L’ultima intervista al duce


 

 

752520 aprile ’45. L’ultima intervista a Mussolini

 

1945 , ultimi giorni della Repubblica Sociale Italiana . Benito Mussolini giunse a Milano la sera del 17 aprile 1945 , insediandosi nel palazzo della Prefettura in via Monforte .

Per un mese aveva cercato , tramite l’arcivescovo di Milano Ildefonso Schuster , di ottenere il cessate il fuoco . Il 13 marzo aveva scritto al cardinale una lettera in cui fissava le sue richieste : l’11 aprile il cardinale fu informato che gli alleati esigevano la resa incondizionata e non avrebbero trattato col capo del fascismo . Ma Schuster non ne fece parola con Mussolini , il quale era ormai in totale isolamento : nemmeno i tedeschi lo informarono delle trattative in corso con gli alleati vicini al Po . Il 18 marzo Hitler gli mise alle costole un ufficiale delle SS con 30 uomini : Fritz Birzer guidava ufficialmente questo gruppo di guardie del corpo ,  in realtà doveva controllarne le mosse e impedirgli di fuggire .

Il 20 aprile alle tre e mezza del pomeriggio Mussolini ricevette in Prefettura Gian Gaetano Cabella , squadrista genovese ex direttore del Popolo di Alessandria, che giorni prima gli aveva chiesto udienza . Il giornale era il bisettimanale dei Fasci di combattimento della città piemontese , lo stesso su cui nel ’44 aveva scritto alcuni articoli il poeta americano Ezra Pound , innamorato dell’Italia ( dove si era trasferito nel 1924 ) e del fascismo ; lo stesso giornale su cui Cabella così aveva commentato il saccheggio nel dicembre 1943 delle case ebree e del tempio di Alessandria e la deportazione di 11 ebrei : … un bubbone estirpato da squadristi e ufficiali di Alessandria ; lo stesso giornale a cui i gappisti il 5 giugno del 1944 avevano fatto saltare con una bomba gli impianti tipografici.

L’incontro avvenne subito dopo l’ultimo consiglio dei ministri della RSI ( l’unico convocato a Milano ) iniziato alle 11 del 20 aprile e durato fin quasi alle 14 .

Maderno ministero InternoNei paesi le sedi dei ministeri fascisti

Erano presenti tutti i 12 ministri , le sedi dei cui dicasteri ( che vennero spesso spostate ) erano sparse in diversi città del nord : il governo risiedeva a Gargnano ( Bs ) ; la presidenza del Consiglio a Bogliaco ( Bs ) ; Economia corporativa a Milano dopo essere stata a Bergamo e prima a Ponte di Brenta ( Pd ) ; Cultura popolare a Milano e prima a Brescia e a Salò ( Bs ) ; Interno a Maderno ( Bs ) nella foto sopra il titolo ; Esteri a Salò ( Bs ) ; Difesa a Padenghe ( Bs ) e prima a Manerba ( Bs ) , a Soiano ( Bs ) e prima ancora a Desenzano ( Bs ) ; Giustizia a Brescia e precedentemente a Cremona ; Finanze a Brescia ; Educazione Nazionale a Padova ; Agricoltura a S. Pellegrino Terme ( Bg ) e prima a Treviso ; Lavori Pubblici a Venezia ; Comunicazioni a Verona ; Lavoro a Milano . I sottosegretariati si trovavano : quello per l’Esercito ad Asolo ( Tv ) ; quello per la Marina a Montecchio Maggiore ( Vi ) e prima a Vicenza e prima ancora a Belluno ; quello per l’Aeronautica a Milano e prima a Bellagio ( Co ) .

 

 

dsc07003-versione-2Il duce ai ministri RSI: La guerra non finirà

Dal resoconto ( riportato di seguito ) di Carlo Alberto Biggini , fascista spezzino della prima ora , rettore nel 1941 dell’Università di Pisa, ministro dell’Educazione Nazionale nel ’43 e poi allo stesso dicastero nella RSI con sede a Padova ( Palazzo Papafava ) , si evince che Mussolini ( e con lui il ministro della guerra generale Rodolfo Graziani ) non aveva le idee chiare su quanto stesse avvenendo ; o meglio percepiva più le diffidenze interne al Comitato di Liberazione Nazionale che l’ esito della guerra . Gli sarebbe piaciuto tentare di spaccare la galassia partigiana coalizzandosi con i partigiani non comunisti .

 Esaurito l’ordine del giorno amministrativo , Graziani ha fatto una esposizione panoramica della situazione militare . Ha parlato del fronte orientale , dove si delinea da parte dei russi l’investimento di Berlino , del fronte occidentale e particolarmente della lotta lungo l’ Elba e poi, a lungo , della guerra sul nostro fronte .

L’impressione di Graziani è che tutto non sia perduto e che , ad ogni modo , non si assisterà a una fine rapida della guerra .

Ha poi preso la parola il Duce , il quale ha parlato per oltre un’ ora della situazione militare e di quella politica . Condivide l’opinione di Graziani che tutto non sia perduto e che la guerra non terminerà rapidamente . Certo se non ci sono delle riserve , la guerra sul territorio tedesco dovrebbe presto ritenersi finita . “ Parlo della guerra vera ” ha detto il Duce , “intesa come contrapposizione di eserciti . Ma la guerra come tale non finirà, in ogni modo : non ci sarà armistizio . Oltre la resistenza passiva delle popolazioni germaniche , ci sarà in tutti i territori occupati una piccola guerra fatta da nuclei armati : ci sarà poi il ridotto bavarese unito al ridotto alpino e al nostro ridotto in Valtellina . Ossia sostanzialmente la guerra continuerà . E’ un grande dramma che non ha cinque atti , ma può averne sei , sette o otto .

La situazione militare in Italia potrebbe andare meglio : se ci fosse non dico un’aviazione ma almeno qualche squadriglia aerea . La marcia su Ferrara e Bologna del nemico avanzerà . Dopo ? Potrebbe puntare su Piacenza, oppure attraversare il Po . In tale caso tutto lo sbarramento sarebbe in crisi . Ma la guerra in Italia è subordinata a criteri di carattere politico . Gli uomini che dovrebbero essere i nostri successori sembra che abbiano paura di esserlo , oppure preferirebbero dividere con noi tale responsabilità” .

