Più disoccupati del ’29


depressioneCrisi del 2007, crisi del ’29
Oggi il doppio dei disoccupati

La crisi che stiamo vivendo si dice sia anche peggiore di quella del 1929: provocate entrambe dalla finanza statunitense per interessi speculativi. Ma se è giusto paragonarle, nessuno confronta mai i numeri dell’odierna disoccupazione italiana con quelli di allora, preferendo riferirsi solo al periodo immediatamente precedente l’inizio di questa crisi: perché c’è da spaventarsi. Nel censimento del 1931 (meno di due anni dopo la crisi del ’29, l’ISTAT che allora si chiamava Istituto Centrale di Statistica del Regno d’Italia, realizzò il suo primo censimento) risultava disoccupato il 4% degli italiani; oggi è il 10,5%. I senza lavoro del 1931 erano 1.666.744 su una popolazione di 41.043.000 abitanti; nel 2014 sono 6.318.000 su una popolazione di 60.115.227 (all’1 novembre 2013). I salari degli operai italiani nel 1930 erano stati ridotti dell’8% e nel 1931 i depositi bancari si ridussero notevolmente perché la gente doveva usare i risparmi.
Va detto poi che quando il censimento venne pubblicato il 21 aprile 1931 gli effetti della grande depressione scoppiata il giovedì nero del 24 ottobre 1929 col crollo della Borsa di Wall Street erano pienamente in corso in tutto il mondo capitalistico che, oltretutto, aveva lasciato alle spalle da soli 13 anni la prima guerra mondiale col suo carico di distruzione e fame. La situazione critica italiana che prosegue nel 2014 deve i suoi effetti alla crisi scoppiata nell’agosto del 2007, quindi ben sette anni prima; e mentre nel 1933 i disoccupati italiani calarono di 300.000 unità rispetto al 1931, oggi appaiono in aumento rispetto all’inizio della crisi.

disocLa fotografia delle due Italie

L’Italia del 1931 era molto diversa da oggi, e non solo politicamente: la popolazione ultra sessantenne era solo del 10,8% (oggi siamo il Paese più vecchio del mondo con il 23,3% di over 60); i detenuti erano 53.162 (di cui 38.389 in custodia cautelare e molti erano i perseguitati dal regime) contro gli attuali 65.891; i laureati erano 8.548 contro gli attuali 5.000 della sola facoltà di Medicina. Nell’11° anno dell’era fascista 165.869 giovani emigrarono in cerca di lavoro (74.115 in Francia e solo 791 nella Germania che non era ancora nazista), mentre 100.000 hanno lasciato l’Italia nel 2012. Le automobili prodotte nel 1931 furono 25.800 mentre nel 2013 sono state 1.300.000. E come risulta dal confronto tra i dati Istat del 1931 e la rilevazione fatta a Milano dall’Osservatorio prezzi e tariffe, un kg di pane che costava 1,80 euro oggi ne costa 3,51; un kg di pasta veniva 2,78 euro e oggi 2,07; un litro di latte 1,19 euro e oggi 1,4. Roma aveva poco più di un milione di abitanti e oggi ne conta 2.750.000; Milano da 992.000 è passata a 1.300.000, Napoli da 839.000 a 961.000 e Venezia che aveva 260.247 residenti oggi ne conta pochi di più, 270.000.

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