Israeliani e palestinesi


guerra-arabo-israelianaGolia e Davide, le radici dell’odio

 

Merita rammentare, attraverso la storia, le origini dell’odio tra palestinesi e israeliani.

1843. Yehudah Alkalai, rabbino nato a Sarajevo, per primo invoca la nascita di colonie ebraiche in Terrasanta. Non auspica uno Stato, ma una vasta comunità religiosa dentro l’Impero ottomano. Scrive: Il sultano non farà obiezioni perché ogni nazione adorerà il suo Dio.

1870. In Palestina ebrei russi e rumeni promuovono insediamenti agricoli gettando le basi, con la scuola agricola Mirkve’ Israel, dell’attuale Tel Aviv.

1882. Prima migrazione di massa dalla Russia. I pionieri invocano la rinascita del popolo ebraico.

1890, 1 aprile. Il giornalista ebreo viennese Nathan Birnbaum in un articolo sul suo giornale Selbstemanzipation (Autoemancipazione) conia il termine sionismo, inteso come progetto per ricostituire uno Stato ebraico.

1896. Il giornalista ungherese Theodor Herzl imagesa Vienna (in foto) pubblica il libro Der Judenstaadt (Lo Stato giudaico. Saggio di una soluzione moderna alla questione ebraica). E’ il manifesto del Movimento Sionista, nato in risposta al forte antisemitismo esistente.

1897, maggio. Herzl fonda a Vienna Die Welt, primo giornale sionista (omonimo dell’attuale quotidiano tedesco).

1897, 29 agosto. A Basilea primo Congresso Sionista, voluto da Herzl e da lui presieduto. Si invoca la nascita di uno Stato per gli ebrei nella terra di Israele. Sul suo giornale Herzl scrive: A Basilea ho fondato lo stato ebraico… Tra 50 anni tutti se ne renderanno conto… Mai profezia fu più esatta: Herzl sbagliò solo di un anno.

1901. Al 5° Congresso Sionista si costituisce il Fondo Nazionale Ebraico (Keren Kayemet Le Israel, o KKL) per comprare terreni ed eseguire opere di urbanizzazione in Israele.

1902. Gli inglesi propongono la creazione di uno Stato ebraico in Uganda, ma agli ebrei la proposta non piace.

1904. Grande ondata migratoria ebraica russo-polacca verso la Palestina.

1907. Si inizia a parlare di come ufficializzare la presenza ebraica in Palestina, mentre gli insediamenti si fanno massicci.

1909. Fondazione di Tel Aviv, prima città del mondo interamente ebraica.

1917. Gli inglesi sconfiggono gli ottomani che lasciano la Palestina dopo 400 anni di dominio. La Dichiarazione Balfour del 2 novembre impegna Londra ad appoggiare una patria ebraica in Palestina.

1918. Nasce l’esercito ebraico. Dopo l’aiuto spionistico fornito all’esercito inglese, gli ebrei di Palestina costituiscono dentro le forze britanniche un proprio corpo volontario armato che combatte i turchi.

1919, 3 gennaio, Londra. Chaim Weizmann, capo dell’Organizzazione Sionista Mondiale e l’emiro Feisal Ibn al-Hussein al-Hashemi per conto del regno arabo di Hedjaz (regione dell’Arabia Saudita) (nella foto)041408_24_s firmano un accordo di collaborazione tra i due popoli. Al punto 4 si parla di stimolare e incoraggiare l’immigrazione in larga scala di ebrei in Palestina e salvaguardare gli interessi di contadini e proprietari arabi assistendoli nel loro sviluppo economico. Al punto 7 l’Organizzazione Sionista si impegna a fare ogni sforzo per assistere lo Stato arabo fornendogli i mezzi per sviluppare le sue risorse naturali e le sue possibilità economiche.

1920. La Società delle Nazioni assegna alla Gran Bretagna (che ne controlla il territorio da 3 anni) il mandato sulla Palestina. Nel 1920 nasce Haganah, forza paramilitare clandestina per la difesa degli insediamenti ebrei.

