Se la vita vale poco


1408598637805_Image_galleryImage_The_St_Louis_MetropolitanUcciso per due lattine e un coltello

E’ costato molto caro, a un americano di colore, rubare due bibite energetiche e una ciambella in un negozio di Saint Louis. Uno dei tanti “incidenti” occorsi a chi esagera con la polizia americana, chiamata dopo un taccheggio il 19 agosto scorso. La vittima, Kajieeme Powell di 25 anni, come si vede nel video di sicurezza del negozio, è entrato con la mano destra in tasca e con disinvoltura ha rubato le due lattine fredde, cominciando a berne una prima di allontanarsi in fretta. Dopo due minuti è tornato dentro per prendere anche una ciambella, ma stavolta è stato seguito dal giovane titolare del supermercato che gli ha chiesto di pagare. A quel punto il ragazzo ha messo a terra le due lattine dicendo che non le voleva più. Poi, sempre restando sul marciapiedi senza nessuna voglia di allontanarsi, ha chiesto a chi lo stava filmando con un telefonino se avesse Instagram o se avrebbe postato il filmato su Facebook. Come si sente nel video, chi filma lo definisce crazy, matto, per il fatto che continua ad andare avanti e indietro senza senso. Sono attimi e arriva un’auto della polizia. Il ragazzo indietreggia, poi va incontro ai due agenti che gli puntano contro le pistole intimandogli di buttare il coltello che ha in mano (nel video si fatica a vedere). Sfida i poliziotti: Sparami, uccidimi ora!  E gli va incontro incurante. Loro gli sparano nove colpi. Ferito a terra, quando ancora si muove, viene girato a pancia in giù e, ormai morente, lo ammanettano. 07a75884-a2b0-4d9b-b12e-db3207005e94-460x276Giustificando il comportamento dei due agenti che hanno aperto il fuoco dopo 15 secondi senza alcun tentativo di dialogo, il capo della polizia locale ha dichiarato che i poliziotti hanno una ragionevole aspettativa di tornare a casa illesi dopo il lavoro. E’ accaduto dieci giorni dopo l’omicidio, in un sobborgo della città distante solo 4 km, del diciottenne di colore Mike Brown, disarmato, sempre ad opera della polizia. Questa storia di ordinaria follia è documentato nel video di un passante. In certe parti dell’America di oggi finali come questi sono destinati a certi tipi di persone e non ad altri: mi viene in mente il furto di vestiti che la celebre attrice Winona Ryder nel 2001 tentò in una boutique di Los Angeles. Allora, il danno era di 6.000 dollari, fortunatamente nessuno sparò. Nel primo video si vedono i due furti. Il secondo video, drammatico, mostra interamente la scena del delitto e sembra contraddire le dichiarazioni dei poliziotti che hanno parlato di un individuo pericoloso. Nel tono di chi filma e nel comportamento del ladro niente lascia presagire il finale. 

Video dell’omicidio 

6 risposte a “Se la vita vale poco

  1. Concordo, il mondo si è fatto isterico e violento. E lo dimostra il fatto che questo episodio è capitato nella stessa città a pochi giorni di distanza dall’altro. Come dire che il primo non ha insegnato una maggior prudenza. Va anche detto che fintanto che i vertici giustificano e cercano di sminuire gli errori dei sottoposti, questi si sentiranno in diritto di usare le armi anche prima dell’offesa. In California ad esempio da uno o due anni la polizia ha il diritto di aprire il fuoco anche solo in presenza di sospetto di attività delittuosa.

  2. Scusi Franco, ma come fa a dire che il ragazzo ucciso (il tipo, come lo chiama lei) è entrato nel negozio per spregio? A me dai movimenti (all’esterno più che altro) fa pensare a una persona non tanto logica. Infatti una volta scoperto resta sul posto anziché andarsene; anzi mette a terra la refurtiva e continua ad aggirarsi, tanto che sembra voglia farsi prendere. Qualcuno ha detto che il suo è un suicidio cercato. Forse non era tanto a posto di mente, forse instabile… Per il resto sono d’accordo: quando ti ferma la polizia è bene obbedire perché oltretutto non si sa se dall’altra parte c’è qualcuno dal grilletto facile. In quanto alla citazione del ragazzo di colore, non è pretestuosa dal momento che serve a spiegare meglio (come riportato) che pochi giorni prima nella stessa città, un altro giovane afroamericano era stato ucciso dalla polizia, provocando un’ondata di indignazione nella comunità nera. Quindi la precisazione rafforza il collegamento tra le due notizie. Grazie per l’attenzione.

