Società malata


 

IMG_6448Il posto giusto

 

Ci sono missili da guerra che colpiscono aerei civili (nel 1980 a Ustica in Italia il Boeing Itavia, nel 2014 in Ucraina il Boeing malese); ci sono missili lanciati contro inermi cittadini dai cortili delle case e delle scuole palestinesi e bombardamenti aerei e missilistici israeliani che colpiscono indiscriminatamente la popolazione quartiere per quartiere; ci sono politici italiani che si arricchiscono alle spalle dei cittadini sottraendo fondi pubblici e così obbligano la povera gente a non fare più le analisi mediche; ci sono alti dirigenti che negano finché possono l’inquinamento radioattivo dopo un’esplosione nucleare (prima Chernobyl, poi Fukushima); ci sono uomini e donne pronti a farsi saltare in aria uccidendo il maggior numero di persone innocenti; ci sono mafie che speculano sulla vita della gente; ci sono imprenditori che avvelenano l’aria di intere città nel complice silenzio delle istituzioni locali; ci sono presidenti di nazioni avanzate felici di accontentare chi li ha eletti e per questo organizzano colpi di Stato e guerre in Paesi lontani; ci sono fabbricanti e commercianti che vivono nel lusso grazie alla vendita di armi; ci sono Stati che applicano la pena di morte, la lapidazione, le mutilazioni genitali; ci sono tanti che usano violenza nei confronti dei più deboli, perché prendersela con loro è più facile e perché c’è sempre qualcuno più disgraziato di te.

In questo squallido e limitato elenco c’è il mondo in cui cresciamo i nostri figli, un mondo in cui il valore unico è la corsa al denaro e dove il potere lava sempre le coscienze trovando mille giustificazioni a una guerra, all’occupazione di un territorio, alla sottomissione di un popolo: basta cambiare il nome alle cose e un bombardamento diventa operazione umanitaria, una guerra d’occupazione azione di polizia internazionale. Ti fidi di chi hai votato e se non stai attento ti ritrovi in guerra: ma tanto, pensi poi, nel conflitto ci vanno solo i professionisti che l’hanno scelto come lavoro: così anche tu entri nel giro delle complicità… E allora via verso l’ennesima missione di pace armata. Il sociologo Erich Fromm diceva che l’origine delle guerre ha radici lontane, nella nascita della proprietà privata. Certamente aveva ragione. Il guaio è che migliaia d’anni non hanno insegnato nulla, anzi. Guerre e crudeltà sono sempre esistite e ce le insegnano pure a scuola, per farci capire da dove veniamo e chi siamo: la storia è fatta di battaglie e di omicidi benedetti da imperatori re presidenti e chiese; mica ci danno il libro delle invenzioni e degli uomini saggi… Così a scuola impariamo che uccidere con la benedizione del tuo governo è bene, anzi a pranzo e cena, con il cibo (elemento positivo) assimiliamo tranquillamente anche immagini di morte violenta e tutto col tempo ci sembra sempre più normale: quasi un male minore rispetto alla perdita di un po’ di benessere, all’aumento dei sacrifici, alla consapevolezza che qualcuno nella società inevitabilmente sbaglia e quindi va punito.

Però l’età della ragione, verrebbe da dire, potrebbe finalmente prendere il sopravvento su tutto e tutti, convincerci che nell’universo senza fine siamo davvero soltanto minuscoli atomi che farebbero meglio ad aiutarsi invece di azzuffarsi. Senza pensare che al Sole basterebbe una tempesta più potente delle solite per rimandarci nel Medioevo o per distruggerci senza preavviso nel giro di pochi minuti.

E sbaglia chi chiama bestie questi uomini di potere, quelli che progettano e quelli che realizzano disegni di morte: gli animali non seviziano per il gusto di farlo, non provocano stragi, non festeggiano la morte dei loro avversari. Se carnivori, si limitano al necessario per sopravvivere. Noi, gente del primo mondo, che siamo così svuotati di umanità e pronti a votare qualunque cosa proponga il nostro caro leader del momento (o a non votare affatto), la sopravvivenza l’abbiamo garantita dall’intelligenza di chi ci ha preceduti e dalla fortuna di essere nati nel posto giusto. Ma il nostro è il posto giusto? video bambina che picchia bambino palestinese, istigata dai genitori

2 risposte a “Società malata

  1. Molto bello questo articolo, bravo! Anch’io l’altro giorno riflettevo su queste crudeltà disumane, ma in realtà sono umane e pensavo che il problema non è di un’altro e di tutti, è come se paragonassimo il mondo ad un corpo e questo fosse malato gravemente in più parti, anche se supponiamo le mani o gli occhi godessero di ottima salute in ogni caso patirebbe sofferenza e sarebbe disabile se non avesse un piede o una gamba. Chissà quando ci evolveremo. Ciao Sabrina

  2. Sento che sei proprio indignato, Roberto, questa volta… Ne hai tutti i motivi, ne abbiamo tutti i motivi… Il mondo va alla rovescia. Se continua così, una vera terza guerra mondiale diventerà probabile.

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