovati i corpi di Hitler e Braun

Il tenente anziano Aleksej Aleksandrovic Panasovym, Ivan Dmitrievich Churakov, Eugene S. Oleinik e Serouhom Ilya Efremovich, vicino al luogo del ritrovamento del corpo di Goebbels e di sua moglie, avevano trovato due cadaveri bruciati: una femmina e un maschio. Erano cadaveri bruciati malamente, senza elementi che potessero farli individuare. Si trovavano in un cratere di bomba a tre metri dall’ingresso del rifugio ed erano coperti di terra. Nello stesso cratere erano stati trovati anche due cani. (nella foto i resti del presunto Hitler)

MengerhausenIl racconto della guardia del corpo del führer

Il 13 maggio 1945 le pattuglie sovietiche arrestarono la guardia del corpo di Hitler, il soldato Harry Mengerhausen.(nella foto sopra il titolo)

Gli fu chiesto di dire come era stato bruciato e sepolto Hitler. Superata la paura lo ha fatto, guidando gli ufficiali sovietici al cratere, scavato da Ivan Churakov.

I due cadaveri vennero conservati nel Dipartimento di Controspionaggio SMERSH.
Noi, i sottoscritti capo del controspionaggio SMERSH 79 tenente colonnello Klimenko, un ricercatore senior di controspionaggio SMERSH 79 che è anche traduttore e luogotenente Katishev, capo servizio topografico 79 Maj Gabelok, tenente Kalashnikov del  Dipartimento di Controspionaggio SMERSH 79 Oleinik, Churakov, Nawashi, Myalkin, coinvolti nell’identificazione, certifichiamo che
Mengerhausen Harry in questa data ha esaminato il luogo di sepoltura dei cadaveri del Cancelliere tedesco Adolf Hitler e di sua moglie.

Mengerhausen Harry ha detto che dal 10 al 30 aprile del 1945 mentre prestava servizio nell’esercito Gruppo “CC” Mundtke, ha partecipato alla protezione della Cancelleria del Reich e di Adolf Hitler. A mezzogiorno del 30 aprile 1945, nel bunker della Cancelleria, gli fu ordinato di pattugliare il corridoio oltre la stanza di lavoro di Hitler. Ha specificato di essersi fermato alla finestra della sala da pranzo blu, quella estrema, prima della porta che dà sul giardino; e di aver osservato il movimento che avveniva nel giardino. Lo Sturmbannführer Otto Guensche e l’ex segretario personale di Hitler Heinz Linge hanno portato lì il corpo del dittatore e di sua moglie Eva Brown passando per l’uscita di emergenza del bunker.

L’aiutante personale Guensche (nella foto a fianco il maggiore Otto Guensche, morto libero in Germania nel 2003, ndr) Otto Gunschecosparse di benzina i due cadaveri e appiccò il fuoco: nel giro di mezz’ora sono bruciati e li hanno sotterrati nel cratere, che era a circa un metro di distanza dall’uscita di emergenza. Mengeskhauzen ha anche riferito che nello stesso luogo il 29 aprile era stato sepolto il cane di Hitler: un grande pastore dalle orecchie lunghe, il dorso nero, il pelo lucente, morto avvelenato. Il racconto dell’uomo apparve subito veritiero.

salma goebbelsL’autopsia di Hitler e degli altri

A quel punto la ricerca del cadavere di Hitler subì una pausa. Bisognava far intervenire un medico legale. Dato che Mosca aveva saputo del ritrovamento del cadavere di Goebbels non dalla SMERSH, ma da agenzie politiche e di intelligence, gli ufficiali presenti all’esame dei cadaveri nel cortile del carcere di Plettsenzee, vennero istruiti direttamente dal tenente generale Telegin di Mosca, membro del Consiglio del Fronte Militare: avrebbero organizzato loro una visita medica. Telegin convocò il capo del servizio medico, tenente colonnello Faust Shkaravskomu, già esperto di medicina legale nella prima guerra e assistente anziano del Dipartimento di Medicina Legale di Kiev e dell’Istituto di Alta Formazione dei Medici di Kiev, in collaborazione con i docenti della Corte di Kiev con i medici di Amburgo. Ecco il suo racconto. (nella foto l’autopsia di Joseph Goebbels)

“Durante la guerra ero capo medico legale del Fronte Centrale, 1° Fronte bielorusso e forze d’occupazione in Germania. Così nel ‘45 mi trovavo a Berlino e per le mie qualifiche fui chiamato a svolgere l’autopsia del leader del fascismo tedesco e di Goebbels.
In quell’occasione ho aperto 13 cadaveri: Adolf Hitler, Eva Braun, Joseph Goebbels, sua moglie, cinque figlie di Goebbels e il figlio, il penultimo comandante tedesco di Berlino maggiore generale Krebs e i due cani di Hitler.

Ai primi di maggio 1945 (il 2 o il 3, non ricordo), il quartier generale del 1° Fronte bielorusso si trovava in un paesino a 30 km da Berlino. Un giorno mi convocò urgentemente il capo dell’Amministrazione Medica Militare del fronte, generale medico Barabashov. All’arrivo ho trovato il capo della SMERSH e il suo vice molto scortesi; nonostante la mia posizione di alto ufficiale, non volevano parlarmi, né farmi fare qualsiasi autopsia. Non volevano condividere gli allori, perché erano stati loro ad aver trovato i cadaveri di Hitler e Goebbels. Intuivo che l’esame doveva essere particolare, ma non mi mostravano i cadaveri. I padroni di casa mi hanno detto che la storia li avrebbe giudicati per la loro reazione, ma alla fine con difficoltà li ho convinti che ero lì per aiutarli e che se avessimo atteso troppo, i cadaveri sarebbero marciti e avremmo perso le prove che cercavamo. In ogni caso poi mi hanno severamente vietato di fotografare i morti! Ho accettato tutto, solo per eseguire l’autopsia.

Lo stesso giorno, il colonnello vice comandante della SMERSH della 3^ Armata mi ha portato in un piccolo cottage alla periferia di Berlino, sorvegliato da sentinelle, con finestre e porte chiuse. Sul pavimento del piano terra di una stanza priva di mobili, ho visto 9 corpi stesi in un certo ordine: Goebbels, la moglie, i sei figli e il generale Krebs.

C’erano 16 gradi. Per prima cosa ho aperto la finestra per abbassare la temperatura. Poi ho fatto portare del ghiaccio per conservare i cadaveri. Alla sera nella stanza c’era circa una tonnellata di ghiaccio, e così è stato per tutto il tempo fino al 9 maggio, vale a dire prima della data di apertura dell’ultimo cadavere. Era importante far presto perché in presenza di cianuro, la sostanza si dissolve rapidamente nel corpo. Se i cadaveri fossero marciti la storia avrebbe perso molto.

Ho notato subito il colore delle macchie, cremisi brillante, tipica dell’avvelenamento da cianuro. La mia ipotesi è confermata anche dalla presenza di un gradevole odore di mandorle amare, soprattutto sentite chiaramente quando si preme il petto dei cadaveri dei bambini.
Ho atteso invano una risposta da Mosca fino al 6 maggio. Erano stanchi di aspettare anche quelli della SMERSH, che il 7 maggio mi hanno permesso di effettuare le autopsie dei due cani e di due bambini, ma non di Goebbels.

Anche se mi era stato vietato, sono riuscito a fotografare il cadavere di Goebbels e di due figlie. L’autopsia è stata eseguita sotto la mia guida nell’ospedale alla periferia di Berlino.
I figli di Goebbels avevano tra i 6 e i 15 anni: nella bocca di ciascuno c’erano piccoli frammenti di fiale di vetro. Da conversazioni private con gli uomini della SMERSH è emerso che il medico di famiglia di Goebbels aveva avvelenato i bambini con la morfina e poi gli era stata data una fiala di acido cianidrico. Nel sangue di tutti i bambini ho trovato tracce di cianuro.

Cadaveri di Goebbels e di sua moglie: il quadro era simile alle precedenti autopsie, ma entrambi sono stati significativamente carbonizzati. Mi è stato detto che i cadaveri erano stati bruciati nell’incendio nel cortile della Cancelleria del Reich dove li hanno trovati.
Autopsia del maggiore generale dell’esercito tedesco Krebs. La sua divisa era priva di spalline; la causa della morte è avvelenamento da acido prussico.
(Nella foto a fianco il cadavere di Goebbels) cadavere Goebbels

Dal 5 al 7 maggio ho effettuato le autopsie dei due cani e, per ultimi, dei due cadaveri carbonizzati di Hitler e Eva Braun. Nessuna documentazione. Anche qui la stessa immagine, con schegge di vetro in bocca (capsule), un colore brillante cremisi del sangue, l’odore di mandorle amare e la presenza di cianuro: morti avvelenati da cianuro.

Il piccolo cane pastore è morto ucciso da una pallottola che dal petto è arrivata al cranio. Avendo ingerito una fiala di veleno ed avendola probabilmente sputata, il cane sarà stato colto da convulsioni e quindi l’avranno ucciso con la pistola.

Il cadavere di Eva Braun era molto carbonizzato. Presentava penetranti schegge della ferita in vivo, con una ferita al torace, con una grande emorragia nella cavità pleurica e piccoli frammenti di metallo nei polmoni. Anche in questo caso presentava in bocca frammenti di una fialetta di veleno. Noi crediamo che il corpo di Eva Braun sia stato colpito da una mina o da frammenti di esplosivi.

Infine il corpo del nostro “eroe” – Adolf Hitler. La Commissione non ha visto alcun documento, in cui ci fosse almeno un’ipotesi sul fatto che quello potesse essere il corpo di Hitler. Pertanto abbiamo immediatamente sollevato due questioni: a) stabilire la causa della morte e b) identificazione del cadavere, perché ce ne voleva un bel po’ per parlare di due gemelli, basandosi sul volto. Era tutto chiaro per analogia: frammenti di fiale di vetro in bocca, l’odore di mandorle amare, lo studio chimico dei composti di cianuro nel cadavere, morto per avvelenamento da acido prussico.

