L’uomo che salvò il mondo


topelementSalvò il mondo non facendo nulla

A Fryazino nella regione di Mosca, vive come tanti altri poveri pensionati, un signore di 75 anni. Il 19 gennaio 2004 a New York nella sede dell’ONU l’Associazione di cittadini del Mondo gli assegnò come premio speciale una statuetta di cristallo (La mano che tiene il globo). Il 24 febbraio 2012 a Baden-Baden i tedeschi gli consegnarono qualcosa di più sostanzioso: il Premio Dresda (€ 25.000), assegnato a chi fa qualcosa a favore della pace.

Perché tanto onore per un ex militare dell’Armata Rossa? Lo spiega l’incisione sulla statuetta di cui sopra: Per la persona che ha impedito una guerra nucleare. Nientemeno.

I fatti risalgono alla notte del 26 settembre 1983 quando il tenente colonnello Stanislav Evgrafovič Petrov (il pensionato in questione) stanislav_petrov1era di turno al comando operativo nel bunker segretissimo di Serpukhov-15, una delle città militari sovietiche off limits nei pressi di Kurilovo a 100 km da Mosca. Il centro era stato attivato l’anno prima con funzioni di elaborazione dati sul possibile attacco con missili nucleari intercontinentali da parte degli Stati Uniti. Da questo centro (tuttora attivo) parte il comando alla base missilistica di Solnechnogorsk per rispondere colpo su colpo all’eventuale aggressione. Si era in piena guerra fredda: solo pochi giorni prima, l’1 settembre 1983, con due missili un caccia sovietico SU-15TM Flagon F aveva abbattuto un Boieng 747 sudcoreano con 269 persone a bordo, colpevole di essersi trovato nello spazio aereo della penisola militarizzata di Kamčatka. Da allora il presidente Reagan chiamò l’Urss impero del male.

 Image92

Il racconto del protagonista

Come ha raccontato nel 2012 lo stesso protagonista al giornalista Heike Vowinkel di Die Welt, quella notte si trovava da quasi cinque ore con altri otto militari nella sala comando seguendo le informazioni che arrivavano da tre satelliti spia e dal centro dati; altri 80 tra ufficiali e soldati alle sue dipendenze stazionavano nell’edificio. Tutto come di routine. Ma a mezzanotte e 15 suona un allarme acustico e di fronte alla plancia di comando improvvisamente compare la scritta AVVIO e si illumina la mappa satellitare degli Stati Uniti, con le città illuminate che si distinguono bene. La tensione cresce perché non è la solita esercitazione: il computer del centro di controllo sta segnalando che l’Urss è sotto attacco americano: lo schermo indica un unico punto, come dire un solo missile americano in arrivo. Bisogna prendere in fretta una decisione e la decisione spetta al comandante della base, a Petrov. Lui prende tempo e invita tutti a sedersi. Rianalizza i dati per capire se l’allarme è reale o frutto di un errore del sistema. Immediatamente informa l’alto comando a Mosca. Sa che meno di mezz’ora separa il lancio dal bersaglio da colpire. In quel momento la base americana di partenza del razzo si trova al confine tra giorno e notte, quindi difficilmente visibile nell’immagine satellitare. Bisogna prendere una decisione, anche considerando che il computer e il sistema non hanno mai sbagliato prima. Petrov ragiona: se stanno attaccando, perché gli americani lanciano un solo missile e non una formazione completa? Il missile potrebbe essere partito per errore, ma è anche vero che il sistema usato dagli americani è altrettanto sicuro di quello sovietico. Che fare? Petrov si rende conto che se sbaglia e aziona la risposta scatenerà la terza guerra mondiale. Si rende conto dell’estrema responsabilità della sua decisione e l’istinto gli suggerisce di non far nulla. Non dà peso all’allerta rosso, fa di testa sua e a avvisa il comando supremo che si tratta di un errore del sistema, ma proprio in quel momento si riattiva l’allarme e sulla parete ricompare il segnale AVVIO. E dopo poco scattano altri allarmi: cinque, ma tutti si riferiscono a un unico missile. Il tenente colonnello Petrov decide di aspettare 18 minuti: tanti ci vogliono perché il missile entri nello spazio visivo dei radar, quando però non ci sarà più tempo per fermarlo. Un’attesa terribile per lui e per i pochi che sanno; il resto del mondo ignora ogni cosa. Passano i 18 interminabili minuti e poi tutta la notte. Niente. Un errore del computer.

 

NASA-foto-Terra-notteL’errore del computer

Cos’era successo Petrov lo apprese solo un anno e mezzo più tardi: un raro effetto di rifrazione della luce solare aveva ingannato il satellite proprio in corrispondenza della base americana.

Sono venuto a conoscenza dell’esistenza di Petrov dallo spettacolo Stupidorisiko- Una geografia di guerra, di Patrizia Pasqui, magistralmente interpretato da Mario Spallino del Gruppo Teatrale di Emergency, il 3 settembre 2014 nell’ex base missilistica di Vigodarzere (Pd). La vicenda di Petrov, che in patria non è mai stato premiato per aver scongiurato la fine del mondo, è quella di un uomo semplice che oggi dice: Ho fatto solo il mio dovere, niente di speciale. Eppure se al suo posto ci fosse stato un militare più rispettoso del regolamento, forse oggi nessuno, o pochi di noi, sarebbe in vita. Grazie!

 

 

Una risposta a “L’uomo che salvò il mondo

  1. Sempre in linea con questa storia, c’è un bell’incidente di poco antecedente verificatosi negli Usa:
    http://lamasena.net/tag/roberto-vacca/

    “…Il 9 Novembre 1979 il sistema radar americano Bmews (Ballistic Missile Early Warning System), mirato a individuare prontamente missili balistici sovietici, diede l’allarme di un attacco missilistico contro gli Stati Uniti. Iniziarono i preparativi di rappresaglia con missili intercontinentali e bombardieri. I satelliti, però, non confermarono l’allarme e poco dopo si capì che per errore era stato inserito nel sistema un nastro di prova con segnali che simulavano un attacco, normalmente usato per addestramento del personale…”

    Sarebbe interessante capire se la speculazione di Vacca sia corretta: e cioè se la sicurezza degli arsenali si stia deteriorando o no.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...