1929, 14 agosto. Primi scontri generalizzati, dopo l’offesa arrecata agli arabi da gruppi nazionalisti sionisti di destra che avevano marciato attorno al Muro del pianto di Gerusalemme rivendicando la proprietà della città santa. In risposta, marcia araba fino al Muro e rogo di alcune pagine di libri di preghiere ebraici. Gli scontri infiammano presto l’intera Palestina. Il 24 agosto le prime vittime: 70 ebrei uccisi a Hebron. Seguono rappresaglie militari di Haganah.

1931. In Palestina vivono 147.610 ebrei (erano 83.000 nel 1915), 759.712 musulmani e 91.398 cristiani.

1933. Dopo nuove migrazioni ebraiche da Polonia e Russia, inizia una forte corrente migratoria dalla Germania nazista.

1936. Guerra civile di 3 anni scatenata dalle richieste arabe di indire elezioni, fermare la migrazione israeliana e terminare il mandato britannico. Gli inglesi si oppongono con durezza e negli scontri muoiono 5.000 arabi, 400 ebrei e 200 inglesi. Alla fine l’esercito della regina promette di ritirarsi entro il 1949 e di limitare l’immigrazione (che diventerà quindi clandestina, aumentando vorticosamente). Venendo meno l’appoggio inglese, gli ebrei cercano aiuto negli Stati Uniti.

1940. Durante la guerra mondiale gli ebrei si schierano con gli alleati, gli arabi con tedeschi e italiani in chiave anti-inglese. In questo periodo nascono le formazioni paramilitari Banda Stern, Irgun e Lehi che praticano il terrorismo contro gli arabi e contro gli inglesi fino al 1948.

1946, 22 luglio. Tra gli ideatori dell’attentato dinamitardo al King David Hotel, sede del comando inglese a Gerusalemme che provoca 91 morti (41 arabi, 28 inglesi, 17 ebrei e altri) ci sono i futuri primi ministri israeliani David Ben Gurion e Menachem Begin (comandante di Irgun) (nella foto) images (1).  

1948, 10 aprile. Di notte i gruppi paramilitari Irgun e Stern tentano di sgomberare il villaggio arabo di Dei Yassin provocando 250 vittime tra cui donne e bambini. Il giorno dopo Irgun distribuisce agli arabi le foto degli uccisi con l’avvertimento scritto: Aspettatevi altrettanto se non sparite!

1948, 13 aprile. Rappresaglia araba con attacco a un convoglio di medici e infermieri ebrei che stanno raggiungendo un ospedale di Gerusalemme: 77 morti. Lo stesso giorno nasce il primo governo ebraico.

1948, 15 aprile. Il Patriarca cristiano di Palestina per la prima volta nella storia si schiera dalla parte degli arabi. Intanto, temendo il peggio e su indicazione degli stessi capi arabi, 250.000 musulmani iniziano ad abbandonare Haifa, Jaffa, Tiberiade e Safed, finendo nelle tende di improvvisati campi profughi. Alla fine gli esuli saranno 900.000 e libereranno terre per gli ebrei.

1948, 26 aprile. Truppe arabe entrano in Palestina dall’Iraq.

1948, 27 aprile. L’esercito inglese spara contro i gruppi terroristici ebraici entrati a Jaffa, mentre truppe irachene combattono a fianco di quelle della Legione Araba. Gli inglesi bloccano due navi con emigranti ebrei e ne rimandano una in Germania. Con tre formazioni paramilitari che Londra considera terroristiche, gli ebrei organizzano la resistenza per scacciare gli inglesi dalla Palestina.

1948, 28 aprile. L’Egitto accoglie i primi profughi palestinesi.