L’identificazione del cadavere è più complessa. La mascella superiore era un unico massiccio ponte d’oro con 9 denti, alcuni d’oro. La mascella inferiore era anche un massiccio ponte speciale d’oro, con 10 denti d’oro: denti in silicato, forti, su speciali chiodini in acciaio sottile. Chiaramente l’esistenza di tali caratteristiche poneva la necessità di studiare la storia dentale di Hitler e la messa in discussione dei dentisti… “.

hitler mascella supTrovati i dentisti del führer

Al colonnello Vasily Gorbushin, al maggiore Boris Bystrov e al tenente Elena Kagan si deve lo scioglimento del mistero dei cadaveri trovati nel giardino della Cancelleria del Reich. Il colonnello sapeva che nel centro di Berlino c’era la famosa clinica “Charité”, nota in tutto il mondo. Gorbushin ha rintracciato Othe Hoyzerman assistente del professor Hugo Johannes Blaschke dentista personale di Hitler (di Eva Braun, Himmler, Goebbels e famiglia, ndr), che dal 1932 aveva uno studio dentistico nella Cancelleria del Reich. La donna descritto i denti degli illustri pazienti in ​​modo preciso, confermato anche dall’odontotecnico, Fritz Ehtman. Si è così saputo che gran parte dei denti di Hitler erano finti, in oro rivestiti anteriormente di porcellana. (sopra il titolo alcuni denti del presunto Hitler)

“Al termine dell’interrogatorio di 2-3 ore, durante il quale la Hoyzerman fumava e mangiava volentieri le nostro caramelle – racconta Gorbushin – ho deciso di controllare l’esattezza delle indicazioni sulla protesi stessa che tenevo nel cassetto. Vedendola lei ha pianto, ha avuto una reazione isterica. Si era resa conto che Hitler era morto. Ci sono voluti diversi minuti, poi la conversazione pacifica è proseguita”.

 

Tra le cose rinvenute con i corpi del bunker: la pistola di Goebbels, il ponte in oro e il distintivo NSDAP; Magda Goebbels aveva invece una pistola, mollette, mascella; Hitler il ponte d’oro e la mascella inferiore; Eva Brown il ponte dentale.

H2Una taglia su Hitler vivo o morto

Il generale Berzarin aveva promesso il titolo di Eroe dell’Unione Sovietica, a chi avesse trovato Hitler.

Il 1° maggio 1945, alle 5 di mattina, Stalin ricevette questa comunicazione: “Molto urgente, top secret, dal compagno Zhukov al compagno Stalin: il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito tedesco generale dell’esercito Krebs, ha dichiarato quanto segue:
Segnalo al leader del popolo sovietico, il primo dei non-tedeschi che oggi 1945/04/30 15.50 il capo del popolo tedesco Adolf Hitler si suicidò…”

Alla domanda su dove fosse il corpo di Hitler, Krebs rispose che si era fatto bruciare, secondo la volontà del 4/30/45. Il 5 maggio il colonnello generale Fedor Kuznetsov capo della principale intelligence GRU, riferì a Stalin che il capo della guarnigione tedesca di Berlino, colonnello generale Weidling, l’ammiraglio Voss, il generale Baur (pilota personale di Hitler), erano unanimi nel parlare del suicidio di Hitler. Sempre il 5 maggio per telefono Zhukov comunicò a Stalin che alle 3 del pomeriggio Hitler e sua moglie si erano uccisi col veleno e con un colpo di pistola e che su espressa richiesta di Hitler, lui e la moglie erano stati immediatamente bruciati nel giardino della Cancelleria del Reich.

Il 18 maggio Kuznetsov completò queste informazioni interrogando a Mosca il generale delle SS Rattenhuber e l’aiutante di Hitler, Guensche. Rattenhuber disse che Hitler era stato avvelenato, e che poi il cameriere Linge gli aveva sparato.

 

article-2263418-16F97F5D000005DC-59_634x636Memorandum segreto

In un memorandum segreto di conversazioni Berlino – Mosca, al ministro Beria così venne scritto: 2 Maggio 1945 a Berlino, a pochi metri dalla porta di emergenza di un rifugio antiaereo nel territorio della Cancelleria del Reich, dov’era recentemente ospite Hitler, sono stati trovati i corpi carbonizzati di un uomo e una donna, e un uomo di bassa statura col piede destro in una posizione mezza piegata in uno stivale ortopedico carbonizzato, resti carbonizzati della sua forma uniforme del partito NSDAP e il distintivo del partito bruciato. Sul cadavere bruciato di una donna c’era un portasigarette d’oro bruciato, un distintivo d’oro del partito nazista e una spilla d’oro. Addosso a entrambi i cadaveri carbonizzati una ​​pistola Walter № 1. (Sopra il titolo foto di quel che i russi trovarono nel bunker)

Il 3 maggio di quest’anno in una stanza privata del bunker della Cancelleria del Reich sui loro letti sono stati trovati morti 6 bambini – 5 ragazze e 1 ragazzo, in pigiama, con segni di avvelenamento. I cadaveri sono stati identificati dai detenuti – il rappresentante personale del Grande Ammiraglio presso il quartier generale di Hitler – Vice-Ammiraglio Hans Foss, il capo delle guardie del corpo di Goebbels – Ekkolt, Karl Schneider capo della Cancelleria e altri.

I Goebbels sono stati identificati dalle seguenti caratteristiche: una chiara somiglianza con il ministro della Propaganda (forma della testa, tratti del viso, protesi al piede destro, presenza del distintivo); per la donna distintivo in oro del partito datole personalmente da Hitler un paio di giorni prima. Inoltre la moglie di Goebbels aveva in tasca un portasigarette, firmato all’interno “Adolf Hitler. 29.V.-1934.

Il dentista della Cancelleria del Reich “CC-Sturmbannfuhrer” Helmut Kunz, ha raccontato che il 27 aprile la moglie di Goebbels gli chiese di aiutarla a uccidere i figli, affermando: “La situazione è difficile, e ovviamente anche noi dovremo morire.” A quel punto Kunz diede il suo consenso.

Il 1° maggio 1945 alle 12 Kunz venne chiamato dall’ospedale al bunker da Goebbels, e fu di nuovo Frau Goebbels, a dirgli: “E’ stata presa la decisione perché il führer è morto e noi dobbiamo morire. Non ci sono alternative”. Poi la donna diede a Kunz una siringa piena di morfina e il dentista fece una puntura ai bambini iniettando a ognuno 0,5 cubetti di morfina. Dopo 10-15 minuti, quando le figlie erano mezze addormentate, la moglie di Goebbels schiacciò in bocca a ciascuna di loro una fiala di cianuro. Dopo aver ucciso la moglie e i figli di Goebbels, Kunz entrò nell’ufficio del gerarca dicendo che era tutto fatto: Goebbels lo ringraziò chiedendogli aiuto per uccidere il bambino e poi lo lasciò andare prima di ammazzarsi a sua volta.

Meniskhauzen guardia del corpo di Hitler, raccontò ai russi che il 30 aprile mentre pattugliava il corridoio del bunker, incontrò Bauer, che gli disse del suicidio di Hitler e di sua moglie. Un’ora più tardi, vide all’uscita di emergenza l’assistente personale Guensche e il cameriere del capo del nazismo Linge che portavano il corpo di Hitler: lo deposero in una buca di un metro e mezzo dentro una coperta; poi tornarono dopo pochi minuti col cadavere di Eva Braun che finì allo stesso modo accanto al marito. Accanto c’erano due taniche di benzina, che Guensche versò sui corpi prima di dare fuoco. Più tardi uscirono due persone che misero i due cadaveri carbonizzati nel cratere e li coprirono con uno strato di terra.

Disse poi Meniskhauzen che Hitler indossava pantaloni neri e giacca grigio-verde. Sotto la giacca si vedeva la camicia bianca con la cravatta. Era una delle divise del partito nazista, vestito così l’ho visto solo un paio di volte. Inoltre, ho potuto vedere il profilo del suo volto – il naso, i capelli e baffi. E quindi direi che è proprio Hitler. Sua moglie indossava un abito nero con alcuni fiori rosa sul seno. Quel vestito l’ho visto un paio di volte. Il suo volto era ovale, sottile, il naso dritto e capelli biondi sottili. Era il suo cadavere.

Beria, passacarte

Il documento presentato a Mosca con le confessioni dei dentisti che dicono tra l’altro che un ponte dentale di Eva Braun era stato ideato dal dottor Blaschke, riporta come data il 27 maggio, molti giorni dopo i fatti. Beria semplicemente “trasmese” a Stalin, Molotov, Malenkov e Antonov un rapporto del generale Vadis della SMERSH, che non riportava il suo nome. Poi la data della scoperta del cadavere: ufficialmente il 5 maggio, in realtà un giorno prima, quando venne risepolto.

