Swiss Leaks


dolarRisparmiatori? Sì, in Svizzera

Trovati 7,5 miliardi $ italiani

 

Portare i soldi in Svizzera. L’hanno sempre fatto imprenditori, politici, uomini dello spettacolo, sportivi, musicisti, dittatori (da Hitler a Ceausescu, a Gheddafi). Quante volte abbiamo sentito questa frase, riferita a chi fa fruttare i propri guadagni (spesso illeciti) a riparo dalle tasse italiane.

Ora che un italo francese – Hervé Falciani – ex funzionario di uno dei colossi bancari mondiali – l’inglese HSBC che è il numero uno in Europa con 157 miliardi di euro capitalizzati – ha spiattellato l’elenco di 100.000 facoltosi clienti della filiale di Ginevra più quello di 20.000 società offshore, emerge la portata dei trasferimenti di denaro dai Paesi di origine alla Svizzera: in una sola delle 327 banche con sede nella Confederazione (dato relativo al 2008)…

HSBC è un gruppo nato 150 anni fa a Hong Kong (la sigla significa Hong Kong Shanghai Banking Corporation Limited) e conta la bellezza di 52 milioni di clienti in 74 Paesi. Nella filiale svizzera, secondo i 60.000 files relativi all’anno 2006- 2007 consegnati dal funzionario ribelle (ora sotto protezione) al Fisco e poi (dopo il processo intentato contro di lui in Costa Azzurra) finiti all’International Consortium of Investigative Journalists (130 giornalisti di 49 Paesi hanno indagato), figurano tra gli altri 11.235 clienti svizzeri, 9.187 francesi, 8.844 inglesi, 8.667 brasiliani e 7.499 italiani. Va detto che essere nell’elenco non significa automaticamente aver frodato il fisco e che alcuni hanno sanato la propria posizione attraverso gli scudi fiscali introdotti dai vari governi… In ogni caso sapere che per ammontare di denaro nascosto in quella banca gli italiani risultano i settimi clienti, fa pensare. Nel solo anno in questione avevano a deposito 7 miliardi e mezzo di dollari e venivano dietro a Svizzera, Gran Bretagna, Venezuela, Stati Uniti, Francia e Israele, mentre per numero di conti aperti erano quinti.

Ma chi erano questi correntisti? Tra i nomi nostrani più conosciuti compaiono: lo stilista Valentino (108 milioni di dollari transitati sui suoi conti), Flavio Briatore (73 milioni di dollari), il campione Valentino Rossi (quasi 24 milioni di dollari), lo stilista Roberto Cavalli; ma anche l’attrice Stefania Sandrelli e la cantante Ornella Vanoni con valori molto inferiori. Tra i pezzi da novanta dell’economia italiana in quei caveaux avevano i loro risparmi anche: Giuseppe Recchi presidente Telecom ed ex presidente ENI, Eugenio Marco Airoldi amministratore delegato di Benetton, Giulio Malgara (fondatore dell’Auditel), Franco Gussalli Beretta dell’omonima casa costruttrice di armi, Camillo Cruciani coinvolto nello scandalo Lockheed, Salvatore Mancuso ex vice presidente Alitalia, il sondaggista Renato Mannheimer, il re dei panzerotti Luigi Luini e l’ex colonnello dei Ros Giuseppe De Donno. Tutti, o quasi, hanno fatto sapere di essersi già regolarizzati o di aver comunque affidato legalmente i loro risparmi a quell’istituto bancario. Chi non ha potuto spiegare il perché della scelta di affidare 606 milioni di dollari a quella banca è il costruttore milanese Bruno De Mico, primo pentito di Mani pulite, perché il numero uno dei risparmiatori italiani di quel consesso è morto a Londra nel 2010.

Con i loro dollari sono stati tutti in ottima compagnia di personaggi come: i musicisti Tina Turner e Phil Collins, il re di Giordania e quello del Marocco, il principe del Bahrain, i piloti Michael Schumacher, Fernando Alonso e Heikki Kovalainen, gli attori John Malkovich e Joan Collins. Ma lì avevano i loro soldi sporchi di sangue anche mercanti d’armi e uomini di fiducia di dittatori. L’inchiesta Swiss Leaks va avanti. http://www.icij.org/project/swiss-leaks/explore-swiss-leaks-data

 

downloadUna fiducia che ha 600 anni

Storicamente la piazza di Ginevra è da sempre un pilastro della finanza mondiale. Inizia a lavorare nel Trecento, un secolo dopo la nascita delle prime banche del mondo, quelle di Genova (nel 1406 il Banco di San Giorgio). Nel Quattrocento è già molto sviluppato, tanto che nel 1425 vi aprono le prime sedi i banchieri stranieri, primi fra tutti quelli di Firenze che già prestavano soldi a mezza Europa.

 

 

Una risposta a “Swiss Leaks

  1. Un altro scandalo “a pallone” gonfiato all’inverosimile, ma che poi lentamente, rimanendo fermo si sgonfierà e rimarrà un sacchetto vuoto a cui nessuno farà più caso. Siamo nell’Era del Denaro, manca assolutamente la fiducia nello Stato e a nessuno importa di cose come queste, che in un Paese civile farebbero insorgere le masse. A nessuno importa prima di tutto perchè verso chi possiede tanto denaro c’é, in generale, un’ammirazione incondizionata, uno sfrenato senso di emulazione, ma anche perché la gran parte della popolazione pensa, anzi SA, che se anche quella massa incredibile di liquidità dovesse rientrare in Patria, si disperderebbe in altri rivoli. Non incrementerebbe certamente un calo delle imposte, non farebbe salire di un punto l’importo dell’Assegno Sociale, non incrementerebbe di un Euro la Carta Acquisti, tanto vituperata perché introdotta dal Governo Berlusconi e (per fortuna) dimenticata ché altrimenti l’avrebbero già soppressa. Perché allora scadalizzarci? Sono soldi Loro di quelle migliaia di personaggi (persino un Colonnello dei ROS…..ridicolo) che possono disporre di somme tali da doverle mettere “in salvo” sono Loro, dei Privilegiati, dei Raccomandati, dei Corrotti, dei Trafficoni ma non saranno mai nostri! é un bottino che passerebbe da una nave pirata all’altra, da un capitano all’altro, ma che non toccherebbe mai alla ciurma, a noi. E allora che se lo tengano e ci si strozzino ! ! Nemmeno vale la pena di spenderci parole.

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