Giudizi e pre- giudizi


stalin6 2Ferocia Made in Europe

 

Quando con eccesso di zelo nei titoli dei giornali indichiamo (se non è comunitario) la nazionalità dell’autore di un reato quasi a sottolineare che gli stranieri sono peggio di noi, quando ci infastidiamo per gli africani e i mediorientali che scappano dalle guerre o semplicemente cercano una vita migliore qui da noi, quando pensiamo che i clandestini siano gente che viene a rubarci il pane e che sono comunque dei poco di buono, quando ci sentiamo razzisti verso i cosiddetti extracomunitari, ricordiamoci dei due signori europei della foto: Iosif Stalin e Adolf Hitler. Il primo nato a Gori in Georgia sul Mar Nero di fronte alla Bulgaria, il secondo a Braunau am Inn in Austria, a 400 km in linea d’aria da Milano. Europei. Hitler che come Stalin ha avuto sulla coscienza milioni di morti, oggi sarebbe un cittadino comunitario, come lo sarebbe Mussolini che si rese responsabile dell’uso di quelle che oggi chiamiamo armi chimiche, bombardando con il gas le popolazioni africane di Libia, Etiopia e Abissinia.hitler 28 anni

Prima di esprimere troppi giudizi di merito verso gli extracomunitari, ricordiamoci che i peggiori genocidi dell’umanità sono targati Europa: a partire da quello ordinato dal pontefice francese papa Urbano II, che nel Concilio di Clermont del 27 novembre 1095 arringò i cristiani d’Oltralpe perché marciassero sulla Terra Santa per riprenderla ai turchi che l’avevano sottomessa alla religione musulmana. Strappate quella terra a quella gente scellerata – disse il pontefice guerriero – e sottomettetela a voi…  E l’assemblea a quell’invito rispose: Lo vuole Dio! Partì così la prima di nove sanguinose Crociate (ne seguirono altre minori) che portarono a un numero imprecisato, ma altissimo, di morti. Dalla scoperta dell’America alla sua completa colonizzazione di fine Ottocento, si calcola che gli eserciti di Spagna, Inghilterra, Francia, Olanda e Portogallo compirono in diverse ondate il più grave genocidio della storia dell’umanità, con l’annientamento di circa 64 degli 80 milioni di indigeni che popolavano quel continente, da nord a sud. Se escludiamo (per ragioni geografiche) il genocidio perpetrato dalla rivoluzione comunista cinese di Mao Tse-Tung che causò la morte di un numero di cinesi che va dai 20 agli 80 milioni, si torna in Europa con i 20 milioni di morti provocati in Russia da Stalin, Stalin 24 annicon i circa 7 milioni di morti ucraini affamati dal regime comunista di Stalin tra il 1929 e il 1933 (L’Unione Europea nel 2008 riconobbe questo atto, chiamato dagli ucraini Holodomor, crimine contro l’umanità). Poi ci sono l’Olocausto nazista che provocò da 13 a 20 milioni di morti, il genocidio di fine Ottocento compiuto dal Belgio nella colonia africana del Congo con 10 milioni di persone uccise, l’annientamento di quasi tre milioni di armeni da parte dei turchi tra il 1915 e il 1916. Per evitare i pregiudizi Gesù suggeriva di guardare la trave nel proprio occhio prima della pagliuzza in quello degli altri. Se nella storia mondiale gli europei non sono i soli ad essersi macchiati di tremendi crimini, di certo sono tra i maggiori responsabili. La ferocia è dovunque, è patrimonio dell’umanità. Nelle foto due giovani dall’apparenza innocua: Hitler a 28 anni e Stalin a 24.

2 risposte a “Giudizi e pre- giudizi

  1. Mi permetto di dissentire, caro Roberto, la barbarie e la crudeltà non sono sempre ovunque, ma quasi sempre albergano nel cuore degli europei, specialmente quando sono crudeltà e barbarie di cui si fatica a capire il senso, quelle generate dal razzismo principalmente. C’é fra di noi un sentimento che arriva dal Medio Evo, dagli anni bui, che ci fa vedere chi vive in altri luoghi come un nemico. Questo vale per i vicini di casa, per i paesani di paesi limitrofi, per altri italiani provenienti da zone più lontane e via via che aumenta la distanza aumentano in proporzione diffidenza e astio. Siamo passati in poco tempo dai terroni sporchi e disonesti agli europei dell’Est criminali e agli africani inutili e portatori solo di guai e cadremo certamente nell’altro luogo comune Islam uguale a terrorismo. Fa parte della nostra stessa natura che nessuno ha mai voluto correggere. Se nessuno ci ha insegnato che siamo tutti Italiani uguali e con gli stessi diritti/doveri come posiamo pensare di arrivare ad accettare degli stranieri di cui si parla oltretutto solo per descriverne i difetti, quando ci sono. (autista rumeno ubriaco causa incidente, Rom assaltano casa, Spacciatore tunisino…..) Che cosa facciamo per l’integrazione? Niente se non azioni di beneficenza offensive per la dignità altrui. Abbiamo squadre di poliziotti multi-lingue? Assolutamente no. Le strade vengono pattugliate da italiani che camminano in mezzo a una massa di personaggi di ogni parte del mondo senza capirne una parola e spesso non capendo che stia succedendo o che stiano combinando e per non farsi dare dei persecutori lasciano perdere ogni azione di accertamento. Siamo rimasti scottati per prima dall’Albania che (come fece Cuba) ha aperto le carceri generando gli assiomi ladro-Albanese, battona-albanese poi quando sono arrivati gli Albanesi veri, quelli che lavorano incessantemente e con dignità e capacità sono rimasti loro per peimi vittime di questa situazione. Ecco perché l’accettare chiunque e senza regola genera malcontento e un danno perenne prima di tutto a chi viene qui in erca di opportunità. Troppi personaggi speculano sugli arrivi sregolati, troppo malaffare vive di questa ondata di disperati che possono lavorare a cinque Euro al giorno chiusi nelle serre o vendendo fazzolettini per strada, o nel peggiore dei casi spacciando o facendo prostituire delle loro conterranee sfortunate più di loro. Non é respingendo indiscriminatamente che arriveremo alla soluzione, ma nemmeno accettando chiunque altrettanto indiscriminatamente.

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