Il Duce , dopo aver parlato della borghesia e del proletariato, afferma che l’ala destra dei comitati di liberazione ha una paura pazza del bolscevismo . Suggerisce , quindi , l’opportunità di avvicinare uomini dei partiti avversari , se necessario stringere accordi , manovrare , vedere cosa si può fare affinché non ci sia la guerra fra italiani . “ La lotta al bolscevismo potrebbe essere il punto d’incontro di tutte le forze sane , senza per questo abbandonare il nostro programma social . Anche i nostri rapporti con i germanici dovranno evolversi : con cameratismo , con lealtà , ma dovranno evolversi .”

Infine il Duce si sofferma a lungo sul problema dell’alimentazione : “ Le rivoluzioni sono ideologiche , ma sono sempre cominciate davanti ai forni ” .

Moroni espone subito dopo la situazione alimentare , le disponibilità che abbiamo e l’azione che occorre svolgere anche nei rapporti con i germanici . Molte richieste tedesche sono assurde e la pianura del Po interessa non solo a noi ma anche a loro . Propone, quindi , Moroni dopo aver insistito su la necessità che i tedeschi ci lascino la libertà di alimentare il popolo italiano , che le autorità locali , provinciali e comunali abbiano l’ordine di tirare fuori il grano dagli agricoltori , che ai tedeschi si dica chiaramente che non possiamo dare più nulla , che si organizzino i trasporti .

Su la relazione di Moroni prendo la parola io , poi il Duce , Graziani , Pisenti e Pavolini . Infine il Duce conclude riassumendo la discussione ed impartendo direttive in ordine ai vari problemi .

A Mussolini sarebbe piaciuto fare un coup de theatre : presentarsi in duomo a Milano alla messa per i caduti di entrambi gli schieramenti e lì proporre la riconciliazione . Progettava anche contatti col Partito Socialista a cui avrebbe voluto cedere il comando . Ma gli arrivavano notizie di continue sconfitte militari e defezioni dei suoi . Video del 22 aprile 1945 : Mussolini in Prefettura riceve gli ultimi fedelissimi. 

indexL’intervista

Gian Gaetano Cabella , dopo breve attesa nella prima sala d’aspetto frequentata da ufficiali , gerarchi , prefetto Bassi e dal colonnello Colombo che comandava i poliziotti fascisti della legione Muti , vide arrivare alle 15 Junio Valerio Borghese comandante della Decima Mas accompagnato da ufficiali e dal capo di Stato Maggiore della Guardia nazionale repubblichina. Vedendo anche il ministro Fernando Mezzasoma parlare con alcuni giornalisti , l’osservatore fu colpito da un’apparente serenità . La vigilanza era limitata alle guardie al portone della prefettura e a una SS e un milite che sorvegliavano armati la scaletta che dal cortile portava all’appartamento dov’era il governo. Un ufficiale delle SS passeggiava fumando. Alle 15.20 arrivò il questore, che parlò col prefetto.

Cabella gli disse poi che aveva iniziato trattative con elementi partigiani che si mostravano interessati . Poi la porta del duce si aprì. L’usciere chiamò a gran voce Cabella, che depose su una sedia l’ edizione milanese della sua rivista ( dal settembre 1944 al numero con la data del 21 aprile 1945 ) e salutò sull’attenti . Ecco il suo racconto che , se avvenne davvero , mostra un dittatore ormai sfinito , che sente l’abbandono del popolo che credeva amico , mostra un’antica avversione per la Germania e preconizza la terza guerra mondiale .  Accusa Francia e Inghilterra di aver portato la Germania alla guerra e parla di una moltitudine di documenti in suo possesso , che testimoniano i suoi sforzi per evitare il conflitto . Considerandosi un grande , si augura la nascita di un suo giovane successore e spiega di aver mantenuto il potere per salvare l’Italia dalla definitiva conquista tedesca , firmando di fatto la sua condanna a morte.

Mussolini mi accolse con un sorriso . Si alzò e mi venne vicino . Subito osservai che stava benissimo in salute , contrariamente alle voci che correvano . Le tre volte che mi aveva ricevuto , nel ’44 , non mi era mai apparso così florido come ora . Il colorito appariva sano e abbronzato , gli occhi vivaci , svelti i suoi movimenti . Era scomparsa quella magrezza che mi aveva tanto colpito nel febbraio dell’anno avanti . Indossava una divisa grigio -verde senza decorazioni né gradi . Lasciò i grossi occhiali sul tavolo , sopra un foglio pieno di appunti a matita azzurra . Notai che il tavolo era piccolo : molti fascicoli erano stati collocati sopra un tavolino vicino . Alcuni giacevano perfino in terra , presso la finestra . Sopra una sedia , scorsi due borse in cuoio grasso ed una di pelle giallo scura .

Mussolini mi posò la destra sulla spalla e mi chiese : ” Cosa mi portate di bello ? ” . Non seppi rispondere lì per lì . Come succedeva a molti davanti a lui , mi sentii alquanto disorientato e dopo una breve esitazione risposi che ero felice di vederlo e che gli portavo la raccolta del giornale . Mi batté la mano sulla spalla . Fissandomi , mi disse : ” Vi elogio per quanto avete fatto per il consolidamento della Repubblica Sociale . Pavolini mi ha riferito del vostro discorso a Torino per il 23 marzo e del successo che avete ottenuto . Non vi sapevo anche oratore ” .

Gli offersi la raccolta del giornate e gli mostrai i grafici della diffusione e della vendita . Gli consegnai diversi scritti di fascisti , di combattenti , di giovanissimi . Sfogliò la raccolta soffermandosi su alcuni numeri .

Poi mi chiese : ” Desiderate qualche cosa da me ? “. Dopo un momento di perplessità risposi : ” Il mio premio l’ ho già avuto , è stato l’elogio che avete voluto farmi . Oso troppo se vi chiedo una dedica ? “. Gli mostrai una grande fotografia . La fissò un attimo , poi tornò al tavolo , si sedette , prese la penna e scrisse : ” A Gian Gaetano Cabella , pilota de “ Il Popolo di Alessandria ”, con animo della vecchia guardia . Benito Mussolini , 20 aprile XXIII ” .

Posò la penna . Volle ancora vedere i grafici della tiratura del giornale. Esposi brevemente i criteri che seguivo e che mi parevano giusti , quindi il Duce si soffermò sul grafico che riguardava la corrispondenza ricevuta dal pubblico , e osservò : “Molte lettere anonime , vedo…”.

