Morto il simbolo della protesta greca


luk097Loukanikos è morto e con lui la protesta greca

 

Quando nel 1932 è morto Rin Tin Tin (se ne sono succeduti molti in quella parte), il cane dei telefilm americani tra gli anni Venti e i ’50 e nel 1998 se n’è andato l’altro pastore tedesco conosciuto come Il commissario Rex, tutti i media internazionali ne hanno parlato. loukanikos_01Ora a passare nel paradiso dei cani è toccato a un bastardino greco e ugualmente giornali e tv del mondo hanno diffuso la notizia, perché di lui avevano parlato a lungo in vita, perfino la prestigiosa rivista Time. Perché con lui è morto un simbolo. E forse anche per questo la notizia della morte ha atteso ben 5 mesi per essere diffusa: quasi non si volesse farlo. Ma chi era Loukanikos ? Il nome che in greco significa salsiccia (dal veneziano luganega , esportato ad Atene dagli antichi dominatori della Serenissima) fa sorridere; ma per tanti ateniesi di oggi il ricordo di quel bastardino vuol dire molto, ed è come se con lui fosse morto il simbolo stesso della protesta popolare, quella che portò in piazza tra il 2010 e il 1012 migliaia di giovani, vecchi e bambini per contestare il governo che appoggiava le manovre strozzagreci della Troika europea.

loukanikos_06Loukanikos infatti era stato sempre in prima linea accanto ai contestatori, e come si vede nelle foto aveva sempre respirato (lui senza fazzoletto o casco) il puzzo intenso dei lacrimogeni: chissà, forse proprio per questo, come sostiene il giornale greco Avgi Online , non è durato più di 10 anni.Loukanikos_beaten1

Nella “sua” protesta Loukanikos non si era mai tirato indietro, anche se preso a calci, sprezzante del pericolo, cercando di prendere al volo i lacrimogeni in arrivo e sfidando col suo abbaio i minacciosi poliziotti in assetto antisommossa. L’hanno sepolto ai piedi di un albero, in collina su vista di Atene. Eccolo in azione nel video 

2 risposte a “Morto il simbolo della protesta greca

  1. Sono simboli che dovrebbero rimanere scolpiti nelle mente e nella memoria di tutti, sia di chi si è ribellato che di chi ha lottato contro di essi per imporre l’ordine. La Polizia esibiva attrezzatura antisommossa, caschi e scudi, ma senza più i valori di altri scudi ed elmi greci di altre epoche, e la contestazione, anch’essa rigorosamente in divisa e viene da chiedersi perchè la contestazione senta la necessità di una divisa, che è fondamentalmente quello che stanno contestando e combattendo; fazzoletto “d’ordinanza” a coprire il viso e cappuccio a rendere irriconoscibili. Fra le due parti, apparentemente con una di esse, ma fondamentalmente con la sua propria lotta, o forse come in un grande gioco, un cane, ancor di più, un cane bastardo a muso (ovviamente) scoperto e sprezzante del pericolo, di calci ed esplosioni ha combattuto, con grande dignità, la sua battaglia. E ha vinto. Perchè di lui, a muso scoperto, è rimasta la memoria ed a lui è stato eretto un monumento sovrastante la città intera a simbolo della lotta. Chi ha lottato anonimamente al riparo di scudi elmi, cappucci e fazzoletti è rimasto tale e quale era. Anonimo. Impariamo da questo cane bastardo che nelle lotta, in ogni lotta, si dovrebbe come minimo mettere la faccia. Grazie cane.

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