13_00641256Inizia il mistero

A Berlino Ivan Serov, vice capo dell’Amministrazione Civile, il 31 maggio inviò un proprio rapporto a Mosca a Beria, conservato negli archivi della SMERSH-MGB-KGB. Diceva così: “Servono urgentemente un esame forense e l’identificazione dei presunti cadaveri di Hitler, Goebbels e le loro mogli, così come le registrazioni degli interrogatori su Hitler e Goebbels e le foto: documenti e foto dimostrano la correttezza delle nostre ipotesi circa il suicidio di Hitler e Goebbels. Prima non era chiaro il fatto dell’handicap alla gamba destra di Goebbels, ora appurato. Non vi è dubbio che il presunto cadavere di Hitler per noi è autentico. E’ stato possibile stabilire sulla base delle prove di un dentista e un’infermiera che hanno curato Hitler, che hanno redatto la posizione dei denti falsi di Hitler. La loro testimonianza è stata confermata da una visita medico-legale. (Sopra il titolo foto scattata dai russi nel giardino del bunker)

Inoltre, distaccato presso gli alleati, il compagno capitano Kuchin era presente all’arresto dell’ammiraglio Doenitz; e Kuchin ci ha informato che nei locali dei comandi militari tedeschi hanno trovato il messaggio telefonico tra Bormann e Doenitz, nel quale egli parla della morte di Hitler avvenuta il 29 aprile di quest’anno, e in questo senso notifica che tutto il potere è stato trasferito a Doenitz come suo successore. Ha una rubrica telefonica con i nomi criptati. Tra i documenti sequestrati, il testo dell’ordine del Grande Ammiraglio Doenitz, che dice che Hitler non ha altra scelta che il suicidio, permettendo così al nuovo governo tedesco di firmare l’armistizio. In questo appello Doenitz invita a proseguire la lotta per le idee di Hitler, la cui morte egli chiama “l’ultimo servizio” di Hitler al popolo tedesco. Serov 31 maggio.”

sosiaStalin parla della copia di Hitler

Rapporto del 27 maggio del capitano Vadim Kuchina assolutamente autentico, perché ha potuto leggere i documenti acquisiti (il telegramma originale di Doenitz trovato nel bunker). Una copia è stata inviata a Beria, a Stalin, Molotov, e al Capo di Stato Maggiore dell’Armata Rossa Antonov. Senza lettera accompagnatoria.

 Vi è un altro, verbale, certificato, di inizio giugno, del colonnello Gorbushin. Stalin impartì quest’ordine segreto: “Cerchiamo di stare in silenzio. Appare all’improvviso la copia di Hitler, che qualificheranno per la leadership nazista. Allora avremo l’opportunità di esporre lui…”


Deluso dalla reazione di Stalin

Gorbushin con cui ho parlato nel suo appartamento di Leningrado nel gennaio 1968, non ha nascosto di essere rimasto molto sorpreso e deluso dalla reazione di Stalin. “Abakoumov cercò di calmarmi dicendo che il compagno Stalin aveva detto che dobbiamo ricordare di trovarci nell’ambiente capitalista e che dovevamo mantenere la nostra vigilanza sul popolo”.


Il dossier inviato a Stalin

Il rapporto di oltre 200 pagine, inviato a Stalin il 16 giugno con il numero 702 (b), è difficile supporre che sia stato letto tutto dal leader, ma solo nella lettera di presentazione breve e, a sinistra dove c’era scritto qualcosa a matita (forse da Poskrebysev). Oltre agli atti dell’autopsia, conteneva 11 testimonianze.

In pratica, questo testo è una raccolta di documenti inviati da Vadis Miroshnichenko a Mosca. L’Atto Hitler (№ 12) parlava di “corpo presumibilmente di Adolf Hitler”, anche se contiene un riferimento al giudizio dei dentisti.

 

raggi x veri di HitlerACT n.12 – Autopsia del presunto Hitler

Anche grazie al sottoscritto, è stato finalmente pubblicato l’Atto centrale n.12, ma la maggior parte delle disposizioni non sono state ricontrollate: non c’erano resti (compresi ponte dentale e mascella nelle cantine del KGB).

“Esame forense del corpo dell’uomo bruciato (presumibilmente il corpo di Hitler) 8 Maggio 1945, Berlino – Buch. Morgue numero 496 HPPG.

Il comitato composto dal capo medico legale Shkaravskogo FI, capo patologo dell’Armata Rossa, tenente colonnello del servizio medico Brinks-ray HA, agendo da capo coroner 1° Fronte bielorusso servizio medico, Marants AJ, maggiore dell’esercito Servizio medico Bohuslav YI e patologo dell’esercito Servizio medico Gulkevich Y. su ordine di un membro del consiglio militare del 1° Fronte bielorusso, il tenente Telegina del 3 Maggio 1945 ha fatto un’indagine forense sul corpo dell’uomo (presumibilmente il corpo di Hitler).
Esame esterno: nella cassa di legno lunga 163 cm, larga 55 cm e alta 53 cm, resti carbonizzati di un uomo. Sul cadavere, un pezzo di maglia di 25 x 4 cm, di colore giallastro, simile a una felpa. Essendo il cadavere bruciato, è difficile giudicare l’età, si può ipotizzare che sia di circa 50-60 anni, altezza cm 165 (misura imprecisa dovuta alla carbonizzazione), la lunghezza della tibia destra – Il corpo di 39 cm in larga parte carbonizzato, si sente odore di carne bruciata. La parte superiore del cranio è parzialmente mancante, rimangono l’osso occipitale, il lobo temporale sinistro, la parte inferiore degli zigomi e quella nasale, come pure la mascella superiore e inferiore. Il lato destro del cranio è stato bruciato più del sinistro. All’interno del cranio sono visibili il cervello e la dura madre. Sul viso e sul corpo la pelle è assente, presenti solo i resti carbonizzati dei muscoli. Ci sono piccole fratture delle ossa nasali e le ossa della mascella superiore. Lingua carbonizzata, i denti della mascella superiore di 9 presentano un singolo metallo giallo (oro) ponte, che si tiene sui perni del secondo incisivo sinistro. (Nella foto le autentiche radiografie di Hitler e la foto della mascella superiore del cadavere attribuito a Hitler) hitler mascella sup

Questo ponte ha quattro incisivi superiori (2j1JL1L2), 2 canini (3 undecies) (L3), lasciati primo premolare (1-4), 1 e 2, piccoli, molari di destra (4jsJ). Sinistra prima fresa (1-1) è un piatto bianco con un dente rotto e difetti dello smalto nero nella parte inferiore, che è inserito davanti metallo (oro) dei denti, secondo incisivo, canino e primo piccolo sinistra radicale, così come 7/2 incisivi e primo premolare di destra sono il solito smalto dente piatto, fissata alla parte posteriore delle sue parti sulla base del ponte. Il canino destro ha una solida corona in oro. Il ponte della mascella superiore a sinistra del secondo dente (L4) segato verticalmente. La mascella inferiore è sciolta nella bocca bruciata. Gli schienali dei processi alveolari mostrano la superficie di frattura. Piastra ossea mandibolare dalla superficie anteriore del fondo carbonizzata. Sulla sua superficie anteriore, punta carbonizzata di radici dei denti. La mascella inferiore presenta 15 denti, 10 di loro sono di origine antropica (2J iJLlL 2) e la prima (4J) diritto premolare – naturale con superficie masticatoria notevolmente usurata e la corona collo nudo. Lo smalto dei denti con una tinta bluastra, e il collo giallo sporco, 4°, 5 °, 7 ° e 8 ° denti artificiali sinistra, montati in oro, sono un unico ponte d’oro fissato su 3 m, 5 m (ponte di 6 m) e 8 m (ponte di 9 m) denti. Il 2° premolare destro è coperto con oro, corona associata arcuata piastra-rullo per il canino destro (3). Parte delle superfici di masticazione e posteriore destra canino metallo in oro la piastra del ponte. 1a a destra tricuspide – artificiale, bianco, montato su base oro, associata con il ponte del secondo premolare e il diritto incisivo. Trovati pezzi di vetro in bocca che costituiscono parte delle pareti e il fondo di una fiala dalle pareti sottili. Muscoli del collo e costole di destra carbonizzati e mancanti, sbiaditi. Il lato destro del torace e dell’addome è bruciato: attraverso il foro si vedono polmone, fegato e intestino. Pene carbonizzato, ma mantiene lo scroto, trovato solo il testicolo destro. Nel canale inguinale, trovato testicolo sinistro. La mano destra è molto bruciata, l’estremità del braccio e dell’avambraccio hanno ossa carbonizzate. Muscoli neri e a volte marrone, secchi e divisi quando si toccano le singole fibre. Bruciati due terzi superiori della spalla sinistra, l’estremità libera dell’omero. Entrambe le gambe troppo carbonizzate, i tessuti molli in molte parti non sono disponibili. Le ossa sono state bruciate e spezzate. Vi è una frattura del femore destro e della tibia destra. Il piede sinistro è mancante.

Esame interno: La posizione degli organi interni è corretta. Mucosa delle vie respiratorie superiori di colore rosso scuro. Le cavità del cuore riempite di sangue coagulato di colore rosso-bruno. Il muscolo cardiaco è denso, ha la forma di carne cotta. Fegato nero bruciato. Reni di ridotte dimensioni – 9x5x5, 5 cm di capsula può essere facilmente rimossa, la superficie liscia, immagine sfocata. I reni sono cotti. La vescica contiene 5 dadi di urina giallastra. Mucosa vescicale grigia. Milza, stomaco e intestino bruciati, a volte quasi neri.

Nota: 1. Divisione di SMERSH 3° Armata. Trasferiti 08/05/45 e rimossi dal cadavere: a) il ponte giallo-metallo della mascella superiore con 9 denti; b) mandibola bruciata con 15 denti.

Appendice: allegati all’atto, pezzi di fiale di vetro trovati in bocca al cadavere.
Conclusione: Sulla base della perizia medico-legale del cadavere bruciato di un uomo sconosciuto e risultati degli esami di altri enti di questo gruppo (Atti № № 1-11) la Commissione giunge alla conclusione: 1. A causa della notevole carbonizzazione del corpo non si può descrivere l’aspetto esterno del defunto, ma è ancora possibile notare: un’altezza di circa 165 centimetri; l’età (dallo sviluppo generale, come dagli incisivi inferiori e diritto bicuspide) tra 50-60 anni; il testicolo sinistro trovato nel canale inguinale; la scoperta anatomica principale che può essere utilizzata per l’identificazione sono i molti ponti dei denti artificiali, otturazioni e corone.