Nel mese di marzo – precisai – su 2785 lettere ricevute, 360 sono state anonime . Però quando le vicende dell’Asse vanno meglio , le lettere anonime diminuiscono .

Mussolini prese il pacchetto delle lettere che gli avevo portato insieme con altre cose . Volle tenerle tutte : ” Se avrò tempo, le leggerò stasera ” .

Ebbi l’impressione che l’udienza fosse per finire . Allora mi feci animo : ” Duce , permettete che vi rivolga qualche domanda ? “. Mussolini si alzò . Mi venne vicino . Guardandomi negli occhi , con un accento e un’espressione che non dimenticherò mai , mi chiese d’improvviso : “Intervista o testamento ?”.

A quella domanda inaspettata rimasi esterrefatto . Non sfuggì la mia emozione a Mussolini , che cercò di dissipare la mia confusione con un sorriso bonario . “ Sedetevi qui . Ecco una penna e della carta . Sono disposto a rispondere alle domande che mi farete ”.

In preda ad una grande agitazione , mi sedetti alla sua sinistra . Molte idee mi si affollavano nella mente , ma tutte imprecise . Finalmente formulai una domanda assai generica : “Qual è il vostro pensiero , quali sono le vostre disposizioni , in questa situazione ?”.

Alla mia domanda , Mussolini , a sua volta domandò: “Voi cosa fareste ?”

Debbo aver accennato un gesto istintivo di sorpresa . Mussolini mi toccò il braccio, e sorrise di nuovo : “ Non stupitevi . Desidero sentire il vostro parere ”.

“ Duce, non sarebbe bello formare un quadrato attorno a voi e al gagliardetto dei Fasci e aspettare , con le armi in pugno , i nemici ? Siamo in tanti , fedeli, armati…”.

“ Certo, sarebbe la fine più desiderabile… ma non è possibile fare sempre ciò che si vuole.

 

schusterIl cardinale è viscido, ma …

Ho in corso delle trattative. Il Cardinale Schuster fa da intermediario. Ho l’assicurazione che non sarà versata una goccia di sangue . Un trapasso di poteri . Per il governo, il passaggio fino in Valtellina, dove Onori sta preparando gli alloggiamenti. Andremo anche noi in montagna per un po’ di tempo ” .

Osai interromperlo: “Vi fidate, Duce, del Cardinale ?”

Mussolini alzò gli occhi e fece un gesto vago con le mani : “ E’ viscido , ma non posso dubitare della parola di un ministro di Dio . E’ la sola strada che debbo prendere . Per me è , comunque , finita . Non ho più il diritto di esigere sacrifici dagli italiani ”.

“ Ma noi vogliamo seguire la vostra sorte … ”.

“ Dovete ubbidire . La vita dell’Italia non termina in questa settimana o in questo mese . L’Italia si risolleverà . E questione di anni , di decenni , forse . Ma risorgerà , e sarà di nuovo grande , come l’avevo voluta io ”.

Dopo una brevissima pausa , continuò : “ Allora sarete ancora utili al paese . Trasmetterete ai figli e ai nipoti la verità della nostra idea , quella verità che è stata falsata , svisata , camuffata da troppi cattivi , da troppi malvagi , da troppi venduti e anche da qualche piccola aliquota di illusi ”.

hitler-saluto-nazistaHitler non aveva bisogno di noi

La sua voce aveva i toni metallici che tante volte avevo udito nei suoi discorsi . Poi , con fare più pacato , continuò : “ Dicono che ho errato , che dovevo conoscere meglio gli uomini , che ho perduta la testa , che non dovevo dichiarare la guerra alla Francia e all’Inghilterra . Dicono che mi sarei dovuto ritirare nel 1938 . Dicono che non dovevo fare questo , e che non dovevo fare quello . Oggi è facile profetizzare il passato . Eppure , a fine maggio e ai primi di giugno del 1940 , se critiche venivano fatte erano per gridare allo scandalo di una neutralità definita ridicola , impolitica , sorprendente . La Germania aveva vinto . Noi non solo non avremmo avuto alcun compenso ; ma saremmo stati certamente , in un periodo di tempo più o meno lontano , invasi e schiacciati . “ E cosa fa Mussolini ? Quello si è rammollito . Un’occasione d’oro così , non si sarebbe mai più ripresentata ”: così dicevano tutti e specialmente coloro che adesso gridano che si doveva rimanere neutrali e che solo la mia megalomania e la mia libidine di potere , e la mia debolezza nei confronti di Hitler aveva portato alla guerra . La verità è una : non ebbi pressioni da Hitler . Lui aveva già vinta la partita continentale . Non aveva bisogno di noi . Ma non si poteva rimanere neutrali se volevamo mantenere quella posizione di parità con la Germania che fino allora avevamo avuto . I patti erano chiarissimi . Non abbiamo mai avuto divergenze di idee . Già all’epoca delle trattative per lo sgombero dell’Alto Adige , controprova indiscutibile delle sue oneste e solidali intenzioni , il Führer dimostrò buon volere e comprensione . Solo la vittoria dell’Asse ci avrebbe dato diritto di pretendere la nostra parte dei beni del mondo . La vittoria delle potenze cosiddette alleate non darà al mondo che una pace effimera e illusoria . Per questo voi , miei fedeli , dovete sopravvivere e mantenere nel cuore la fede . Il mondo , me scomparso , avrà bisogno ancora dell’idea più audace , più originale e più europea delle idee . Non ho bluffato quando affermai che l’idea fascista sarebbe stata l’idea del secolo XX . Non ha assolutamente importanza una eclissi , anche di un lustro . Indietro non si può tornare . La Storia mi darà ragione ”.

A questo punto Mussolini tacque . Scosse alcune volte la testa come per scacciare un pensiero molesto . Parlò della sua presa di posizione nel 1933 -’ 34 fino ai colloqui di Stresa dell’aprile ’35 . Affermò che la sua azione non era stata interamente compresa e tanto meno seguita né dall’Inghilterra né dalla Francia . E soggiunse : “ Siamo stati i soli ad opporci ai primi conati espansionistici della Germania . Mandai le divisioni al Brennero , ma nessun gabinetto europeo mi appoggiò . Impedire alla Germania di rompere l’equilibrio continentale ma nello stesso tempo provvedere alla revisione dei trattati ; arrivare ad un aggiustamento generale delle frontiere fatto in modo da soddisfare la Germania nei punti giusti delle sue rivendicazioni , e cominciare col restituirle le colonie : ecco quello che avrebbe impedito la guerra . Una caldaia non scoppia se si fa funzionare a tempo una valvola. Ma se invece la si chiude ermeticamente , esplode . Mussolini voleva la pace e questo gli fu impedito ”.

