Italia- Uruguay


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Diritti civili: l’Uruguay insegna all’Italia

L’Italia del calcio ha perso contro l’Uruguay ed è stata rispedita a casa dai Mondiali brasiliani. Un Paese del primo mondo sconfitto da uno del terzo. Ma l’Uruguay è davvero un terzomondista? A giudicare da due parametri che hanno a che fare con la democrazia, bisogna dire che siamo noi italiani ad appartenere al terzo mondo. La classifica 2011 di Democracy index stilata dal settimanale inglese The Economist, pone l’Uruguay al 32° posto nel mondo per indice di democrazia e l’Italia al 61°. Su 179 Paesi Reporters Sans Frontières (organismo non governativo) segnala nel 2013 che c’è più libertà di stampa nel Paese latinoamericano di quanta ce ne sia nel nostro: Uruguay al 27° posto, Italia al 57°.

 

 

In Uruguay le donne votano dal 1927. In Italia dal 1946

Tre milioni e mezzo scarsi di abitanti, grande poco più di metà Italia, l’Uruguay sta facendo molto parlare di sé in positivo, da quando si è lasciato alle spalle la lunga dipendenza dalle dittature militari. Curioso constatare che la settimana lavorativa di 8 ore fu introdotta in Uruguay un anno prima che negli Stati Uniti e 4 anni prima che in Francia; che nel 1837 fu riconosciuto il matrimonio civile (in Italia nel 1866); che nel 1907 fu legalizzato il divorzio (in Italia solo nel 1970) e che nel 1917 il Paese latinoamericano promulgò l’attuale Costituzione (quella italiana è datata 1 gennaio 1948). Nel 1927 in Uruguay votarono per la prima volta le donne (solo nel 1946 in Italia e Francia). In Uruguay le coppie omosessuali possono sposarsi dal 2007, in Italia no. Un’altra legge controversa è legale in Uruguay dal 2013, unico Paese al mondo: quella su produzione coltivazione della cannabis, possono consumarla solo i residenti maggiorenni. 10420264_646629335420149_4795857147451504530_nDal primo marzo 2010 presidente di questa repubblica presidenziale è José Alberto Mujica Cordano, 79 anni, figlio di mamma ligure. Nella sua storia personale ci sono 14 anni di prigionia (era guerrigliero sotto la dittatura di Jorge Pacheco Areco) di cui due trascorsi in totale isolamento dentro un pozzo. Mujica è un presidente speciale e unico al mondo: rifiuta di vivere nel palazzo presidenziale di Montevideo (vive in periferia nella umile fattoria di quand’era floricoltore), dona ai poveri e alle organizzazioni non governative il 90% dello stipendio di 8.800 euro mensili e come auto usa il suo vecchio Maggiolino anni ’70. Si batte per un mondo più giusto e dice che 1.100 euro al mese gli bastano: Ci sono uruguayani che vivono con molto meno afferma. Nella foto il presidente Mujica mentre aspetta il suo turno, con altri concittadini, in un ospedale pubblico.  

 

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