Il passo dell’oca


RUSSIASavoia il passo dell’oca?

Dal Principe Sole a Putin

Si chiamava Eugenio ed era figlio del principe Eugenio Maurizio di Savoia- Soissons ( governatore delle province di Champagne e Brie ) e di Olimpia Mancini, nipote romana del cardinal Giulio Mazarino, primo ministro del Re Sole. Nella sua vita si portò dietro il soprannome di Principe Sole, perché si diceva fosse figlio illegittimo di Luigi XIV. Si deve a lui ( a quanto pare ) l’invenzione della marcia militare più marziale che ci sia: il cosiddetto passo dell’oca ( nella foto eseguito dalla guardia presidenziale russa al Cremlino ) declinato in differenti maniere soprattutto dagli eserciti dei regimi totalitari, ma non solo, e in uso ancor oggi in Paesi come Russia, Cina, Corea del Nord, Vietnam, Cile, Perù, Venezuela.

DSCN7177Nato nel 1663 nella corte parigina dove la madre ( protetta dal potente zio cardinale ) organizzava le feste per re Luigi XIV, Eugenio lasciò la Francia dopo che la mamma fu espulsa dal Paese perché ritenuta responsabile con altre dame di corte di alcuni avvelenamenti. Rifugiatosi a Vienna, vi rimase nonostante il Re Sole lo richiamasse in Francia; lì l’imperatore Leopoldo I d’Austria, apprezzando le doti militari di casa Savoia, lo promosse aiutante di campo di Carlo V di Lorena. Distintosi in prima linea, guadagnò nel primo anno di comando, il ruolo di comandante del reggimento imperiale chiamato in onore suo e del fratello Luigi Giulio che l’aveva guidato fino alla morte, Dragoni di Savoia. In seguito riformò l’esercito austriaco rendendosi precursore della guerra moderna e diventando comandante dell’esercito imperiale asburgico.

Come si legge nel poderoso libro Oesterreichs Hort ( Il tesoro austriaco ) del 1908, il motto del principe Eugenio suonava più o meno così: La sua prima terra è italiana, poi inglese. Piega il suo entourage gallico. E poi con colpo ancor più pesante, sconfigge il Lander divorando l’Islam. Nella polvere, dove probabilmente non rinascerà mai piùDSCN7179

Il passo dell’oca quindi nasce da questo figlio d’italiani e, dalla Vienna di fine Seicento, si trasferisce alla Prussia di inizio Settecento sotto il dominio di Federico II il Grande, grande re guerriero, soprannominato dai suoi soldati Il vecchio Fritz. La marzialità e rigidità del passo dell’esercito prussiano piacque allo zar di tutte le Russie che l’adottò per i suoi soldati e poi a Hitler a cui non sembrò vero di poter usare la rigidità di quel passo, esaltandola al massimo per dimostrare la fermezza dei suoi soldati e delle sue milizie. Dopo l’introduzione nell’esercito nazista ( Wehrmacht ) il passo dell’oca venne acquisito anche da Mussolini, primo dittatore dell’era moderna, che a partire dal 1938 lo introdusse nelle parate col nome di passo romano: e questo nonostante al re d’Italia ( Savoia come Eugenio di Savoia- Soissons ) quella cadenza non piacesse proprio. Nei video seguenti, alcuni esempi di applicazione moderna del passo dell’oca: dagli eserciti nazista e fascista a quelli di Russia, Corea del Nord, Vietnam, Cile, Perù e Venezuela.

cinesesineUna marzialità, in quel passo cadenzato, associata nell’immaginario collettivo all’idea di estrema disciplina, di regime: anche perché il passo dell’oca è sempre stato usato ( in Europa, Asia e America Latina ) proprio per incutere timore ostentando la forza e la durezza dei soldati in marcia.

Video passo dell’oca nell’esercito nazista 
Video passo dell’oca delle camice nere
Video parata militare in Russia
Video parata militare in Vietnam
Video parata militare in Nord Corea
Video parata militare in Cile
Video parata militare in Perù
Video parata militare in Venezuela
Video parata militare in Cina

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