 

Bologna-adunata-oceanicaLa moltitudine? Isterismo collettivo

Dopo qualche istante di silenzio ardii chiedergli : “ Avete detto che l’eventuale vittoria dei nostri nemici non potrà dare una pace duratura. Essi nella loro propaganda affermano …”

“ Indubbiamente abilissima propaganda , la loro . Sono riusciti a convincere tutti . Io stesso a volte mi sono chiesto la ragione di questa specie di ubriacatura collettiva . Sapete che cosa ho concluso ? Che ho sopravvalutato l’intelligenza delle masse . Nei dialoghi che tante volte ho avuto con le moltitudini , avevo la convinzione che le grida che seguivano le mie domande fossero segno di coscienza , di comprensione , di evoluzione . Invece , era isterismo collettivo … Ma il colmo è che i nostri nemici hanno ottenuto che i proletari , i poveri , i bisognosi di tutto , si schierassero anima e corpo dalla parte dei plutocrati , degli affamatori , del grande capitalismo ”.

Mi mostrai convinto di non aver saputo sintetizzare bene tutto il suo pensiero . Mi disse : “ Ne riparleremo… La vittoria degli alleati – proseguì – riporterà indietro la linea del fronte delle rivendicazioni sociali . La Russia ? Dovrà cozzare fatalmente con il capitalismo anglo-americano . Sarà allora che il popolo italiano avrà la possibilità di risollevarsi e di imporsi . L’uomo che dovrà giocare la grande carta …”.

“ Sarete sempre voi , Duce…”.

“ Sarà un giovane . Io non sarò più . Lasciate passare questi anni di bufera . Un giovane sorgerà . Un puro . Un capo che dovrà immancabilmente agitare le idee del fascismo : collaborazione e non lotta di classe , carta del Lavoro e socialismo , la proprietà sacra fino a che non diventi un insulto alla miseria , cura e protezione dei lavoratori , dei vecchi , degli invalidi ; assistenza e tutela della madre e dell’infanzia …”.

Mussolini si passò una mano sulla fronte . Poi, dopo un attimo di silenzio , continuò : “… Moralità in tutti i campi , lotta contro l’ignoranza e contro il servilismo verso i potenti , potenziamento , se si sarà ancora in tempo , dell’autarchia , unica nostra speranza economica , esaltazione dell’orgoglio di essere italiano , educazione in profondità e non in superficie , come purtroppo avvenuto per colpa degli avvenimenti e non per deficienza ideologica … Verrà il giovane puro che troverà i nostri postulati freschi , audaci e degni di essere seguiti …”.

 

hitler-mussoliniSono sereno, ho cercato di impedire la guerra

Anche qui Mussolini fece attenzione a quanto stavo scrivendo . In una riga , corresse un errore madornale. Arrossii . Egli se ne accorse e rise. Poi disse : “ Quando vi si incolpa di avere sbagliato , dite pure che Mussolini sbaglia dieci volte al giorno ! ”.

Quindi proseguì : “Abbiamo avuto 18 secoli di invasioni e di miserie , di denatalità e di servaggio , di lotte intestine e di ignoranza . Ma , più di tutto , di miseria e di denutrizione . Venti anni di fascismo non sono bastati per dare all’anima di ogni italiano quella forza occorrente per superare la crisi e per comprendere il vero . Le eccezioni , magnifiche e numerosissime non contano . Io oggi sono come il grande clinico che non ha più la fiducia dei familiari dell’importante degente . Molti medici si affollano per la successione . Molti di questi sono già conosciuti per inetti ; altri non hanno che improntitudine o gola di guadagno . Il nuovo dottore deve ancora apparire . E quando sorgerà , dovrà riprendere le ricette mie . Dovrà solo saperle applicare meglio . Un accusatore dell’ammiraglio Persano, al quale fu chiesto che colpa , secondo lui , aveva l’ammiraglio : “ Quella di aver perduto ” rispose . Così io . Ho qui delle tali prove di aver cercato con tutte le mie forze di impedire la guerra che mi permettono di essere perfettamente tranquillo e sereno sul giudizio dei posteri e sulle conclusioni della Storia ”.

Nel dire “ ho qui tali prove ”, indicò una grande borsa di cuoio . Mi sembra , delle tre ,  fosse quella di pelle gialla .

 

sanzioni1Abbiamo spaventato i grandi affaristi

” Non so se Churchill è , come me , tranquillo e sereno . Ricordatevi bene : abbiamo spaventato il mondo dei grandi affaristi e dei grandi speculatori . Essi non hanno voluto che ci fosse data la possibilità di vivere …”

Mussolini sorrise lievemente quando parlò della sua serenità e tranquillità. Sorrise di nuovo quando fece cenno a Churchill . Il sorriso si mutò in una smorfia di disprezzo allorché parlò degli affaristi e degli speculatori .

Osai interromperlo per chiedergli d’un fiato : “ Tra questi affaristi include anche il Vaticano ?”

“ Siamo stati i primi, i soli , a ridare lustro e decoro e libertà e autorità alla Chiesa cattolica . Assistiamo a questo straordinario spettacolo : la stessa Chiesa alleata ai suoi più acerrimi nemici . La Chiesa cattolica non vuole, a Roma, un’altra forza . La Chiesa preferisce degli avversari deboli a degli amici forti . Avere da combattere un avversario , che in fondo non la possa spaventare e che le permetta di avere a disposizione degli argomenti coi quali ravvivare la fede , è indubbiamente un vantaggio . Diplomazia abile , raffinata . Ma , a volte , è un gran danno fare i superfurbi . Con la caduta del fascismo , la Chiesa cattolica si ritroverebbe di fronte a nemici d’ogni genere : vecchi e nuovi nemici . E avrebbe cooperato ad abbattere un suo vero , sincero difensore “.