Causa della morte. La presenza nei residui della cavità orale di fiala di vetro come presenza fiala nella cavità orale di altri corpi, un forte amaro odore di mandorla e i risultati dell’analisi chimica forense dei visceri con la scoperta di cianuro permettono di dire che la morte è dovuta ad avvelenamento da composti di cianuro”.

 
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Hitler aveva un solo testicolo?

Quando nel 1968 pubblicai questo atto, il fronte degli scettici fu ampio. Il più rispettabile di loro era il professor Werner Maser, esperto di fama e autore di una biografia di Hitler. La sua obiezione principale è la presenza di un solo testicolo (criptorchidismo), in quanto non era mai emerso prima dalle visite mediche. Ma i medici potrebbero aver sempre taciuto la cosa sia per reverenza rispetto al paziente, sia perché questo problema non danneggia le normali funzioni sessuali.

Naturalmente, si può dubitare di tutto. La dentista americana Leicester Luntts nel 1983 citando il sosia di Hitler (Gustav Weler, poi sepolto nel cortile del carcere moscovita di Lefortovo dove il KGB interrogava e torturava, ndr) trovato in giardino, precisa che la Russia non ha mai mostrato al mondo l’esame dentale dei resti di Hitler.

Il colonnello Howard Buechner Servizio medico Usa e il suo omologo tedesco, William Bernhart nel libro “Le ceneri di Hitler”, credono che una SS abbia appositamente sotterrato due cadaveri di un uomo e una donna, mentre i resti di Hitler e della Braun sono stati riposti in 22 scatole speciali e mandate a Berlino. Il colonnello delle SS Hartman avrebbe ordinato di recuperare due cadaveri mutilati e irriconoscibili, di dimensioni ed età giuste, con denti e dentiere. Questi falsi signori Hitler sarebbero stati bruciati.

 

tumblr_m3bigqp9eZ1rpkzjfo1_500Stalin ingannò il suo vice, Zhukov

Stalin truffò Zhukov (nella foto insieme in una parata in Piazza Rossa) conducendo l’indagine su Hitler in segreto in violazione di tutte le regole e la logica. Molti anni dopo, nel settembre del 1968, ci fu una curiosa conversazione tra Zhukov – Maresciallo già caduto in disgrazia – e la scrittrice Helen Rzhevsk, che nella primavera del 1945 era stata una traduttrice dell’esercito partecipando attivamente e in segreto alla ricerca di Hitler. Elena Moiseevna Rzhevskaya, persona incredibile e pioniere della verità, svolse un ruolo importante in quella ricerca, come ricorda nelle sue memorie pubblicate sulla rivista letteraria “Banner”. Così ricorda l’invito del generale Zhukov nella sua dacia per una chiacchierata: “Zhukov che aveva letto il mio libro, voleva parlare degli eventi di Berlino. A un tratto mi disse: “Non sapevo che Hitler era stato trovato. Ma ora che ho letto vi credo. Sto scrivendo i miei ricordi – ripeté. – E ora che parlo di Berlino devo decidere, non lo so. Se scriverò che non sapevo, si percepirà che il corpo di Hitler non è stato trovato, ma politicamente sarebbe sbagliato e darebbe una mano ai Nazisti”.

Dopo una pausa, proseguì: “Com’è potuto accadere che io non sapessi?” Voleva il mio aiuto per capire. In effetti, come poteva accadere che il comandante delle truppe di assalto di Berlino, non sapesse dal suo staff che avevano trovato Hitler morto suicida? Come hanno osato non riferirgli la cosa? Io sapevo che l’operazione d’identificazione del cadavere di Hitler era stata mantenuta nella massima riservatezza e andava riferito direttamente a Stalin bypassando il comando del fronte, cioè lui, il maresciallo Zhukov. “Ma io ero molto vicino a Stalin. E Stalin il 9 o 11 giugno mi chiese: dov’è Hitler? Stalin conosceva da tempo la verità, ma me lo chiese lo stesso. Perché? Dopo tutto, io ero il suo vice.”

Rzhevskaya vide ciò come l’inizio del fatto che presto Zhukov cadde in disgrazia.

Yaltagroup-4Stalin mentì anche agli alleati

Il 2 maggio 1945 l’agenzia sovietica Tass scrisse: “Queste notizie sono il nuovo trucco nazista: diffondere la notizia della morte di Hitler, ovviamente sperando di dare a Hitler l’opportunità di scendere dal palco e andare a nascondersi”.

Poi cominciarono ad apparire rapporti che dicevano che i leader nazisti si nascondono in Argentina e Spagna. Ad esempio, il 4 giugno, fu riferito che Ribbentrop era fuggito in Spagna, ma in realtà era già prigioniero degli alleati. In una conferenza stampa il 9 giugno Zhukov a una domanda su Hitler rispose: “La situazione è molto misteriosa. Dai diari degli aiutanti del comandante tedesco abbiamo saputo che due giorni prima della caduta di Berlino, Hitler sposò l’attrice Eva Braun. Ma non abbiamo trovato il suo corpo”.

 

imagesLa Pravda: Cercate Hitler in Argentina, in Patagonia

Il 12 giugno 1945 la “Pravda”, ribattuta dall’”Herald Tribune di New York” in un articolo invitò le autorità statunitensi e britanniche a cercare Hitler. Riferendosi a Zhukov, il giornale suggeriva che Hitler non potesse nascondersi nella zona di occupazione sovietica, ma andasse cercato in Spagna o in Sud America, fino alla Patagonia. Il 15 giugno i giornali sovietici rimbalzarono quanto scritto dal “Daily Mail”, cioè che Hitler, vestito da donna, era atterrato in Irlanda. Il 24 giugno “Paris Press” parlò di Hitler scoperto nel porto di La Palissy, da dove aveva lasciato l’Europa con un sottomarino! Il 26 giugno giunse a Mosca un nuovo inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Harry Truman – Harry Hopkins vecchio amico di Stalin. Una registrazione (pubblicata per la prima volta), fatta da una famosa e amata interprete di Stalin dice: “Stalin ha detto che probabilmente Hitler è nascosto assieme a Bormann (il suo vice). Secondo il generale nazista Krebs e altri, Bormann e Hitler sono morti, ma Hitler e gli altri sono troppo abili truffatori. I medici dicono di aver trovato i corpi di Joseph Goebbels e dei suoi figli. L’autista avrebbe riconosciuto Goebbels, ma il compagno Stalin non ci credeva. A Hopkins il compagno Stalin ha detto che tutto sarà fatto per trovare Hitler che forse era in Giappone. Ai sovietici era noto che i tedeschi avevano 3 o 4 grandi sottomarini che viaggiavano tra il Giappone e la Germania trasportando merci preziose e valuta provenienti dal Giappone. La Svizzera ha anche aiutato i tedeschi nell’acquisto di valuta e oro. Lui, il compagno Stalin, ha incaricato i servizi segreti sovietici di trovare questi sottomarini, finora senza esito.”


article-2263418-16F97FC1000005DC-253_634x424Churchill e Truman nel bunker di Hitler

A fine di luglio 1946 le autorità sovietiche organizzarono un viaggio a Berlino per far ispezionare agli alleati la Cancelleria del Reich distrutto. 16 luglio il bunker fu visitato da Churchill e Truman. Sono entrati nel bunker, hanno visto la stanza di un suicidio. Nelle sue memorie, Churchill si limita a osservare che gli erano stati forniti “gli ultimi” dati su quanto è accaduto. Il 17 luglio al primo incontro con Stalin, il presidente Truman e il segretario di Stato Byrnes hanno sentito da Stalin che Hitler era fuggito in Spagna o in Argentina (queste parole delle registrazioni sovietiche non sono disponibili).

 

GOERING RIPPENTROP HESS DOENITZStalin e Truman decidono come giudicare i nazisti

Verbale della riunione del 31 luglio, della delegazione sovietica: “Truman. Ultima domanda sui criminali di guerra. La delegazione sovietica chiede alla delegazione britannica una piccola modifica. Lei suggerisce che nell’ultima frase del progetto, in cui si dice che i tre governi considerano prioritario aprire subito il processo ai principali criminali, dopo le parole “grandi criminali”, si aggiungano le parole “come Goering, Hess Ribbentrop, Rosenberg, Keytel ed altri.” (Sopra il titolo foto del Processo di Norimberga con Goering, Ribentropp e Hess)

Clement Richard Attlee, neo premier inglese. “Riteniamo sia meglio non nominare i colpevoli principali”.

Stalin. “Non possiamo più evitare i nomi di alcune persone conosciute come i principali criminali di guerra. La gente si aspetta che forniamo alcuni nomi. Il nostro silenzio getta un’ombra sulla nostra credibilità, vi assicuro. Pertanto, guadagniamo politicamente, sull’opinione pubblica europea, se citiamo alcuni nomi. Se facciamo dei nomi a titolo di esempio, non credo che il pubblico ministero si sentirà offeso”.

James Francis Byrnes, neo Segretario di Stato americano. “Quando abbiamo discusso ieri, pensavo che non è opportuno nominare certe persone o cercare di determinare la loro colpa qui. Ogni paese ha alcuni criminali nazisti come “animali domestici”, e se non includiamo questi criminali nella lista, sarà difficile spiegare il perché dell’esclusione”.

Stalin. “Si può dire “come ad esempio … e altri “. Non limita il numero, ma rende chiaro”.

Byrnes. “Questo dà un vantaggio a quelli che chiamate”. (Risate)

Attlee. “Non credo che la lista di nomi rafforzerà il nostro documento. Ad esempio, credo che Hitler è vivo, e lui non è sulla nostra lista”.

Stalin. “Ma non è, non è nelle nostre mani”.

Attlee. “Ma si danno i nomi dei principali responsabili come esempio”.