1948, 14 maggio. Senza attendere i tempi previsti dall’ONU, nasce lo Stato di Israele secondo la risoluzione ONU n. 181 (29 novembre 1947) che prevede la divisione della Palestina in 3 parti: uno Stato ebraico sul 56% del territorio, uno Stato palestinese e un’area internazionale comprendente Gerusalemme e Betlemme. 33 i paesi favorevoli, 13 contrari (tra cui quelli arabi e la Grecia), 10 gli astenuti (tra cui Gran Bretagna e Cina). Premier e ministro della difesa è Ben Gurion MTE5NTU2MzE2MTU0MzMyNjgz(foto). La Corte Internazionale di Giustizia respinge il ricorso delle nazioni arabe che contestano la competenza ONU in merito alla spartizione di un territorio. Si pone così fine (si pensa) a secoli di diaspora e persecuzioni degli ebrei, creando per essi uno Stato nella terra madre della loro religione, senza però tener conto delle esigenze di chi già occupava quelle terre da centinaia di anni. Prevedendo rappresaglie arabe e l’arrivo di altri ebrei dall’Europa, si decide di mescolare i due popoli: 99% di arabi nello Stato arabo e 55% di ebrei nello Stato ebraico, più un’area internazionale inter religiosa abitata per il 51% da arabi. Gli ebrei (tranne le formazioni terroristiche) accettano, gli arabi no, contrariati dalla mancanza di sbocchi sul mar Rosso e sul lago di Tiberiade, principale risorsa idrica dell’area; e dal fatto che alla minoranza ebraica viene concessa la maggioranza del territorio.

1948, 15 maggio. Gli Stati Uniti di Truman riconoscono immediatamente lo Stato di Israele. Due giorni dopo lo fa Stalin e poi altri paesi, meno il Vaticano che non tollera gli ebrei in Terrasanta. Lo stesso giorno l’Egitto entra in guerra contro Israele: ufficialmente per punire le bande terroristiche ebraiche e ristabilire la sicurezza in Palestina. Eserciti egiziano, transgiordano, iracheno, libanese e siriano entrano in Palestina “per mantenere l’ordine e preservare i luoghi santi da umiliazioni ebraiche”. Come rappresaglia alla strage di Deir Yassin tre aerei arabi bombardano le colonie ebraiche di Kfar Etzion massacrandone la popolazione. Nei giorni seguenti 1.500 ebrei si arrendono a Gerusalemme e poi gli israeliani bombardano Amman, capitale della Transgiordania.

1948, 25 giugno. Il comandante di Irgun, Begin, minaccia di rovesciare il governo ebraico.

1948, 29 giugno. Dopo 25 anni di occupazione, gli inglesi lasciano la Palestina.

1948, 3 luglio. Arabi ed ebrei respingono il piano di pace del mediatore Onu Bernadotte, che propone: riduzione dello Stato ebraico, mantenimento dell’unità palestinese tra zona ebrea e araba, libertà d’immigrazione nella zona ebrea, statuto internazionale per Gerusalemme. Riprendono gli scontri.

1948, 17 settembre. A Gerusalemme il mediatore Folke Bernadotte (foto) 220px-Folke-Bernadottee l’osservatore Onu colonnello Serot, vengono assassinati, pare dalla banda Stern.

1949, 13 gennaio. A Rodi si aprono le trattative…

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Gli abitanti della Palestina

Qualcuno può forse dire che la terra di Israele o la Palestina è completamente sua per diritto divino o per diritto storico? Da che esiste, a partire dal 600.000 a.C. (come dimostrano alcuni ritrovamenti umani a sud del lago di Tiberiade) questa regione è stata abitata da almeno 15 popoli. Chi più lungamente ha avuto influenza sulla Palestina è stata l’antica Roma che l’ha governata per 701 anni; il secondo dominio più lungo è stato quello arabo ottomano (400 anni) e poi l’ebraico (250 anni).

