Usa No fly zone


WILLIAM TELL '84Usa No fly zone per il presidente venezolano

Ma cosa sta succedendo? Il presidente afro americano Barack Obama, democratico, premio Nobel per la pace, a cui tutto il mondo guardava con enormi speranze dopo il periodo dei Bush padre e figlio decisamente guerrafondai, non solo sta mantenendo alta in Afghanistan la presenza militare (ritirando dopo 9 anni quella in Iraq), ma minaccia guerra a Iran e Siria. E ora si abbassa ad un gesto infinitesimamente più piccolo, ma comunque provocatorio, nei confronti di un altro Stato, questa volta latinoamericano: nega al presidente del Venezuela Nicolas Maduro il permesso di sorvolo dell’isola caraibica di Porto Rico, che nel 2012 col 61% dei voti dell’ennesimo referendum, ha chiesto di diventare la 51^ stella della bandiera degli Stati Uniti, avviando il processo di adesione al colosso americano. venezuelamaduro

Maduro che rappresenta una nazione ostile agli Usa, ma solo sotto il profilo politico e non certo militare, si è così visto negare la possibilità di volare direttamente da Caracas a Pechino dov’era atteso dal presidente Xi Jinping. Il mancato rispetto del divieto di sorvolo di un territorio comporta l’intervento dei caccia intercettori con il conseguente allontanamento del velivolo straniero che viene ritenuto ostile.

In risposta a questa interdizione il presidente Maduro, costretto ad allungare di molto l’itinerario, ha dichiarato che questo è un atto di aggressione che comporterà possibili misure diplomatiche contro gli Stati Uniti, ritenuti colpevoli anche di aver negato a una delegazione venezolana i visti per partecipare a New York all’assemblea generale dell’ONU.

Ma perché tanto astio nei confronti del Paese latino? La Repubblica Bolivariana del Venezuela, federata e democratica (29 milioni di abitanti), è stata la prima nazione dell’America Latina a rendersi indipendente dalla colonizzazione spagnola nel 1811. Le sue colpe, rispetto agli Usa, sono di aver detto addio a una storia moderna dominata da dittatori di destra sempre filoamericani, quando il golpe militare del 1958 passò il potere nelle mani di una serie di presidenti eletti da libere elezioni. Tra questi i più ostili verso gli Usa sono stati Hugo Chavez e il suo successore Nicolas Maduro, entrambi di sinistra e che tengono saldamente il potere. Chavez si è progressivamente allontanato dagli Stati Uniti avvicinandosi a Cuba e ottenendo il sostegno di altri Paesi latini come Brasile, Argentina, Bolivia, Ecuador, Nicaragua. 57510Ma ciò che più infastidisce gli Usa è il fatto che il Venezuela – ottavo produttore mondiale di petrolio con oltre 3 milioni di barili prodotti quotidianamente – abbia nazionalizzato i propri pozzi impedendone così lo sfruttamento alle compagnie americane. Inoltre il Venezuela è nettamente favorevole a rafforzare il patto economico- politico che lega ormai tra loro i Paesi sudamericani, sganciatisi dall’influenza nordamericana. Ma nonostante queste ostilità, gli Stati Uniti restano per il Venezuela il primo partner commerciale: dagli Usa arriva il 27% delle importazioni e agli Stati Uniti esporta il 21% di quanto manda all’estero.

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