    • certamente mi aspettavo che lei dissentisse da mio commento, e lo dico stimandola. Ho ravvisato nell’atteggiamento dell’individuo (le chiarirò più avanti l’uso che faccio del termine), nel suo appoggiare la refurtiva, gli oggetti asportati senza pagarli, una sfida al negoziante a uscire perchè, fuori dalla proprietà, un’aggressione diventa una comune rissa mentre dentro la proprietà rimane (per le leggi americane) il diritto di uno di aggredire l’altro con qualsiasi mezzo ritenga opportuno per la propria sicurezza. Sembra una distinzione sottile, ma è fondamentale. Ritornando a noi, non apprezzo i termini che, nel discorso, suonano a sminuire i fatti. Mi spiego meglio: “la mamma di Cogne” “i fidanzatini di Novi”…..alla fine hanno anche condizionato il giudizio e fatto sì che fosse più blando. Chi oserebbe dare trent’anni o l’ergastolo a una “mamma” ? ancorchè abbia massacrato a martellate il figlio. E infatti è a casa con la giustificazione “che non lo rifarà” senza tenere conto di quello che ha fatto. Allo stesso modo “il ragazzo” sembra meno pericoloso di “un individuo” se poi è un “ragazzo di colore” pare addirittura che sia nel giusto. Quello che però non trovo equanime è che sui nostri mezzi d’informazione lo zingaro o il rumeno alla guida che causano un incidente rimangano sempre uno zingaro e un rumeno senza mai diventare dei “ragazzi”. Non me ne voglia, detesto la correttezza politica in ogni sua manifestazione anche perchè, e le cito Luraghi, ha rovinato il senso stesso della Storia. Con immutata stima

      • Grazie per il commento Franco. Abbiamo due interpretazioni diverse di uno stesso filmato, e questo la dice lunga sulla difficoltà (anche di fronte a un dato oggettivo come un video) di capire quale possa essere la realtà vera, ossia ciò che spinge una persona a compiere un dato gesto. A questo punto davvero tutto può essere: bisognerebbe sentire le parole e il tono usato dal ragazzo per capire in quali condizioni era. Io per farmi una mia opinione mi sono basato sul fatto che abbia lasciato sul marciapiede le lattine rubate, sul fatto che sia rimasto lì davanti aspettando la polizia senza tentare la fuga e sulla ripetuta definizione di “pazzo” data da chi stava filmando. Tre atteggiamenti che non mi sembrano di sfida, se non da parte di chi non si rende conto dei rischi a cui va incontro. Un ladro qualunque o un prepotente se la sarebbero data a gambe vedendo arrivare la pattuglia… Ma chissà se ho ragione.
        Sul resto sono d’accordo, l’informazione uniforma e semplifica, affibbia etichette: lo fa non sempre e non solo con un doppio fine. A volte c’è la pigrizia, sempre la necessità di colpire con un titolo il lettore che altrimenti “salta” l’articolo. E nessuno considera mai che un titolo ha un certo preciso numero di battute (caratteri) che non possono essere “sforati”: così si opta per parole anche dimensionalmente funzionali. Qui però stiamo uscendo dal seminato. Nel mio articolo sottolineo quanto poco possa valere la vita umana (ragazzo, vecchio, nero, bianco, individuo generico che sia); il resto sinceramente mi interessa meno. Con questo non intendo sminuire i suoi rilievi che in parte condivido, ma ci portano fuori pista. Resto convinto che nell’atteggiamento delle forze dell’ordine, sull’uso della violenza debba sempre prevalere l’accertamento pacifico dei fatti. Inoltre due agenti che tengono di mira un uomo armato di coltello ma ancora distante, hanno comunque un grande vantaggio: se proprio non se la sentivano di affrontarlo con le buone, potevano ferirlo a una gamba senza sparargli contro 9 colpi fino ad ucciderlo. Nessuno mi convincerà mai che è preferibile ciò che è avvenuto in quel contesto. La saluto anche io con stima.

        • concordo in pieno sul fatto che sparare alle gambe o almeno un solo colpo avrebbe sortito l’effetto dissuasivo richiesto. Il problema risiede nell’addestramento stesso che abitua a tirare al “bersaglio grosso” in modo che, anche in presenza di un giubbotto antiproiettile, il soggetto cada a terra e sia immobilizzabile. Certamente i revolver a tamburo erano più “umani”. Dovrebbe stare ai comandi raccomandare maggior prudenza agli agenti. Purtroppo il mondo si è fatto isterico. Guardi anche il caso del matto nostrano che ha decapitato la ragazza. Forse anche a lui sarebbe bastata una pallottola nelle gambe o forse anche due parole in più dette da quei Carabinieri di una volta…..ma è così e sarà sempre peggio, mi creda.

  3. dal video si capisce che il tipo entrato nel negozio due volte lo faceva non per bere o per necessità ma per spregio verso il commerciante. era presumibilmente un soggetto violento, lo si desume anche da modo di muoversi. in molte città americane quando un poliziotto ti dice di fare una cosa è meglio dargli retta e subito. giudicare da qui mi sembra inopportuno. le realtà vanno viste sul luogo. certamente una vita ha un grande valore ma chi vive ogni giorno in mezzo alla violenza e vede violenza e sa che la violenza è estrema e inaffrontabile a parole alle volte pensa solo a difendersi e ritornare a casa e possibilmente vivo. non calcherei la mano sul colore della pelle della vittima, lo trovo pretestuoso

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...