Stalin. “Sono d’accordo per Hitler (risate), anche se non è nelle nostre mani. Sto facendo una concessione”. (Risate generali)

Attlee. “Io credo che il mondo sa chi sono i principali colpevoli”.

Stalin. “Ma, vedete, il nostro silenzio su questo tema viene interpretato come se ci accingessimo a salvare i capi criminali; punendo i piccoli criminali e facendo fuggire quelli grandi”.

Byrnes. “Oggi ero al telefono con il giudice Jackson – Presidente della nostra Corte di Cassazione. Egli è il nostro rappresentante nella commissione per i criminali di guerra che si riunisce a Londra. Ha espresso la speranza che forse oggi o domani mattina ci sia accordo su un Tribunale Internazionale. Il giudice Jackson mi chiamerà domattina per informarmi sulla questione del Tribunale. La costituzione del Tribunale internazionale sarà una buona notizia per le persone in attesa di un rapido processo sui criminali di guerra”.

Stalin. “Ma questo è un altro discorso”.

Byrnes. “Ma possiamo includere nella nostra dichiarazione l’accordo di Londra. Questo renderà la nostra affermazione molto efficace”.

Stalin. “Escludere alcune persone, soprattutto i più odiosi, tra i criminali di guerra tedeschi, renderà politicamente inefficace il nostro intervento”.

Truman. “Voglio fare un’offerta. Aspettiamo il nostro rappresentante a Londra domani mattina. Non possiamo rimandare la questione a domani?”

Stalin. “D’accordo.”


120Verbale della riunione dell’1 agosto

Stalin. “I nomi, a mio parere, sono necessari. E’ giusto che la gente sappia. Abbiamo intenzione di portare in tribunale gli industriali tedeschi? Penso che sarà così. Chiediamo Krupp. Se non si farà il nome di Krupp, cerchiamone un altro”. (Sopra il titolo un super cannone appena uscito dalle officine Krupp)

Truman. “Tutti voi non mi amate. (Ride) Penso che se citiamo alcuni nomi e non altri, si penserà che vogliamo lasciarne fuori alcuni”.

Stalin. “Ma qui, questi nomi sono indicati come un esempio. Ad esempio, perché Hess si trova ancora in Gran Bretagna? Dovrebbe essere presente tra questi nomi, sarà importante per l’opinione pubblica, per il popolo”.

Ernest Bevin, ministro degli Esteri britannico. “Su Hess non si deve preoccupare”.

Stalin. “Non è un mio parere, è per l’opinione pubblica, è il pensiero dei popoli di tutti i paesi occupati dai tedeschi”.

Bevin. “Se avete dubbi su Hess, posso impegnarmi a portarlo davanti alla giustizia”.

Stalin. “Non ho dubbi sul signor Bevin, non ho alcun dubbio che si sarebbe fatto. Ma non sono io, è la gente, l’opinione pubblica”.

Truman. “Come sapete, abbiamo nominato come nostro rappresentante alla Commissione di Londra il giudice Jackson. Lui è un giudice eccezionale e un avvocato molto esperto. Ha familiarità con la procedura legale. Jackson si oppose alla menzione dei nomi dei criminali di guerra, dicendo che ciò avrebbe interferito con il loro lavoro. Ha assicurato che entro 30 giorni dalla prova saranno pronti e non dovete dubitare circa le nostre opinioni su queste persone”.

Stalin. “Forse meno persone da chiamare, ad esempio, tre?”

Bevin. “I nostri avvocati hanno la stessa visione americana”.

Stalin. “I nostri, il contrario. Forse siamo d’accordo su come, non più tardi di un mese fa, ha pubblicato un elenco dei primi criminali di guerra tedeschi portare in giudizio?”

(Truman e Attlee sono d’accordo con la proposta di Stalin.).


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Nella lista dei criminali nazisti non c’è Hitler

Nelle successive conversazioni tra Stalin e i politici occidentali, il nome di Hitler non viene menzionato. Quando arrivò a Londra, la delegazione sovietica non aveva istruzioni specifiche e nella lista degli imputati di Norimberga tacitamente si convenne che Hitler – a differenza dello “scomparso” Bormann – non venisse mai menzionato tra i nazisti da processare. Stalin ha continuato ad accusare l’Occidente di nascondere il leader nazista. La sua posizione è stata seguita dalla stampa sovietica e dai rappresentanti sovietici al Consiglio alleato di controllo in Germania. Così Stalin non ha soddisfatto il desiderio di giustizia del mondo (sovietici compresi). 

 

article-2263418-16F97C34000005DC-104_306x423Perché Lev Bezymenskii credeva alla versione ufficiale?

1) Prove documentali e testimonianze oculari dicono che i nazisti avevano tutto pronto per salvare i loro leader. Ma quei leader erano così sicuri di sé che non pensavano di avere i giorni contati. 2) La conoscenza personale di gran parte dei partecipanti a Berlino alla ricerca nei primi di maggio 1945 (Gorbushin, Miroshnichenko, Aksjonov, Rzhevskaya, Klimenko, Shkaravsky, Smolianinov, Krajewski, Blaschuk, Tereshchenko Merzhanov) mi ha convinto che non vi era nessuna falsificazione, attuata invece a un livello più alto, da Stalin. 3) Mascella e protesi rimosse l’8 maggio dai resti di Hitler e Braun sono le sole, ma inconfutabili prove di identificazione: coincidono con la descrizione fatta molto prima dal dentista di Hitler – Blaschke, e da Hoyzerman e Ehtmanom. Non potevano essere fabbricate dai laboratori della Lubjanka o dai laboratori Heydrich. (Sopra il titolo foto scattata dai russi nel bunker, con macchie di sangue)

Ci sono anche scettici sovietici, come il famoso criminologo Mosca Boris Semyonov, professore di Medicina. Queste in sintesi le sue osservazioni fatte nel 1946: “Non è del tutto chiaro lo studio sulle ossa della base del cranio, che è di grande importanza per annotare le ossa nasali e quelle della mascella superiore. Inoltre, la direzione della lunghezza e la relazione reciproca delle crepe delle ossa nasali, nell’atto non sono marcate, il che rende impossibile giudicarne le origini.

Nell’atto non si descrive com’è modificata la superficie interna dell’aorta e di altri grandi vasi, che potrebbe confermare il parere della Commissione, e dagli incisivi inferiori si può stabilire l’età del defunto. La conclusione sulla morte da cianuro si basa solo sulla presenza in bocca di capsule schiacciate e per analogia con la morte di due uomini, una donna e sei bambini. Non si è posta poi attenzione alle ossa della base del cranio e all’origine delle fratture multiple delle ossa nasali e di quelle della mascella superiore.

Circa la presunta moglie di Hitler: non sono stati studiati la base del cranio per un accertamento di eventuali danni, fondamentali per determinare natura e causa della morte. Da una breve descrizione dei due fori irregolari nel secondo spazio intercostale, non si è stabilito se siano stati provocati da viva o da morta. Non è stato fatto lo studio chimico di parti degli organi interni per la presenza di cianuro”.


ADOLF-HITLERHitler sepolto 8 volte

Nel 1938 Adolf Hitler aveva detto come avrebbe voluto essere sepolto: dopo il solenne addio a Monaco di Baviera, in Feldhernhalle nell’edificio di fronte al quale si tenne il putsch nel 1923, avrebbero dovuto metterlo nel sepolcro di Linz, nella cripta dei gerarchi del partito nazista. Heinrich Himmler aveva un quadro preciso della tomba che desiderava il führer: alta 355 metri, diametro di 1.500 metri, con al centro la tomba d’oro, ornata di pietre preziose degli Urali.

Ma se è vera la versione ufficiale russa, Hitler fu sepolto 8 volte. La prima la sera del 30 aprile 1945, davanti a Goebbels e Bormann nel giardino del bunker di Berlino. Poi il suo corpo con quello della Braun sono stati spostati in una buca profonda dove il giorno prima erano stati gettati i suoi due cani.

La terza volta nel pomeriggio del 4 maggio, quando venne rinvenuto e riseppellito perché si credeva di aver già trovato il corpo del vero Hitler (ma era un sosia). Poi il 5 maggio è stato riesumato per portarlo nel seminterrato di una clinica dove rimase diversi giorni, fino alla quarta sepoltura nella città di Finow (a nord di Berlino). Il Capo del Dipartimento SMERSH, colonnello Miroshnichenko, voleva distruggere i resti, ma Gorbushin lo dissuase: potevano tornare utili. La quinta volta il Commissario Generale Mexica con alcuni testimoni andò nel bosco per riesumare il cadavere e portare a Mosca la mascella di Hitler. I corpi del dittatore e della moglie vennero nuovamente sepolti nella stessa foresta vicino alla Finlandia.

Poi quando il quartier generale dell’Armata Rossa si trasferì a Rathenow (60 km a ovest) tutti i morti sepolti lì vennero trasportati in un bosco vicino (c’è un atto). La stessa procedura è stata ripetuta quando i russi si trasferirono a Stendhal (altri 30 km verso ovest). L’atto non c’è, ma ne ha parlato Gorbushin, presente all’evento. L’ottava volta è stata quando l’Armata Rossa si stabilì a Magdeburgo. Le bare sono state portate qui e sepolte nel cortile del numero civico 36. Relativa documentazione, certificata da Gorbushin, è stata inviata a Mosca col timbro “top secret”.

Casa Inalco 5 BisGli alleati non credono alla fuga

Intanto nell’ottobre 1945, gli alleati occidentali mostravano di non credere alla storia di Hitler fuggiasco. (Foto di gruppo di nazisti profughi in Argentina). Quando truppe di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia entrarono a Berlino, le agenzie di intelligence dei tre paesi iniziarono a indagare. Nelle loro mani c’erano membri della Cancelleria del Reich e pure il dentista Blaschke e altri medici che avevano curato Hitler. Nell’autunno del 1945 il capo del gruppo di intelligence degli Stati Uniti in Germania, generale Kondrad, scrisse al capo del nostro gruppo, Sidnev: “Mio caro generale! Sapendo che condivide con me un grande interesse per la morte di Hitler, vi trasmetto del materiale recentemente ottenuto circa gli ultimi giorni di Hitler (storia del capitano Hannah Reich)”.

