Islamici amici degli ebrei


ebrei_spagnaEbrei cacciati dall’Europa cristiana, accolti a braccia aperte dai turchi islamici

 

1492, anno storico per l’umanità. Ma anche l’anno in cui gli islamici abbandonano definitivamente la Spagna dopo 220 anni di dominio diretto sulla penisola iberica sud orientale (Regno di Granada) e dopo otto secoli di presenza in Spagna. Le truppe di Isabella di Castiglia e del marito Ferdinando il Cattolico, fortemente sovvenzionate dalle banche italiane che avevano concesso prestiti all’Armada, cacciano i Mori. FerdinandIsabellaSpainNove mesi prima della scoperta dell’America da parte di un italiano partito dal sud della Spagna tornato in mano spagnola, gli islamici lasciano definitivamente l’Europa; ma non sono i soli. Gli spagnoli cacciano anche gli ebrei convertiti al Cristianesimo per opportunismo e diventati in alcuni casi sacerdoti e vescovi. Vengono spregevolmente chiamati marrani (termine associato al maiale). Contro di loro e contro i musulmani convertiti, i reali di Spagna fin dal 1481 avevano scatenato un nuovo organismo giudiziario, la Santa Inquisizione affidata alle cure di Tomas de Torquemada che porta in pochi anni all’espulsione di tutti gli ebrei nel 1492. L’editto reale Alhambra_Decree dà tempo sei mesi agli ebrei, che sotto il dominio dei Mori nella regione di Granada avevano trovato un buon asilo, per lasciare il Paese portandosi dietro ogni cosa tranne oro, argento e denaro. La scusa è semplice: i convertiti al Cristianesimo, vivendo accanto ai non cristiani potrebbero tornare alla religione di origine. Così 200.000 ebrei lasciano la Spagna per la Turchia e per il Nord Africa. E lo stesso vale anche per quelli che vivono in Sicilia dall’anno della diaspora, il 70 dopo Cristo: anzi la Sicilia è il luogo in cui vi è la loro più alta percentuale in rapporto ai residenti, fino al 1492.

Da Roma papa Innocenzo VIII chiede, inascoltato, ai cattolicissimi re di Spagna di essere più clementi con queste genti e ordina che vengano estradati in Spagna per sottoporli a regolare processo, che significa Inquisizione.

Gli ebrei quindi abbandonano la cattolica Europa e trovano rifugio nell’islamica Turchia, dove sul trono dell’impero ottomano di Istanbul c’è il quarantacinquenne sultano Bayezid II detto Il giusto. Beyazid_IIPer farli arrivare in fretta, con una mossa a sorpresa, i turchi inviano la loro flotta in Spagna e Sicilia per prelevare gli ebrei cacciati. Il sultano che ha appena perso la guerra d’Egitto e quella di Spagna, ma ha conquistato l’Erzegovina e ha battuto i Veneziani a Lepanto, è accogliente con loro; anzi commenta: Sono stupidi i re spagnoli che allontanano i loro cittadini migliori mettendoli nelle mani dei loro peggiori nemici. Il sultano decreta che in tutti i possedimenti ottomani si dia ospitalità agli ebrei rifugiati facendoli diventare cittadini ottomani, così come già avviene per i cristiani. Chi negherà aiuto agli ebrei sarà messo a morte. La storia antica insegna che gli islamici turchi hanno aiutato con ogni mezzo sia gli ebrei sia i cristiani, in quanto cittadini che pagavano le tasse come tutti gli altri. Le diatribe tra non musulmani vennero seguite, per volontà del sultano, dal Patriarca di Costantinopoli. Piena libertà religiosa quindi e accoglienza estrema in quella che era la più grande potenza internazionale dopo l’antica Roma; perché il Corano dice che cristiani ed ebrei possono anch’essi andare in paradiso, a patto che siano persone buone.

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