 

mussolini_benito_gran_sassoHo firmato la mia condanna a morte

A questo punto Mussolini tacque . Si alzò e si avvicinò alla finestra . Avevo cercato di fissare gli appunti nel modo il più esatto possibile , tenendo dietro a mala pena alle sue parole . Le cartelle erano oramai più di 30 . Finalmente Mussolini si distaccò dalla finestra . Si rivolse di nuovo a me e riprese : ” Mi dissero che non avrei dovuto accettare , dopo l’armistizio di Badoglio e la mia liberazione , il posto di capo dello stato e del governo della Repubblica Sociale . Avrei dovuto ritirarmi in Svizzera , o in uno stato del sud America . Avevo avuto la lezione del 25 luglio. Non bastava, forse? Era libidine di potere, la mia? Ora chiedo : avrei dovuto davvero estraniarmi ?. Ero fisicamente ammalato . Avrei potuto assistere oramai da spettatore allo svolgersi degli avvenimenti . Ma cosa sarebbe successo ? I tedeschi erano nostri alleati . L’alleanza era stata firmata e mille volte si era giurata reciproca fedeltà , nella buona e nella cattiva a sorte . I tedeschi , qualunque errore possano aver commesso erano , l’otto settembre , in pieno diritto di sentirsi e calcolarsi traditi . Avevano il diritto di comportarsi da padroni assoluti . Avrebbero senz’altro nominato un loro governo militare di occupazione . Cosa sarebbe successo ? Terra bruciata . Carestia, deportazioni in massa, sequestri , moneta di occupazione , lavori obbligatori . La nostra industria , i nostri valori artistici , industriali , privati , tutto sarebbe stato bottino di guerra . Ho riflettuto molto . Ho deciso ubbidendo all’amore che io ho per questa divina adorabile terra . Ho avuta precisissima la convinzione di firmare la mia sentenza di morte . Non avevo importanza più. Dovevo salvare il più possibile vite ed averi , dovevo cercare ancora una volta di fare del bene al popolo d’Italia .

 

sbarco-a-gaetaHo evitato l’inflazione

E la moneta di occupazione , i marchi di guerra , che già erano stati messi in circolazione , sono stati per mia volontà ritirati . Ho gridato . Oggi saremmo con miliardi di carta buona per bruciare . Invece nel Sud , i governanti hanno accettato le monete di occupazione . La più tremenda delle inflazioni delizia quelle regioni così dette “ liberate ”. Quando arriveranno nel Nord , in questo Nord che la Repubblica Sociale ha governato malgrado bombardamenti , interruzioni di strade , azioni di partigiani e di ribelli , malgrado la mancanza di generi alimentari e di combustibili , in questo Nord dove il pane costa ancora quanto costava 18 mesi fa e dove si mangia alle “ mense del popolo ” anche a 8 lire , quando arriveranno a “ liberare ” il Nord, porteranno , con altri mali , l’inflazione . Mi sono imposto e ho avuto uomini che mi hanno ubbidito . Non si è stampato che il minimo occorrente , di moneta . Ho però autorizzato le banche ad emettere degli assegni circolari , questi tanto criticati assegni . Non sono tesaurizzabili : ecco la loro importanza .

La lira -moneta automaticamente viene richiesta , acquista credito , le rendite e i consolidati sono saliti a 120 . Ho impedito che i macchinari venissero trasportati in Baviera .

 

internati1Ho cercato di salvare il salvabile

Ho cercato di far tornare migliaia di soldati deportati, di lavoratori rastrellati . Dalla Germania sono tornati oltre 400.000 soldati ed ufficiali prigionieri , o perché hanno optato per noi o per mio personale interessamento . Ho impedito molte fucilazioni , anche quando erano giuste . Ho cercato , con tre decreti di amnistia e di perdono di procrastinare il più possibile le azioni repressive che i comandi germanici esigevano per avere le spalle dei combattenti protette e sicure . Ho aiutato tanta povera gente , senza informarmi delle idee dei singoli . Ho cercato di salvare il salvabile . Fino ad oggi l’ordine è stato mantenuto : ordine nel lavoro , ordine nei trasporti , nelle città … Dovevo , di fronte ad una situazione che vedevo tragicamente precisa , disertare il mio posto di responsabilità ? Leggete : sono i giornali del Sud : “ Mussolini prigioniero dei tedeschi ”, “ Mussolini impazzito ”, “ Mussolini ammalato ”, “ Mussolini con la sua favorita ”, “ Il Duce fuggito in Brasile ? “. Poi strinse il pugno e lo batté con energia sul tavolo : ” Invece sono qui , al mio posto di lavoro . Lavorerò anche in Valtellina . Cercherò che il mondo sappia la verità assoluta e non smentibile di come si sono svolti gli avvenimenti di questi cinque anni ”.

 

a1945wsLe armi segrete ci sono

Chiesi : Ma c’è è ancora una speranza ? Ci sono davvero le armi segrete ?  ” Ci sono . Sarebbe ridicolo e imperdonabile bluffare . Se non fosse avvenuto l’attentato contro Hitler nell’estate scorsa , si avrebbe avuto il tempo necessario per la messa in azione di queste armi . Il tradimento anche in Germania ha provocato la rovina , non di un partito , ma della patria “.

Quando pronunciò la parola ” tradimento ” esclamai : ” Ma noi vi siamo stati e vi saremo sempre fedeli “.

 

ex40sp2aAdulatori voltagabbana

Egli , allora , mi pose la mano sul braccio e mi disse con accento triste : ” Quanti giuramenti ! Quante parole di fedeltà e di dedizione ! Oggi solo vedo chi era veramente fedele , chi era veramente fascista ! Siete voialtri , sempre gli stessi fedeli delle ore belle e delle ore gravi . Facile era osannare nel 1938 ! Ho una tale documentazione di persone che non sapevano più che fare per piacermi ! E al primo apparire della tempesta , prima si sono ritirati prudentemente per osservare lo svolgersi degli avvenimenti . Poi si sono messi dalla parte avversaria . Che tristezza . Ma che conforto , finalmente , poter vedere che vi sono i puri , i veri , i sinceri . Tradire l’idea … tradire me … ma tradire la patria …”.

” Duce , pensate che inglesi e americani possano vedere i russi arrivare nel cuore dell’Europa ? Non sarà possibile una presa di posizione…?”.

 

T28_005Scoppierà la terza guerra mondiale

” I carri armati che penetrano nella Prussia Orientale sono di marca americana “.