Tra l’altro il testo diceva: Reich descrive una tragicommedia di frustrazione, futilità e inutilità. Hitler che si aggira come un uomo cieco tra le pareti del suo ultimo rifugio, sventolando documenti nelle mani nervose … “L’uomo che ho visto nel rifugio non può vivere. Non aveva scopo di vivere e la tragedia è stata che lui sapeva, forse meglio di altri …”
Poi l’americano condivise col collega Sidnev informazioni e conclusioni della British Intelligence, del generale di brigata Ford: Evidenze ottenute da fonti oggi disponibili fanno rilevare come il gruppo di testimoni sono completamente estranei alla vicenda. Non ci sono prove per sostenere le versioni circolanti, che dicono che Hitler è ancora vivo. E’ impossibile pensare che le versioni dei vari testimoni siano tutte prefabbricate… Non sembra possibile che i testimoni si siano sbagliati per quanto riguarda il cadavere di Hitler.

article-2263418-16FA58ED000005DC-429_634x558Che fine ha fatto Hitler? Inchiesta trilaterale

Nonostante ritenessero Hitler morto, i funzionari britannici e americani proposero ai russi un’indagine trilaterale. Con questa richiesta, intelligence occidentale si rivolse al maggiore generale Sidnev che non era solo il comandante del settore di Berlino, ma uno della NKVD, come gli occidentali sapevano bene. Sidnev chiese lumi a Beria e Beria rimbalzò la palla a Stalin. Prima però interrogò i suoi più stretti collaboratori. Le opzioni possibili erano due: rispondere positivamente alla proposta anglo-americana e continuare insieme l’indagine; o dare una risposta evasiva. (Sopra il titolo foto i russi ricontrollano la fossa dov’erano stati trovati i corpi di un uomo e di una donna nel giardino del bunker)

Di certo andava compiaciuto Stalin che accettò l’idea dell’indagine che chiamò “Mito” fingendo di riverificare tutti i dati raccolti tra maggio e giugno 1945; di mettere in dubbio la lealtà dell’entourage di Hitler (Lynge, Guensche, Baur, Rattenhuber); di controllare alcune incongruenze negli atti della Commissione. A ricontrollare il lavoro di Serov fu incaricato lo stesso Serov.

Il primo reinterrogato fu Hans Baur, capo pilota di Hitler. Dalle interviste filmate apparve chiaro che gli investigatori erano interessati a questa domanda: Hitler era in grado di volar via da Berlino? Allo stesso tempo sono stati confrontati dati sulla possibile fuga in Estremo Oriente. Baur (aveva una gamba amputata), fu torturato a lungo, picchiato e costretto ad ascoltare il pestaggio di un altro detenuto. Disse che Hitler era pronto a suicidarsi e che aveva nascosto il veleno nella protesi.

Tutti i testimoni dissero che Hitler era morto. Naturalmente, la loro versione nei dettagli differiva.

Il viaggio a Berlino fu stato richiesto dagli alleati che volevano visitare il giardino della Cancelleria del Reich e il primo luogo di sepoltura dei resti di Hitler e la Braun.
In grande segretezza 7 testimoni tedeschi – primi a Brest, poi attraverso la Polonia, arrivarono a Berlino (carcere di Lihtenbergskuyu). La Commissione di 3 persone era guidata dal colonnello Clausen dell’NKVD che parlava tedesco, il colonnello Osipov e il medico patologo Semenov.  

Stalin_propagandaInchiesta segreta di Stalin

Piano segreto sulle misure operative per indagare la scomparsa di Hitler (16 maggio 1946)
Per chiarire le circostanze della scomparsa di Hitler prendere i seguenti provvedimenti:
1. Fare una mappa (in scala) della posizione dei vecchi e nuovi uffici della Cancelleria e del bunker di Hitler, scattare una foto di questi luoghi; 2) ispezionare l’interno del rifugio di Hitler; 3) trovare il cestino personale usato da Hitler e Eva Braun.

Poi eseguire un’autopsia sui cadaveri trovati all’inizio di maggio 1945 nel giardino della Cancelleria del Reich per ricontrollare l’età dei morti, e la causa del decesso. Esaminare parti degli organi interni e scheletro con foto e radiografia. Per questo a riesumare i corpi e portarli in una stanza designata all’ospedale WHAM.

Sulla base delle attività di cui sopra e dei dati raccolti in precedenza, condurre indagini su un piano separato.

article-2263418-16FA5B08000005DC-510_634x615Descrizione del bunker di Hitler

Esito del rapporto stilato il 18 giugno a Berlino. Il bunker è situato nella parte orientale del giardino, a 25 metri dal vecchio ufficio e a 78 dal nuovo. Il rifugio antiaereo ha due uscite: una dagli uffici del vecchio edificio e l’altra dal giardino. Sopra l’ingresso al riparo dal giardino c’è una copertura in cemento armato triangolare, di 8,93 metri x 7,37 x 4,88. (Sopra il titolo foto i russi nel 1946 cercano nuove tracce nel bunker)

All’ingresso del giardino, lato ovest, adiacente alla porzione di superficie incompiuta del dispositivo di ventilazione, è situata la torre di osservazione in cemento, alta 5 metri, con tre portelloni di lamiera di acciaio con serratura. Nella parte inferiore della torre (parete di fronte al vecchio edificio degli uffici) ad una altezza di 1,60 metri c’è una botola con scala in ferro che conduce direttamente al rifugio. Questo sportello è chiuso da uno scudo in acciaio cavo. La circonferenza della torre è di 15 metri. Il telaio della porta principale che conduce al rifugio del giardino è di 1,90 metri, largo 91,5 cm, ma la porta oggi è mancante.
Nel rifugio la scala in pietra è larga 1 metro, fa 4 giri e ha 37 gradini (ognuno da 19 cm) secondo la profondità dei rifugi antiaerei.

Nella stanza ci sono tracce di fuoco, mobili carbonizzati, pareti e soffitto di alcune stanze (reception, ingresso, stanza di Hitler, ecc) sono annerite dal fumo. Pavimenti in pietra, piastrelle, tracce di inondazioni. Sui mobili e sui muri c’è muffa. I mobili superstiti sono parzialmente distrutti, con tutta la tappezzeria in pelle e stoffa.

Gli ambienti di Hitler erano uno studio, la camera, il bagno. Due servizi igienici, uno per Eva Braun. Le camere sono interconnesse e separate dalla porta di legno.

Nella stanza da letto di Hitler ci sono: un armadio in legno, moquette e tracce di pregiati fucili; nell’ufficio  una semplice scrivania di legno e un divano. Nella stanza di Eva Braun, un letto di legno, un armadio e l’armadio di un maggiordomo. Nella toilette di Hitler, un piccolo tavolo di legno. L’ufficio di Hitler misura 3,37 metri x 3,17 e ha 3 porte: dà sulla camera anteriore, sulla camera e sullo spogliatoio. Davanti alla porta frontale, c’è un divano, sulla cui parete è ben visibile l’impronta di un quadro appeso. A destra dell’entrata dalla parte anteriore, lungo la parete, c’è una semplice scrivania di legno. La parete sopra la scrivania mostra chiaramente i segni ovali di foto appese, una scia di piccoli dipinti conservati sul muro vicino alla porta che conduce alla camera da letto di Hitler.
Il divano di cui sopra, morbido, è in legno di pino, lungo 1,94 metri per 79,5 centimetri, alto con schienale 80 cm, altezza schienali 46 cm, larghezza seduta 64 cm. L’arredamento è stato rivestito in tessuto bianco con il blu scuro e altre tinte blu. La tappezzeria del divano si è conservata solo sul lato sinistro vicino alla parete tra la camera e lo studio.

Lo studio si fa approfondito sul divano: in cima oltre 28,5 pollici, un paio di spruzzi di colore marrone e rosso-marrone scuro e un paio di macchie quasi nere e marroni. Spruzzi rotondi e di forma ovale, il diametro del getto tondo – 0,5 m / 0,3 cm, il formato delle gamme spruzzo ovali da 0,2 centimetri x 0,1 cm per 0,4 centimetri x 0,1 centimetri macchie hanno forma irregolare, le loro dimensioni – 0,6 x 0, 4 a 7 centimetri x 2,6 centimetri. Inoltre vi è un gran numero di punti di grigio, di forma e dimensioni diverse delle escrescenze stampi. Sulla superficie interna, oltre 36 cm si vedono 8 striature di pallido colore bruno-rossastro definito…  Alla sommità di 7 striature ci sono 2 tagli di coltello. Segue descrizione minuziosa di ogni minuscola macchia trovata…

Lasciando il rifugio, sulla parete sinistra della porta vestibolo, proprio davanti alla porta, a  un metro e mezzo di altezza dal pavimento si trova una macchia bruno-rossastro di 19 centimetri x 0,5; e un’altra di 4 cm davanti allo stipite… Altre macchie irregolari di 2 cm di diametro sono a 87 cm da terra sul bordo della porta all’ingresso delle scale e strisce di sangue sulle scale e sulla parete…

Si conclude che il tipo e la distribuzione di macchie d’acqua e spruzzi di sangue sul divano nella ex stanza di lavoro di Hitler indicano che lì c’è stata una copiosa fuoriuscita di sangue. La vittima è stata ferita da un colpo alla testa mentre stava seduta nell’angolo destro del divano, vicino al bracciolo. Dopo di che ha perso conoscenza rimanendo immobile con la testa inclinata a destra, ed è cominciato a gocciolare il sangue sul pavimento. La vittima è stata portata fuori di uno studio, attraverso le camere comunicanti, le scale per l’uscita di emergenza.

