Hit parade della corruzione


mose_mazzette_video-300x220Dipendenti pubblici: hit parade della corruzione

Al tempo dell’antica Roma la parola honestas indicavano onore, onestà, bellezza. Ai nostri giorni la parola onestà sembra aver perso qualsiasi significato. E sono sempre di più i rappresentanti delle istituzioni (a qualsiasi livello) a trattare i soldi pubblici in alcuni casi con leggerezza, in altri come fossero cosa loro: comunque sempre incuranti che il danno alle casse dello Stato si traduce in un impoverimento di tutti i cittadini che ottengono meno servizi, più cari, e, scarseggiando le risorse, vengono maggiormente tassati.

E’ un dato di fatto che quando gli scandali sulla corruzione vengono a galla, alle nuove schiere di corrotti non gliene può fregar di meno. Dopo che l’inchiesta Mani Pulite sollevò il coperchio sul malaffare di Tangentopoli, i corrotti in Italia non solo non sono diminuiti, ma hanno puntato più in alto pretendendo più soldi perché il rischio è cresciuto. Tuttavia quello che corrono è tutto sommato un rischio relativo che si traduce in restituzione del maltolto, multa e nella maggior parte dei casi, in condoni, decorrenza dei termini, arresti domiciliari. A dimostrare quanto scarso senso dello Stato vi sia nello Stato stesso e nelle amministrazioni locali, è un rapporto della Guardia di Finanza che prende in esame l’anno 2013 e i primi 9 mesi del 2014. Balza subito agli occhi che se nel 2013 sono stati contestati reati a 5.987 dipendenti pubblici, nel solo periodo gennaio- settembre di quest’anno gli accertati sono saliti a 7.368. In realtà se sono stati scoperti più disonesti è perché gli interventi della GdF sono aumentati del 24%. I danni accertati alla collettività da parte di questi dipendenti di varie amministrazioni pubbliche, sono pari a oltre 3 miliardi e mezzo di euro nel 2013 e a 2 miliardi 248 milioni di euro in 9 mesi del 2014.

 

Italia-incompiutaLo sport preferito dei corrotti

Tornando al latino, corruptus significava perverso, corrotto, viziato, sedotto, contaminato. Se il termine esisteva già e aveva tante declinazioni, è perché il fenomeno (come del resto la guerra) esiste da quando è stata inventata la proprietà privata, cioè si perde nella notte dei tempi.

Ma vediamo oggi in che cosa i dipendenti pubblici corrotti eccellono. 1) Al primo posto nella hit parade delle preferenze vengono le truffe sulla spesa sanitaria che hanno generato nel 2013 un danno alle casse dello Stato di oltre un miliardo di euro, sceso a 279 milioni e mezzo nei primi 9 mesi del 2014. 2) Poi ci sono le frodi al bilancio nazionale e quello all’Unione Europea per ottenere fondi senza averne diritto. Nel 2013 a questo proposito i danni erariali accertati sono stati pari a 406 milioni e 799.000 euro e quelli del periodo considerato dell’anno in corso sono ammontati a 323 milioni 368.000 euro. 3) Seguono i danni che derivano da contratti di appalto: per 352 milioni e rotti nel 2013 e per oltre 363 milioni nei primi 9 mesi 2014. 4) E ancora le finte consulenze esterne costate nel 2013 oltre 9 milioni di euro e nel 2041 (da gennaio a settembre) ben 21.358 milioni. 5) Ma non va meno bene nella gestione del patrimonio pubblico, dove i disonesti hanno causato nel 2013 un danno allo Stato per quasi 186 milioni di euro e quest’anno un danno di 139 milioni. 6) Infine i danni relativi ai rapporti di pubblico impiego: 124 milioni e mezzo nel 2013 e 65 milioni nei mesi seguenti.

Anche se i dati della Guardia di Finanza riguardano solo interventi a campione e “su segnalazione”, sarebbe assolutamente sbagliato fare di tutta l’erba un fascio: i dipendenti pubblici di cui si è accertata la corruzione sono stati 13.000 in questi ultimi due anni scarsi, a fronte di oltre 3.375.000 dipendenti pubblici in attività.

2 risposte a “Hit parade della corruzione

  1. come si potrebbe fare a fermare questo malcostume? beh penso che se al momento dell’accertamento il soggetto venisse temporaneamente sospeso senza stipendio in attesa della chiusura dell’indagine e in caso di esito negativo allontanato togliendogli anche la parte versata in conto pensione e non riconoscendogli una liquidazione gli si darebbe un buon deterrente a non provarci o, qualcuno suggerirà, a provarci solo per cifre che valgano il rischio, e in quel caso il carcere certo. il nostro male principale non è la corruzione, ma la certezza dell’impunibilità della stessa. Rigore occorre, rigore nelle regole e rigore nella loro applicazione. Rigore nel giudizio, rigore nel sistema giudicante. Non è difficile, basta volerlo, ma agli italiano piacerebbe il rigore? Non credo e se così è di che ci si lagna?

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