A questo punto Mussolini volle precisare che non riteneva , oramai , più possibile sperare in un capovolgimento del fronte . Disse anche : ” Forse Hitler si illude “. Poi alzò le sopracciglia , fece un ampio gesto con le mani , quindi riprese: ” Il compito degli alleati è di distruggere l’Asse . Poi …”.

” Poi ? “

” Ve l’ho detto . Scoppierà una terza guerra mondiale . Democrazie capitalistiche contro bolscevismo . Solo la nostra vittoria avrebbe dato al mondo la pace con la giustizia . Mi hanno tanto rinfacciata la forma di disciplina che imponevo agli italiani . Come la rimpiangeranno . E dovrà tornare se gli italiani vorranno essere ancora un popolo e non un agglomerato di schiavi … E gli italiani la vorranno, la esigeranno . Cacceranno a furor di popolo i falsi pastori , i piccoli malvagi uomini asserviti agli interessi dello straniero . Porteranno fiori alle tombe dei martiri, alle tombe dei caduti per un’idea . Diranno , allora , senza piaggeria , e senza falsità : Mussolini aveva ragione “.

Il Duce a questo punto prese le cartelle dove avevo messo gli appunti .

” Non farete un articolo . Riprendete da questi appunti quello che vi ho detto . Dopodomani mattina mi porterete il dattiloscritto . Se ne avrò tempo riprenderemo fra qualche giorno questo lavoro “. …

La mattina del 22 aprile , alle 11 , tornai in Prefettura . Mussolini era fuori . Fece ritorno alle 12,40 . Camminava cupo e con passo rapido . Gli avvenimenti precipitavano con un ritmo che non consentiva più illusioni : gli angloamericani si erano avvicinati vittoriosi alla linea del Po . Ogni speranza in una qualsiasi resistenza svaniva , tanto per l’esercito tedesco , quanto per i fascisti . Già echeggiava il sinistro : ” Si salvi chi può ” . Perciò Mussolini doveva già avere la visione , forse ancora nebulosa ma non per questo meno drammatica , della prossima fine . Ci vide . Rispose con aria stanca ai nostri saluti . Quando fu sulla soglia della sua stanza da lavoro , si voltò e mi fece cenno di attendere .

Barracu , dopo una decina di minuti , mi introdusse da lui . Stava mangiando. Gli avevano portato una zuppiera . Sorbì alcune cucchiaiate di minestra . Mangiò un po’ di verdura , un pezzettino di lesso , due patate e una carota bollita . Poi una mela . Bevve due dita di acqua minerale . Quindi si volse verso di me , e mi disse : ” Fatemi vedere il vostro lavoro “. Scostò delle carte . Lesse con attenzione , lentamente . Il suo volto aveva visibili tracce di stanchezza . Alla distanza di sole 48 ore , sembrava molto invecchiato . Corresse e tracciò molti segni , come risulta dal dattiloscritto. Quindi volle siglarlo , apponendo in calce all’ultimo foglio la sua ben conosciuta inconfondibile “ M ”.

Alla fine mi disse : ” Va bene . Ci rivedremo , forse , in Valtellina . Altrimenti , qualunque cosa accada , non fate pubblico questo scritto . Se dovesse accadere il crollo , per almeno tre anni tenetelo nascosto . Poi fate voi , secondo il vostro criterio . Ora andate “.

Salutai senza poter dire una parola . Mi fece un gesto di arrivederci . Uscii dalla Prefettura con l’animo in tumulto . Non dovevo più rivederlo .

 

004-ultima-foto-del-duce-25-04-45La fuga del duce

Tre giorni dopo , la mattina del 25 aprile , mentre a Milano entravano i primi camion carichi di partigiani , Mussolini in curia incontrò , col cardinale , i capi della resistenza : generale Raffaele Cadorna , Riccardo Lombardi del Partito d’azione , Achille Marazza della DC che gli chiesero la resa incondizionata . L’incontro fu interrotto dal segretario dell’arcivescovo . Ricorda il capitano Pio Bruni , collaboratore del generale Cadorna con compiti di intelligence, che la notizia della resa firmata dai tedeschi e pronti a consegnarsi all’arcivescovo, fece balzare in piedi dal divano rosso Mussolini . Ai suoi accompagnatori maresciallo Rodolfo Graziani , Francesco Barracu e Mario Bassi , urlò : Ci hanno traditi , i tedeschi ci hanno tradito un’altra volta . Noi andiamo in prefettura !  Uscirono tutti promettendo di farsi vivi dopo un’ora . Ma , tornato in prefettura , il duce alle 19 partì con una colonna di auto guidata dal ministro e segretario del Partito fascista Pavolini e dal federale di Milano maggiore Vincenzo Costa che comandava l’8^ brigata nera Aldo Resega . Allontanatisi i fascisti ( ufficialmente per la Valtellina ) il CLN assunse il controllo di Milano . Da Como , dove sostarono la notte , i fascisti in fuga ripartirono al mattino costeggiando il lago diretti ai valichi Spluga e Maloggia dopo aver tentato di sottrarsi al controllo della scorta tedesca che impugnò le armi contro di loro . A Menaggio il corteo attese l’arrivo della colonna dei militi che il ministro Pavolini intendeva posizionare in Valtellina . Il 26 aprile a Grandola l’auto di Mussolini riuscì a seminare le SS che lo seguivano sempre su ordine di Hitler . Il comandante della scorta , Fritz Birzer , aveva ricevuto ordine dall’ambasciata tedesca a Milano di uccidere Mussolini ( per i tedeschi nome in codice Karl Heinz ) se avesse tentato la fuga . Così il duce nell’hotel Miravalle , sede della milizia fascista , incontrò forse un emissario di Madrid che gli consegnò un lasciapassare spagnolo a nome dei coniugi Alonso e Isabela : il foglio poi venne rinvenuto nella tasca dei pantaloni  del duce durante l’autopsia . Dentro una busta gialla c’era un foglio intestato Consolato spagnolo di Milano 14 settembre 1944 . Scritto a macchina diceva che i coniugi spagnoli Isabela y Alonso , profughi di guerra , volevano rientrare in patria . A matita il foglio riportava in alto nomi e cognomi di Mussolini e Petacci , che evidentemente andavano riportati in rosso nelle posizioni vuote . Il piano era architettato per portare in Spagna i due e la famiglia di lei che infatti viaggiava su un’auto con la bandierina spagnola , fingendosi diplomatici franchisti in fuga . Quel giorno i gerarchi ascoltarono Radio Milano Libera . Il proclama dei partigiani , firmato tra gli altri da Sandro Pertini , Leo Valiani , Luigi Longo e Ferruccio Parri , era chiaro : i fascisti che non si fossero consegnati sarebbero stati considerati nemici della patria e come tali avrebbero rischiato la morte .