Poi si fece uno studio microchimico delle macchie di sangue da cui si concluse il 30 maggio 1946, che nel cratere di 4 metri x 5 provocato da una bomba d’aereo e di artiglieria, assieme a diversi tipi di rottami di ferro sono stati trovati i corpi carbonizzati di un uomo e una donna (presumibilmente Hitler ed Eva Braun). In fondo a una fossa scavata quasi nel mezzo, alla profondità di 50 – 60 cm, sono stati trovati poco distanti uno dall’altro: 2 pezzi parzialmente carbonizzati di ossa del cranio, una delle quali segnata dal foro di uscita di un proiettile; un paio di piccole parti della materia grigia; parte del plantare di una scarpa con tacco fortemente carbonizzata; guinzaglio di plastica e tessuto bianco e blu scuro con fibbia in metallo, un anello e un pezzo di una cinghia di cuoio stretta attorno alla circonferenza e pezzi di cane dalla tinta brunastra; un paio di piccole ossa degli arti di un piccolo animale; lo stabilizzatore di bombe e due lattine di benzina. Gli elementi elencati, ad eccezione delle ossa animali, sono allegati come prova.

I fotografati frammenti di cranio dovrebbero essere studiati ulteriormente, soprattutto perché contraddicono la versione precedente dell’avvelenamento di Hitler.

Sulla base dell’esame dei due pezzi parzialmente carbonizzati di cranio trovati il 30 maggio 1946, si evince che appartengono alle ossa parietali e all’osso occipitale di un uomo adulto. Dall’osso parietale è uscito il proiettile. Lo studio permette di riconoscere che il colpo è stato sparato a bruciapelo, o in bocca o nella zona temporale destra, dal basso in alto, da destra a sinistra, all’indietro. Il colpo è partito da un’arma di medio calibro.
Segue elenco delle persone portate a identificare il corpo di Hitler: Voss, Schneider, Lange, Hoyzerman, Ekkold, Tsim, Mengerskhauzen, Kunz, Haase Ehtman, Fritsche; più i parenti del führer: 16 persone, tra cui Maria Kopenshtayner, arrestata in Austria nel giugno del 1945, che aveva visto suo cugino Hitler ultima volta nel 1907, suo marito che non l’aveva mai visto,  Edward Schmidt e sua figlia.

article-2263418-16F97CD3000005DC-768_634x550I resti in mano al KGB

Tra i documenti KGB ci sono i denti di Hitler e della Braun, più documenti e informazioni che Guensche il 6 agosto 1948 inviò al campo di Butyrki numero 27. Dagli archivi del fondo Stalin è uscito un documento strano che apre un nuovo capitolo. Il 9 gennaio 1948 il capo dei servizi segreti della Polonia del nord, generale Vinogradov, inviò un rapporto a Stalin: a Varsavia nel processo al pilota Peter Baumgart, il tedesco disse che il 29 aprile 1945 aveva portato Adolf Hitler da Berlino in Danimarca, atterrando a circa 70 km dal fiume Eyter. Hitler lo ringraziò e gli diede anche del denaro. (Sopra il titolo una delle stanze di Hitler nel suo bunker di Berlino)

Stalin chiese subito all’ambasciatore a Varsavia, Lebedev di portargli quel nazista, ma Lebedev disse che si trattava di un uomo con problemi mentali.

Hitler And Braun Dine In Still From Private Home MovieFialette di cianuro per tutti

Robert Kempner, procuratore al processo di Norimberga, scrisse: “Io e il mio staff avevamo il sospetto che Hitler e sua moglie Eva si fossero avvelenati. Il sospetto è stato suggerito da molti interrogatori, in cui si diceva che i medici SS distribuirono fiale di veleno ai principali funzionari del partito in caso di crollo del Terzo Reich. E in molti casi sono stati utilizzati questi flaconcini: la famiglia Goebbels, il Reichsführer SS Heinrich Himmler suicida, come pure nel braccio della morte Hermann Goering. Il mio sospetto che Hitler si sia avvelenato, si è rafforzato dopo l’interrogatorio di Dr. Blaschke. Hitler non era il tipo che spara, ma piuttosto il tipo che, finendo in un vicolo cieco, sceglie il veleno come via d’uscita”.

Tra i veterani del KGB si credeva fermamente che Hitler si fosse sparato e fosse stato avvelenato. Nel giugno del 1945 fu eseguito l’esame chimico n. 291 su 30 campioni di organi interni e 12 campioni di sangue dai resti della famiglia di Joseph Goebbels, cani e Krebs. Anche i cadaveri ritenuti Hitler e la Braun presentavano tracce di veleno.

I custodi dei segreti sono gli archivi del KGB, il generale Gorbushin e traduttrice Elena Rzhevskaya. Gli altri sono tutti morti. (Nella foto Adolf Hitler a pranzo con Eva Braun)

figli di GoebbelsGli ultimi documenti top secret

L’ultima fase del mistero risale all’autunno del 1994, quando sono entrato in possesso di una cartella senza cuciture, costituita da documenti distinti, alcuni scritti a mano, e uno degli atti era una copia di un documento conservato negli archivi del Segretario generale del PCUS. Il primo è datato 10 agosto 1945 ed era stato inviato a un vice capo della SMERSH 3^ Armata Gorbushin dal generale Vadis: “Invio l’atto della posizione dei cadaveri di Hitler, Goebbels, Eva Braun, Magda Goebbels, Cribbs e dei figli di Joseph Goebbels, (nella foto, ndr) sepolti a Rathenow.”

L’atto, antedatato al 4 giugno 1945, diceva: “Dopo l’esame forense e tutte le attività operative per l’identificazione, tutti i corpi sono stati sepolti in montagna a Buch. In connessione con il trasferimento del Dipartimento di KRO SMERSH i cadaveri dell’esercito sono stati rimossi e trasportati in primo luogo nella zona finlandese, e poi il 3 giugno 1945 nella regione di montagna. E infine sepolti a Rathenow.”

Gorbushin non sapeva allora che avrebbe dovuto ripetere la procedura per il funerale. Ma ha descritto con precisione la sepoltura dei cadaveri e la “scatola con due cadaveri di cani.” La fossa era stata rasa al suolo, ma, secondo le regole tracciate – nel caso in cui. Così, si può supporre per sei tombe: due nel giardino della Cancelleria del Reich, uno a Buch, due nelle zone finlandesi (in effetti è stato riesumato!) E uno a Rathenow. Nessun documento rimanda a Stendhal, di cui mi ha parlato Gorbushin.


L’altro atto riguardava il febbraio del 1946. Il capo della SMERSH 3^, il generale Miroshnichenko informava Zelenin Vadis lasciando Berlino dicendo che il 21 febbraio “In montagna a Rathenow, è stata scoperta una fossa con i corpi di Hitler, Braun, Goebbels e dei loro figli, e del generale Cripps. Sono tutti semi-marci dentro casse di legno, e come tali sono stati portati in montagna. Il controspionaggio SMERSH li ha ri-sepolti in una fossa, a 2 metri di profondità nel cortile del numero civico 36 sulla strada Vestendshtrasse a Magdeburgo.

BREZNEVL’ultimissima fase

Il 13 marzo 1970 Yuri Andropov presidente del KGB, inviò al segretario generale del Comitato centrale del PCUS Leonid Breznev  (nella foto il loro bacio, ndr) la lettera altamente classificata n. 655/A/ov in cui sottolineava alcune formalità. Ma le frasi più importanti sono scritte a mano: “Nel febbraio 1946 a Magdeburgo presso il campo militare occupato da un reparto speciale del KGB della 3^ Armata GSOVG, sono stati sepolti i corpi di Hitler, Eva Braun, Joseph Goebbels, la moglie e i figli (10 cadaveri). Al momento attuale, sulla base di accordi nell’interesse delle nostre truppe, il comando della città militare  viene passato alle autorità della DDR. Il potenziale di costruzione o altri lavori di sterro in questo settore possono portare al rinvenimento delle sepolture. Riterrei quindi opportuno effettuare l’estrazione dei resti e la loro distruzione per combustione. L’evento sarà effettuato da forze strettamente segrete del reparto speciale Task force del KGB e adeguatamente documentato.”

Il 16 marzo 1970 Andropov ricevette la risposta: “Accetto. Firmato Breznev, Kosygin, Podgorny”, cioè l’intera troika: Segretario Generale del Comitato Centrale, Presidente del Consiglio dei Ministri, Presidente del Presidium del Soviet Supremo CCCP.

Nacque così l’ultima operazione di questa strana storia, operazione in codice “Archivio”. Il 26 marzo 1970 Andropov approvò il seguente documento top secret chiamato “Il piano della manifestazione Archivi”, in cui scriveva a mano: “Lo scopo della manifestazione è togliere e distruggere fisicamente i resti di criminali di guerra sepolti a Magdeburgo il 21 febbraio 1946 in una caserma di via Vestendshtrasse vicino alla casa numero 36 (ora Klauzenershtrasse)”.
Il piano prevedeva: “1. Due o tre giorni prima dell’inizio del lavoro, sul luogo di sepoltura forze del plotone di OO KGB sistemeranno una tenda, delle dimensioni che consentano l’intervento senza essere visti; 2. Protezione vicino alla tenda con personale operativo, dedicato all’evento “Archivio”; 3. Organizzare una posizione nascosta per la contro-sorveglianza dei luoghi, nelle vicinanze: una casa di cittadini locali, per rilevare eventuale spionaggio. Nel caso, adottare misure per combatterlo; 4. Scavi notturni. Una volta trovati i resti metterli in contenitori appositamente preparati.”

benzina su HitlerI becchini del KGB

Il 26 marzo in piano è arrivato a Magdeburgo e nella notte tra il 4 e il 5 aprile è stato attuato. La task force “ha eseguito il disseppellimento con autopsia dei resti dei criminali di guerra nella città militare sul Vestendshtrasse presso il numero civico 36 (ora Klauzenershtrasse). Con l’apertura delle tombe ha scoperto che i resti dei criminali di guerra sarebbero stati seppelliti in 5 scatole di legno impilate una su un’altra a forma di croce. Le scatole sono marcite e trasformato in polvere”. Il 5 aprile la task force ha provveduto alla distruzione fisica dei resti, bruciati e trasformati in ceneri disperse. Nessuno ha fatto domande. Caso chiuso.