A Gerico e sulle rive del Mar Morto attorno al 10.000 a.C. si stabilirono le prime comunità agricole; nel 4.000 a.C. i primi insediamenti a Gerusalemme; nel 3.000 a.C. in Palestina si stanziarono i Cananei fondatori della città di Ebla (nella foto sopra il titolo Dagon, dio dei Cananei). Nel 2.500 a.C. la tribù cananea dei Gebusiti fondò Gerusalemme. Nel 1.800 a.C. iniziò la prima migrazione in Palestina di nomadi provenienti dalla Caldea e dalla Mesopotamia e dei Filistei, popolo marinaro giunto da Creta, che si stabilì sulle coste. Gli ebrei, pastori nomadi provenienti da Ur in Caldea (attuale Iraq a sud di Bagdad, vicino a Nassiria) si stabilirono nel Sinai, nel deserto del Negev e in quello arabo, spostandosi poi in Egitto a seguito di una carestia. Nel 1.250 a.C., divenuti schiavi dei successori degli Hyksos, gli ebrei lasciarono l’Egitto ristabilendosi in Palestina. Nel 1.000 a.C. a Gerusalemme governava re David a capo di un regno israelita. Nel 926 a.C. gli egiziani saccheggiarono Gerusalemme e nell’840 a.C. i siriani la occuparono per 30 anni. Nel 720 a.C. gli assiri conquistarono la capitale. Nel 587 a.C. fu la volta dei babilonesi che la distrussero assieme al tempio deportando gli israeliti e governando il territorio fino al 538 a.C.. Poi fu la volta dei persiani (iraniani) che, sconfitti i babilonesi, trasformarono Gerusalemme in capitale di una provincia persiana (dal 538 al 333 a.C.). Nel 332 a.C. Alessandro il Macedone conquistò Gerusalemme tenendola sotto il controllo greco fino al 301 a.C. prima che tornasse sotto l’influenza egiziana per circa cent’anni. Nel 200 a.C. Gerusalemme passò sotto i Seleucidi greco-siriani e nel 169 a.C. il governatore di quel popolo, Antiochio Epifanio, dopo aver distrutto la capitale ne bandì l’ebraismo fino alla rivolta ebraica dei maccabei nel 167 a.C., fondatori della dinastia Asmoneana durata dal 141 al 63 a.C., anno dell’avvento dei romani che tennero in pugno la Palestina fino al 638 d.C.. Ci furono in quel periodo varie rivolte, la cacciata degli ebrei nell’anno 135 ad opera dell’imperatore Adriano e un’occupazione persiana. Nel 638 iniziò il dominio islamico con la conquista del califfo Omar Ibn al-Khattab che chiamò Gerusalemme Al-Quds (La Santa) e permise agli ebrei di farvi ritorno in una città completamente islamizzata. impero_turco_ottomano_02Dopo il governo dei turchi dal 1.072 al 1.092, i Crociati nel 1.099 conquistarono Gerusalemme trasformandola in un regno latino; ma nel 1.187 Saladino la riportò ai musulmani e agli ebrei fu permesso rimanervi. Dal 1.229 al 1.239 la pace tra turchi e cristiani assegnò all’imperatore Federico II di Germania il governo della città santa, che poi tornò agli arabi fino al 1.516, con un intervallo di un anno di invasione mongola (1.243-44). Nel 1.517 fu la volta dell’Impero Ottomano che governò la Palestina esattamente 400 anni fino al 1.917. Ma questa è storia passata.

 

gazaDov’è l’umanità delle loro religioni?

… E poi c’è quel passo del Corano che recita: Chi uccide un solo uomo, uccide l’umanità intera. E quel passo del Talmud ebraico che dice: Chi uccide un uomo è come se avesse ucciso l’umanità. E chi salva un uomo è come se avesse salvato l’umanità. Perché nessuno dei contendenti che apparentemente si odiano in nome della fede, segue i precetti del proprio libro sacro? Nel video l’intervento di un rabbino antisionista nel 2011 

 

 

 

Una risposta a “Israeliani e palestinesi

  1. mi sembra che si dovrebbe ridurre il problema a una lotta fra un gruppo terrorista palestinese e gruppi integralisti ebraici anzichè parlare di scontro tra Palestina e Israele. Non vorrei nemmeno dimenticare che per l’economia israeliana i Palestinesi sono forza lavoro indispensabile e che i pendolari tengono in piedi buona parte delle attività occupandosi dei lavori che agli israeliani non va bene fare, tanto quanto accade da noi con gli extracomunitari. Quindi attribuire al Popolo Palestinese atti di terrorismo è sbagliato tanto quanto lo è attribuire al Popolo Israeliano altrettanti atti terroristici. Chiediamoci anche chi alimenti questo fuoco e per quali ragioni. I razzi sparati a centinaia da Hamas costano tanto. Chi li paga? Che cosa pensa di ricavarne? Dal momento che chi finanzia guerre o terrorismo difficilmente lo fa per motivi etici o religiosi.

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