Scortata da due soldati tedeschi l’amante del duce Claretta Petacci giunse di sera a Menaggio e chiese ospitalità a Bruno Sodano , giovane delle Brigate nere . Un’avanguardia che aveva saggiato l’espatrio fu catturata dai finanzieri passati nelle file del CLN : era composta dai ministri Buffarini – Guidi e Angelo Tarchi , dotati di documenti falsi . Nella notte arrivò Pavolini , da solo .

All’alba del 27 aprile Mussolini e un centinaio tra gerarchi e loro familiari con al seguito casse di lingotti d’oro e documenti , decisero di unirsi a una colonna della contraerea tedesca lunga un km : 38 camion dotati di mitragliatrici e 200 soldati diretti in Alto Adige , seguita da alcune auto italiane . Mussolini entrò nell’autoblindo di Pavolini , e a bordo trovò alcuni ministri ed Elena Curti, sua figlia naturale e collaboratrice di Pavolini . La Petacci con il fratello , la convivente Zita Ritossa , i due figli e la sorella , seguivano su un’Alfa Romeo 1500 .

I segreti d’Italia

Mussolini teneva sulle ginocchie una grande busta . La figlia ricorda che le disse : Qui dentro ci sono i destini d’Italia , le vere ragioni di questa guerra . Dapprima la colonna si arrestò per via di alcuni alberi messi di traverso sulla strada da giovani fascisti, poi fu fatta oggetto di colpi di mitra da parte di uno sparuto gruppo di partigiani della 52 ^ brigata Garibaldi Luigi Clerici dopo 14 km , nel paesino di Musso . Per farsi credere numerosi , i partigiani disseminarono nel bosco fazzoletti e berretti . A quel punto il comandante tedesco Hans Fallmeyer , tenente dell’aeronautica , decise di lasciare i mezzi sul posto e si fece portare sui monti di Chiavenna per trattare con i capi partigiani . Dopo 9 ore di trattative i tedeschi furono lasciati liberi a patto che consegnassero i repubblichini aggregati . Nel frattempo Fritz Birzer aveva obbligato un sergente a consegnare al duce il suo pastrano e l’elmetto per farlo confondere tra i soldati tedeschi in ritirata . La Petacci approvò quel tentativo di camuffamento , anzi come ricorda Elena Curti gli urlò ripetutamente Duce salvatevi ! E lui rispose : Me ne vado perché mi fido più dei tedeschi che degli italiani . Il tedesco capo scorta di Mussolini ha dichiarato che lui stesso ordinò a 8 uomini di gettare nel lago due pesanti valigie di coccodrillo contenenti diamanti e oro ,  mentre più tardi i tedeschi distrussero molti documenti consegnati dai fascisti per evitare che finissero in mano ai partigiani .

Nascosto sul camion scoperto numero 34autoblinda , il vice commissario politico Urbano Lazzaro più tardi trovò Mussolini con gli occhiali da sole inforcati , nascosto sotto un telone ai piedi dei tedeschi che ridevano e scherzavano: doveva sembrare un soldato ubriaco . Sotto il pastrano tedesco indossava la camicia nera e i pantaloni fascisti da cavallerizzo con gli stivali; tra le gambe un mitra e in tasca una pistola semiautomatica Glisenti che consegnò senza fiatare quando il partigiano gli disse : L’arrest001eewo in nome del popolo italiano . Mussolini rispose : Non faccio nulla . Sul convoglio viaggiavano anche Claretta Petacci e il fratello Marcello Petacci , il sottosegretario Francesco Maria Barracu , i ministri Alessandro Pavolini , Ferdinando Mezzasoma , Augusto Liverani , Ruggero Romano , Paolo Zerbino . In tutto 51 fascisti e tra loro 17 gerarchi .

e-0726-camera-ultima-notte-mussoliniLe ultime ore di Mussolini

I partigiani che non si aspettavano prigionieri tanto illustri , non sapendo come comportarsi , presero tempo e portarono quel prezioso bottino nel municipio di Dongo : quando fu fatto scendere dal mezzo Mussolini si divincolò riuscendo a varcare da solo il portone . I gerarchi con le famiglie e il seguito furono divisi tra il Comune , l’hotel e la caserma dei Carabinieri . In municipio furono scaricate le valigie coi documenti e tutto l’oro , ufficialmente 30 kg di fedi ( le fedi per la patria consegnate dagli italiani ) per un valore attuale di 600 milioni di euro , compreso il tesoro del Negus , ma qualcuno racconta che c’erano anche 5 damigiane da 48 litri piene di anelli , per un peso di 95 kg di oro : se fosse così , l’ammontare complessivo dell’oro sequestrato sarebbe di 575 kg . Secondo un testimone Mussolini in municipio avvertì i partigiani : Attenti ho una lista di quel che porto con me .