H calvoE se Hitler fosse davvero fuggito in Argentina?

Tra gli ultimi scrittori ad aver sposato la tesi della fuga dei gerarchi con tre sommergibili, ci sono i giornalisti inglesi Gerrard Williams e Simon Dunstan e il saggista investigativo sudtirolese Patrick Burnside che vive a San Carlos de Bariloche in Argentina. I due inglesi sostengono che Hitler, rifugiatosi in Patagonia con Eva Braun, abbia da lei avuto due figli prima di morire nel 1962. Si parla della loro casa come di una costruzione a due piani con tre stanze al primo comunicanti con due bagni: insolita architettura che somiglia perfettamente a quella delle vacanze di Hitler in Baviera.

Lo storico paraguayano Mariano Liano nel suo libro Hitler, i nazisti in Patagonia ricostruisce gli ultimi giorni del Terzo Reich ipotizzando che Hitler si fosse accordato con i servizi segreti americani per lasciare il bunker prima del loro arrivo. Sarebbe fuggito con 3 U-Boat con sette persone a bordo, tra cui la moglie, raggiungendo prima la Spagna e poi il villaggio argentino di La Falda nei pressi di Cordoba, 800 km a nord ovest di Buenos Aires, a 935 metri di altezza, dove vivevano già altri gerarchi. Sarebbe arrivato lì nel ’46, quand’era al potere il generale Juan Peròn che aveva già offerto ospitalità segreta ai nazisti in fuga con le loro ricchezze. Poi si sarebbe trasferito nella provincia di Rio Negro in Patagonia a Bariloche (893 metri di altezza) (foto della residenza Estancia Inalco indicata come casa sua) dove i sommergibili sarebbero stati affondati per non lasciar traccia. Bariloche, è detta la piccola Svizzera: a ridosso delle Ande cilene, all’epoca era abitata solo da 500 persone tra cui diversi austriaci, tedeschi, italiani. Presenta case in stile bavarese, costruite attorno ai laghi. Lì anni dopo fu trovato Priebke, proprietario di un’apprezzata salumeria.

Conrad Meier, storico locale dal cognome tedesco, smentisce tutto dicendo che non esiste un solo documento o un testimone diretto della presenza del capo del nazismo.

junkers-ju-352-herkules-transport-01Ma la leggenda del rifugio argentino del führer sopravvive. Lo scrittore argentino Abel Basti parla di una fuga da Berlino a Barcellona con scalo a Linz, assieme a moglie e tre gerarchi a bordo di un quadrimotore militare tedesco Junker 290 (foto) di cui si danno perfino i codici 0163 PIPQ (aereo poi trovato in un aeroporto navale presso Amburgo). In Spagna Hitler sarebbe rimasto un mese sotto la protezione dell’amico Franco, finchè il suo nascondiglio sarebbe stato scoperto dagli americani. Lo si legge in un rapporto FBI del maggio 1947, sostiene Basti. A quel punto i nazisti in fuga si sarebbero imbarcati su un sottomarino raggiungendo l’Argentina.

Se così fosse l’aereo da trasporto tedesco avrebbe dovuto attraversare lo spazio aereo italiano (ovvero alleato); altri ipotizzano la fuga con un sommergibile dalle coste tedesche, danesi o norvegesi.

Residencia Inalco - 03In Patagonia il buen retiro

Chi crede nel rifugio argentino di Hitler parla di un viaggio fino alla Patagonia, con diverse tappe seguenti in giro per l’Argentina fino all’ultima in località Villa La Angostura, (foto) sul grande lago Nahuel Huapi. Lì esiste dal 1943 una grande villa disegnata dall’architetto Alejandro Bustillo (costruttore di diverse residenze per tedeschi in Argentina). ku-xlargeIl lotto era stato acquistato nel ’43 da Enrique Garcia Mereou, lobbysta legato ai capitali tedeschi in quel Paese e poi passò sotto il controllo di Jorge Antonio, amico e finanziatore del presidente Juan Peron. Residencia Inalco - 04Secondo la leggenda questa residenza fu abitata dalla famiglia Hitler fino alla fine anni ’70. Hitler, che si era tagliato i baffetti, si presentava calvo e con una profonda cicatrice sul labbro superiore. Viaggiava tranquillamente da lì a Cordoba, al vicino Cile e a Mar del Plata dove si dice che incontrò Ante Pavelic, il leader dei nazisti croati. Arrivare a quella villa è difficile anche oggi: lo si fa con un’imbarcazione o un idrovolante, o al termine di un lunghissimo sentiero in mezzo al bosco che la protegge. Si trova a 7 km da Bariloche. Quando questa casa, la Estancia Inalco, venne messa vendita con 452 ettari di terra, l’annuncio immobiliare giocò sull’equivoco: Hitler ha vissuto qui?

Erich-PriebkeAlmeno 10 i gerarchi fuggiti in Argentina

Che Hitler sia sfuggito a morte certa (come peraltro disse subito Stalin parlando proprio della Patagonia come di un suo possibile rifugio) non è poi un’ipotesi tanto remota. Proprio in Argentina furono molti i nazisti a trovare rifugio. Tra questi: Klaus Barbie detto il boia di Lione (morto in carcere a Lione nel 1991), Gehrard Bohne detto lo sterminatore di handicappati (imprenditore e consulente legale in Argentina, morto libero e con una pensione tedesca, a Francoforte nel 1981), Dino Sakic responsabile croato del lager di Jasenovac (aprì una fabbrica tessile in Argentina, morto nell’ospedale del carcere di Zagabria nel 2008), Adolf Eichmann ideologo della soluzione finale (morto impiccato in Israele nel 1962), Joseph Mengele, chiamato l’angelo della morte (morto libero a Bertioga in Brasile nel 1979), Ante Pavelic fondatore degli Ustascia (morto a Madrid nel 1959 per le ferite di un attentato), Erick Priebke (foto) il responsabile delle Fosse Ardeatine, (100 anni festeggiati a Roma nel 2013, agli arresti domiciliari), Eduard Roschmann detto il macellaio di Riga (morto libero nel 1977 in Argentina dove faceva import-export con la Germania), Walter Schreiber direttore della sperimentazione nei lager (in seguito spia per gli Usa, morto libero nel 1970 a Bariloche dove lavorava come infettivologo in un laboratorio medico) e Josef Schwammberger (nato nella Bressanone austriaca), comandante del ghetto di Przemsy (morto nel 2004 in un carcere tedesco). Video Berlino 14 maggio 1945

6 risposte a “Hitler morto suicida o esule?

  1. Michele Rago scrivi quali sostanze usi per segnalare simili assurdità oppure leggi libretti da scuola primria!!!
    Cosa c’entra la Merkel nata nel 1954 membro della Libera gioventù tedesca COMUNISTA!!!
    Storicamente il Nazionalsocialismo mai avrebbe accettato un Trattato come quello del 1993 a Maastricht e mai parlò di unione monetaria, casomai di autodeterminazione dei popoli,ma è altra storia.
    L’obiettivo di cui tu parli casomai è quello della ex URSS già fallita nel 1973 e mantenuta in vita solamente dalla commissine trilaterale fino agli anni 90′ per poi inglobarsi tranquillamente nel libero mercato,infatti comunismo e capitalismo sono due facce della stessa medaglia e i sovietici questo lo sapevano benissimo.
    Ci sono alcune somiglianze assolute tra UE e URSS:
    L’UE come l’URSS si basa su un sistema centralizzato di tipo tecnocratico, dove le decisioni importanti vengono prese per volere dei pochi burocrati facenti parte della Commissione mentre il Parlamento le ratifica, un pò come il Parlamento sovietico (“Soviet Supremo”) era tenuto a ratificare le decisioni del Politburo, i cui membri, come quelli della CE, non erano eletti da nessuno.
    Inoltre, come per l’URSS, l’integrazione dei diversi paesi che fanno parte parte dell’UE è basata sull’omologazione, invece che sul rispetto e la valorizzazione delle DIVERSITA’ di essi, e sul predominio degli standard economici su tutto il resto.

    • E ha anche il coraggio di contestare a Michele Rago di quale sostanze dovrebbe abusare? Il nazismo che perorava “l’autodeterminazione dei popoli”? Dovrebbe lei cominciare sì dalle basi elementari della Storia, lasciando perdere certe sostanze (tipo metanfetamina, ben citata dall’ottimo estensore dell’articolo) invece di sproloquiare sulla Trilatelar Commision che avrebbe (SIC!!) mantenuto il nemico supremo sovietico fino al 1993!
      Quando la finirete voi criptonazisti della domenica di cianciare di complotti e prenderete atto che vi siete bruciati il cervello, semmai lo avete avuto?

  2. Roberto la tua cultura e le tue ricerche su temi di storia come quello della maorte di hitler sono avvincenti e misteriosi. ho apprezzato molto il tuo articolo, davvero notevole. Arrigo R.

  3. L’ha ribloggato su Michele Ragoe ha commentato:
    Questo documento conferma che il nazismo aveva un obiettivo, lo stesso che oggi sta portando con forza a conclusione la Merkel, l’Unione Europea con il netto dominio della Germania.

  4. Pingback: Hitler morto suicida o esule? | Michele Rago·

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