Aperto il 750° di Dante


20060301155207!DanteDetailDante amò il bel paese

Il Belpaese. Chi ha inventato questa locuzione per definire l’Italia? L’ideatore viene celebrato dal 4 maggio 2015 (nacque sotto il segno dei gemelli nella tarda primavera del 1265 a Firenze) al 2021 (anniversario della sua morte avvenuta il 14 settembre 1321 a Ravenna). E’ Dante Alighieri, che nell’Inferno scrisse Le genti del bel paese là dove ‘l sì suona (Inferno XXXIII, versi 79,80). Lo scrisse attorno al 1306 mentre si trovava in Lunigiana in esilio.

Il suo nome era Durante, in onore di un parente, ma poi venne sempre chiamato col diminutivo di Dante, così come sua madre Gabriella Abati tutti la chiamarono semplicemente Bella. I genitori (provenienti da famiglie ricche) avevano idee politiche contrapposte: la mamma Bella era ghibellina (appoggiava l’Imperatore) mentre il padre Alighiero cambiavalute figlio di Bellincione era guelfo (appoggiava il Papa). A vent’anni Dante sposò la ragazza che da 8 anni gli era stata promessa sposa: Gemma Donati (famiglia guelfa nera). Dante apparteneva alla fazione dei guelfi bianchi. Supportava il Papa ma osteggiava fortemente papa Bonifacio VIII.

 

Benigni_robertoBenigni legge Dante in Senato

Il 750° anniversario della nascita di Dante è stato aperto il 4 maggio 2015 in Senato con una solenne celebrazione, Occasione per nuove riflessioni su questo protagonista della storia occidentale, ha detto Enrico Malato presidente Centro Pio Rajna. Dopo il messaggio di Papa Francesco letto dal cardinal Gianfranco Ravasi e il Canto della vita nuova musicato da Nicola Piovani, davanti a un Sergio Mattarella leggermente sorridente, Roberto Benigni ha rievocato il sommo poeta.

Siamo fortunati che l’anniversario è caduto nel 2015 perché fosse caduto tra due anni non ci saremmo trovati nel Senato, perché già abolito… Dante amava la politica come dovrebbe essere oggi… Per la sua carica politica si può dire sia stato senatore. Ma aveva un caratteraccio, i politici fiorentini hanno un caratteraccio, bisogna saperlo. Era guelfo, era guelfo bianco, era ghibellino, aveva un partito tutto suo: era nel PD dell’epoca, il Partito Dante…

La sua opera è l’apice di tutte le letterature, è un miracolo. Ha fatto un miracolo della sua vita… Nella Divina Commedia sono ingranditi la vita, la morte… Ha inventato questa lingua domando le parole… Ci sono parole che si stupiscono esse stesse di far rima con altre…

Nel Medioevo è nata l’Europa, e in quell’epoca l’Italia ha fatto grandissime cose: la valorizzazione del lavoro, la Chiesa ha permesso la legittimità dei profitti con l’invenzione della finanza, la Chiesa ha permesso la divisione tra chierici e laici facendo nascere il laicismo, la filosofia Scolastica; abbiamo inventato il primo artista moderno Giotto, pagato per le sue opere, abbiamo inventato Boccaccio, pagato per scrivere articoli come avviene oggi. La psicoanalisi: la Chiesa ha reso obbligatoria la confessione almeno una volta l’anno…

Benigni ha concluso il suo intervento di mezz’ora leggendo il canto XXIII del Paradiso, per lui il più bello, l’ultimo canto, il canto alla Vergine. E’ castità di parola e di ritmo, è musica. Dante era altero ed esuberante. Riesce a commuoverci non solo con la poesia, ma anche con la filosofia e con la fisica. Lì descrive Dio tre volte.

2 risposte a “Aperto il 750° di Dante

  1. Credo che la boutade di Benigni si riferisse al fatto che nel pensiero politico di Dante ci fossero dei distinguo, come all’interno del partito da lui citato; citato anche per via di quella D di Dante…

  2. Caro Roberto, Paragonare Dante Politico (“il Ghibellin fuggiasco”) al PD di oggi mi sembra forzato e anche azzardato. Perché oggi il PD é un partito composto in gran parte da soggetti di area e provenienza cattolica e affatto laico mentre la laicità di Dante traspare da tutta la sua opera. Il PD di oggi é un partito in linea con i tempi, convenienza e mancanza di ideologie prima di tutto, mentre Dante, per ideologia, abbandonò la sua terra e visse in esilio. Scherziamo quindi con i fanti (i politici di oggi) ma lasciamo stare i santi e i Poeti che con la loro dignità e grandezza sono rimasti l’unico patrimonio nazionale. un abbraccio franco

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