Il comandante partigiano Pier Luigi Bellini delle Stelle decise di trasferire il prigioniero numero uno nella caserma della Guardia di finanza di Germasino , dove arrivò alle 18,30 ; lì il brigadiere Buffelli si fece scrivere dal duce una dichiarazione in cui affermava che era stato trattato bene ( foto ) . 1945-Dongo-firmato-MussoliniAll’una di notte , bendato , Mussolini fu prelevato in auto e riunito a Dongo a Claretta Petacci . In due auto guardati a vista da 7 partigiani capeggiati dal capo di stato maggiore Luigi Canali , Mussolini e Petacci furono portati verso il lago perché da Milano il generale Cadorna ordinò di farli arrivare nella seicentesca villa dell’industriale caseario Remo Cademartori . Ma arrivati al molo di Moltrasio , non c’erano imbarcazioni . Quindi alle 3 di notte Canali fece alloggiare i due in casa De Maria ( nella foto la camera da letto che li ospitò ) suoi amici a Bonzanigo di Mezzegra . Qui la storia ufficiosa diverge da quella ufficiale . Qualcuno dice che l’indomani Mussolini fu ucciso sulla porta della stalla di casa De Maria , da un partigiano che gli aveva intimato di consegnare i documenti riservati ; poi in due lo portarono a spalle fino all’auto . La storia ufficiale dice invece che alle 14,30 del 28 aprile da Milano giunse con altri 14 partigiani dell’Oltrepo Pavese , Walter Audisio , 35 anni , responsabile della polizia militare nel Corpo Volontari della libertà e chiamato comandante Valerio. Con lui Aldo Lampredi e Alfredo Mordini . Aveva ricevuto dalla componente comunista del CLN Alta Italia l’incarico di effettuare ai prigionieri un processo sommario e di fucilarli : e questo per non lasciarli ( come prevedevano i patti dell’armistizio ) agli americani che già stavano entrando a Como . Ma in città il convoglio fu fermato e dovette esibire il lasciapassare del CLN al nuovo prefetto, assicurando che i prigionieri sarebbero stati portati a Milano . Anche il generale Cadorna inviò per conto suo un camion con partigiani guidati da Luchino Dal Verme ; vennero però bloccati dai partigiani comunisti prima di Como . Audisio aveva in mente di riprodurre a piazzale Loreto , con i fascisti , la stessa scena che il 10 agosto 1944 si era presentata ai milanesi : 15 partigiani fucilati dai tedeschi . Quindi ottenne la lista dei prigionieri e ne scelse 15 tra cui tutti i sei ministri . Li riunì in Comune a Dongo per un processo sommario . Audisio e Lampredi in seguito uccisero Mussolini e l’amante dopo le ore 16 a Giulino di Mezzegra dopo averli fatti scendere dall’auto in una stradina 383527_6098891_duce7_2972_18305708_medium( nella foto ) ; in piazza a Dongo furono fucilati i 17 repubblichini più Marcello Petacci , colpito nel lago mentre cercava di fuggire a nuoto . I cadaveri furono quindi lavati nella fontana del paese e messi nel garage dell’hotel Milano . Quel che è certo è che nell’obitorio milanese Mussolini presentava 7 colpi sparati con unica raffica al torace dalla pistola mitragliatrice francese MAS 1938 , usata tanto dai francesi quanto dai tedeschi , più altri due colpi non mortali . Il cadavere venne poi rivestito con un cappotto pulito .

155122195-d32d5fbe-7e19-4272-a1af-833ffdfaeb99Piazzale Loreto

Alle ore 18 Audisio passò col camion a caricare i 18 cadaveri (per ultimi quelli di Mussolini e della Petacci) . Passati numerosi posti di blocco ( anche alleati ) il convoglio arrivò a Milano a piazzale Loreto alle 3,40 di domenica 29 aprile 1945 . I cadaveri vennero lasciati nello stesso luogo dove l’anno prima erano stati abbandonati quelli dei 15 partigiani , custoditi per un giorno intero dai fascisti che non avevano lasciato avvicinare i familiari . Con l’alba si radunò un’immensa folla incredula . Con loro molti partigiani armati, alcuni carabinieri e anche dei soldati americani che si limitarono a prendere nota dei nomi dei morti e a fotografare . Alle 11 arrivarono i pompieri per lavare il sangue e i corpi imbrattati di sputi e ortaggi . Poi gli stessi vigili del fuoco ne appesero cinque per i piedi alla pensilina della benzina Esso , fra la piazza e corso Buenos Aires , per permettere alla gente di vederli da lontano . Sopra i cadaveri issati sulla pensilina, vennero scritti con la vernice nera i nomi di 8 persone : Zerbini , Barracu , Bombacci , Gelormini , Mussolini , Petacci , Pavolini , Starace . Alle 13 altri partigiani , su ordine del comando , rimisero a terra quei corpi . il-corpo-del-duce-224345Come si vede nelle foto all’arrivo a Medicina legale , il viso di Mussolini appare notevolmente più deformato di quanto fosse al momento dell’esposizione a piazzale Loreto : segno evidente che qualcuno prese a calci il cadavere a terra . 798px-Starace45Achille Starace, già segretario del PNF ed ex presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano , e ormai inviso a Mussolini che l’aveva fatto imprigionare e che aveva dato ordine di isolarlo , era stato preso dai partigiani mentre in tuta da ginnastica beveva un caffè in un bar di Milano . Portato al Politecnico fu processato sommariamente ( foto ) e fucilato in piazzale Loreto davanti ai cadaveri issati sulla pensilina , dopo che gli venne ordinato di fare il saluto romano al suo duce .

Dopo l’autopsia i cadaveri furono provvisoriamente sepolti nel campo 16 del Cimitero Maggiore di Milano .  Nei documenti dell’ autopsia 7241 su Mussolini c’è un allegato di 12 pagine : è il documento con cui il maggiore medico americano Calvin Drayer chiedeva a titolo di favore 10 grammi del cervello del duce del fascismo da inviare a Washington all’Ospedale psichiatrico di Saint Elizabeth per verificare se avesse i segni di sifilide o altre malformazioni organiche tali da spiegare l’incapacità di intendere e di volere . L’autopsia non trovò tali prove e il frammento richiesto fu inviato in America . Come risulta dall’autopsia Benito Mussolini aveva 61 anni, pesava 72 kg ed era alto 1,66 . Per disposizioni del CLN l’autopsia su Claretta Petacci venne impedita .

In questi video realizzati dagli italiani e da un cineoperatore americano , si vedono, prima i corpi del duce e della sua amante abbandonati con altri gerarchi il 30 aprile su una banchina della stazione centrale di Milano , poi  quanto avvenne il giorno prima a piazzale Loreto

 bbrigata_250Repubblichino , parola di Alfieri

Gli aderenti alla Repubblica Sociale Italiana si autodefinivano repubblicani , mentre dagli avversari erano chiamati repubblichini . Repubblichino era l’accezione negativa che nel 1793 lo scrittore Vittorio Alfieri aveva coniato per indicare i fautori della repubblica durante la rivoluzione francese. Repubblichini lo usò per la prima volta per indicare i fascisti nel 1943 ai microfoni di Radio Londra , il giornalista Umberto Calosso ( cultore di Alfieri ) socialista e antifascista , che allora viveva in Inghilterra . Quella repubblichina è stata la prima bandiera italiana priva di stemma sabaudo . Fu esposta nel 1943 , due anni prima che l’Italia democratica la facesse propria .

 

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